Viva, morta o X? 88esimo appuntamento con la rubrica dedicata alla pittura contemporanea in tutte le sue declinazioni e sfaccettature attraverso le voci di alcuni dei più interessanti artisti italiani: dalla pittura “espansa” alla pittura pittura, dalle contaminazioni e slittamenti disciplinari al dialogo con il fumetto e l’illustrazione fino alla rilettura e stravolgimento di tecniche e iconografie della tradizione.

Miss Goffetown (Fulvia Monguzzi, Desio, 1985) vive a Milano. Studia all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, partecipa a collettive e personali e organizza workshop. Dal collage all’acrilico, il suo manifesto è ironico e drammatico con uno sguardo sentimentale sul quotidiano. Un lavoro constante, frutto della sua necessità di vedere il pensiero in immagine.

Come ti sei avvicinata alla pittura?
L’ho sempre evitata, ma poi mi ha intrappolata.

Nell’introdurti sul tuo sito scrivi: “I paint a lot”. Quanto è questo “a lot”?
“A lot” è sempre troppo poco!

Parli del tuo uso degli occhiali e del vedere “la realtà sfuocata”. Che conseguenze ha tutto questo sulle tue opere?
La “cecità” mi porta alla mancanza di particolari di dettagli e mi costringe a concentrarmi sull’atmosfera. Tipo: “Non ho capito cosa dici, ma aveva un bel suono”.

Chi sono gli artisti e i maestri cui guardi?
Guardo tutti.

Come nasce il nome d’arte Miss Goffetown?
Me lo diede un compagno di Accademia quando mi presentai a un laboratorio di scultura in un bosco con ballerine e trolley combinando goffa e città.

Miss Goffetown, Piera non legge i russi, 2020
Miss Goffetown, Piera non legge i russi, 2020

LA PITTURA DI MISS GOFFETOWN

Disegno, illustrazione, collage, serigrafia, incisione, pittura… Come i confini si annullano e le tecniche e discipline si fondono e confondono?
Ogni tecnica asseconda un pensiero.

E hai, in realtà, iniziato partendo dalla scultura all’Accademia di Brera. Tridimensionalità / bidimensionalità come dialogano?
La cosa che mi interessava di più era il disegno trovare la tridimensionalità nella bidimensionalità. Ora è rimasto dell’accademismo che cerco di soffocare coi colori.

La tua è una pittura lenta o veloce? All’apparenza sembra molto istintiva e veloce…
Pittura veloce, ma più lenta dei pensieri.

Chi sono i soggetti delle tue opere?
Niente foto. Prendo appunti, faccio liste, disegno dal vivo, cerco di ricordare quello che ho visto. Devo tradurre la realtà nel mio linguaggio per cercare di capirla.

Miss Goffetown, La lacrima del mio occhio diventerà mare perché l'amore sa quello che fa, 2020
Miss Goffetown, La lacrima del mio occhio diventerà mare perché l’amore sa quello che fa, 2020

LE OPERE DI MISS GOFFETOWN

Come nascono i titoli delle tue opere? In molti casi sei tu che parli in prima persona.
Scrivo in prima persona perché mi è più comodo… Ma io sono tutti.

Come si è trasformato il tuo lavoro nel tempo?
Il mio lavoro è diventato più solido, più personale, meno caotico, più ritmico, ma è in continuo divenire.

La carta cosa rappresenta per te? E il colore?
La carta è la libertà. Il colore è il linguaggio.

Quali formati prediligi?
Piccoli, medi, più o meno sempre. E poi ho dei giorni di ambizione in un mese dove mi ingrandisco.

La tecnica conta?
La pittura non come tecnica, ma come gesto quotidiano, come un autodafé, un atto di fede, l’unico, credo, che ho, né Dio né Stato. La pittura è come una fidanzata capricciosa che richiede sempre attenzioni, che ti sveglia nel cuore della notte per sapere se dormi, poi lei si addormenta lasciandoti insonne.

La musica, il cinema, la letteratura, la poesia incidono sui tuoi immaginari?
Sì, tutto incide.

Perché fare pittura oggi?
Cos’altro c’è da fare?

Cosa pensi della scena della pittura italiana contemporanea?
Mi piace!

Damiano Gullì

www.missgoffetown.it

LE PUNTATE PRECEDENTI

Pittura lingua viva #1 ‒ Gabriele Picco
Pittura lingua viva #2 ‒ Angelo Mosca
Pittura lingua viva #3 ‒ Gianluca Concialdi
Pittura lingua viva #4 – Michele Tocca
Pittura lingua viva #5 ‒ Lorenza Boisi
Pittura lingua viva#6 ‒ Patrizio Di Massimo
Pittura lingua viva#7 ‒ Fulvia Mendini
Pittura lingua viva#8 ‒ Valentina D’Amaro
Pittura lingua viva#9 ‒ Angelo Sarleti
Pittura lingua viva#10 ‒ Andrea Kvas
Pittura lingua viva#11 ‒ Giuliana Rosso
Pittura lingua viva#12 ‒ Marta Mancini
Pittura lingua viva #13 ‒ Francesco Lauretta
Pittura lingua viva #14 ‒ Gianluca Di Pasquale
Pittura lingua viva #15 ‒ Beatrice Meoni
Pittura lingua viva #16 ‒ Marta Sforni
Pittura lingua viva #17 ‒ Romina Bassu
Pittura lingua viva #18 ‒ Giulio Frigo
Pittura lingua viva #19 ‒ Vera Portatadino
Pittura lingua viva #20 ‒ Guglielmo Castelli
Pittura lingua viva #21 ‒ Riccardo Baruzzi
Pittura lingua viva #22 ‒ Gianni Politi
Pittura lingua viva #23 ‒ Sofia Silva
Pittura lingua viva #24 ‒ Thomas Berra
Pittura lingua viva #25 ‒ Giulio Saverio Rossi
Pittura lingua viva #26 ‒ Alessandro Scarabello
Pittura lingua viva #27 ‒ Marco Bongiorni
Pittura lingua viva #28 ‒ Pesce Kethe
Pittura lingua viva #29 ‒ Manuele Cerutti
Pittura lingua viva #30 ‒ Jacopo Casadei
Pittura lingua viva #31 ‒ Gianluca Capozzi
Pittura lingua viva #32 ‒ Alessandra Mancini
Pittura lingua viva #33 ‒ Rudy Cremonini
Pittura lingua viva #34 ‒ Nazzarena Poli Maramotti
Pittura lingua viva #35 – Vincenzo Ferrara
Pittura lingua viva #36 – Luca Bertolo
Pittura lingua viva #37 – Alice Visentin
Pittura lingua viva #38 – Thomas Braida
Pittura lingua viva #39 – Andrea Carpita
Pittura lingua viva #40 – Valerio Nicolai
Pittura lingua viva #41 – Maurizio Bongiovanni
Pittura lingua viva #42 – Elisa Filomena
Pittura lingua viva #43 – Marta Spagnoli
Pittura lingua viva #44 – Lorenzo Di Lucido
Pittura lingua viva #45 – Davide Serpetti
Pittura lingua viva #46 – Michele Bubacco
Pittura lingua viva #47 – Alessandro Fogo
Pittura lingua viva #48 – Enrico Tealdi
Pittura lingua viva #49 – Speciale OPENWORK
Pittura lingua viva #50 – Bea Bonafini
Pittura lingua viva #51 – Giuseppe Adamo
Pittura lingua viva #52 – Speciale OPENWORK (II)
Pittura lingua viva #53 ‒ Chrysanthos Christodoulou 
Pittura lingua viva #54 – Amedeo Polazzo
Pittura lingua viva #55 – Ettore Pinelli
Pittura lingua viva #56 – Stanislao Di Giugno
Pittura lingua viva #57 – Andrea Barzaghi
Pittura lingua viva #58 – Francesco De Grandi
Pittura lingua viva #59 – Enne Boi
Pittura lingua viva #60 – Alessandro Giannì
Pittura lingua viva #61‒ Elena Ricci
Pittura lingua viva #62 – Marta Ravasi
Pittura lingua viva #63 – Maddalena Tesser
Pittura lingua viva #64 – Luigi Presicce
Pittura lingua viva #65 – Alessandro Sarra
Pittura lingua viva #66 – Fabio Marullo
Pittura lingua viva #67 – Oscar Giaconia
Pittura lingua viva #68 – Andrea Martinucci
Pittura lingua viva #69 – Viola Leddi
Pittura lingua viva #70 – Simone Camerlengo
Pittura lingua viva #71 – Davide Ferri
Pittura lingua viva #72 – Diego Gualandris
Pittura lingua viva #73 – Paola Angelini
Pittura lingua viva #74 ‒ Alfredo Camerottti e Margherita de Pilati
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Pittura lingua viva #76 – Daniele Innamorato
Pittura lingua viva #77 – Federica Perazzoli
Pittura lingua viva #78 – Alessandro Pessoli
Pittura lingua viva #79 ‒ Silvia Argiolas
Pittura lingua viva #80 – Dario Carratta
Pittura lingua viva #81 ‒ Il progetto Linea 1201
Pittura lingua viva #82 – Stefano Perrone
Pittura lingua viva #83 – Linda Carrara
Pittura lingua viva #84 – Adelaide Cioni
Pittura lingua viva #85 – Marco Eusepi
Pittura lingua viva #86 – Narcisa Monni
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AutoreMiss Goffetown
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Damiano Gullì
Damiano Gullì (Fidenza, 1979) vive a Milano. I suoi ambiti di ricerca sono l’arte contemporanea e il design. Dal 2020 è Head Curator del Public Program di Triennale Milano. Dal 2004 si occupa di comunicazione per Triennale Milano, dove dal 2018 è anche Assistente Curatore del Direttore del Museo del Design Italiano. Del 2020 la curatela, con Joseph Grima, della monografica "Corrado Levi. Tra gli spazi" in Triennale Milano. Ha curato diverse mostre in Italia e suoi testi compaiono in cataloghi e pubblicazioni italiane e internazionali. Scrive regolarmente per “Flash Art”, “Inventario” e "Artribune", per la quale ha creato la rubrica "Pittura Lingua Viva".