Pittura lingua viva. Parola a Maddalena Tesser

Viva, morta o X? 63esimo appuntamento con la rubrica dedicata alla pittura contemporanea in tutte le sue declinazioni e sfaccettature attraverso le voci di alcuni dei più interessanti artisti italiani: dalla pittura “espansa” alla pittura pittura, dalle contaminazioni e slittamenti disciplinari al dialogo con il fumetto e l’illustrazione fino alla rilettura e stravolgimento di tecniche e iconografie della tradizione.

Maddalena Tesser (Vittorio Veneto, 1992) si diploma, nel 2018, al Biennio Specialistico in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Venezia; durante il percorso di studi, frequenta e collabora alle attività dell’AtelierF: laboratorio di Pittura e Disegno seguito da Carlo Di Raco. Attualmente vive e lavora a Venezia, collaborando con Tutti la chiamano la casa delle ragazze e Fondazione Malutta. Tra le mostre recenti: Simposio di Pittura, Fondazione Lac o Le Mon, San Cesario di Lecce, 2019; If it is untouchable it is not beautiful, Monitor Gallery, Roma, 2019; Il gemello cattivo, Museo Santa Maria della Scala, Siena, 2018; La Torre Maluttona + Mercato babelico, Monitor Gallery, Roma, 2018; Brišit de bardò bardò/aiai caramba, Spazio Buonasera, Torino, 2018; Perpendicular, Parallel Wien Art Fair, Vienna, 2017; Laboratorio Aperto, workshop, Forte Marghera, Venezia, 2017.

Come ti sei avvicinata alla pittura?
Ho sempre disegnato. I miei genitori hanno lasciato, ai miei fratelli e a me, la più grande (e meravigliosa) libertà di disegnare quasi ovunque. Ad esempio: un piano della casa in cui siamo cresciuti era in fase di costruzione e da bambini passavamo interi pomeriggi a disegnare e dipingere su grandi pannelli di cartongesso temporanei; per non parlare, poi, di tavoli devastati, pile di fogli e scatole (ancora colme) di pastelli. La pittura è arrivata subito dopo, in fase di pubertà, grazie a un maestro eccezionale.

Quali sono i maestri e gli artisti cui guardi?
La lista potrebbe essere infinita e noiosa. Per fare alcuni nomi: Balthus, Tiziano, Man Ray, Carlo Mollino…

Perché la scelta del linguaggio figurativo? 
Non credo sia scelta, ma attitudine.

Maddalena Tesser, Terra di Lei, 2018, dettaglio, acrilico e olio su tela, 200x145 cm

Maddalena Tesser, Terra di Lei, 2018, dettaglio, acrilico e olio su tela, 200×145 cm

Chi sono i soggetti e le protagoniste delle tue opere?
Sono delle figure ibride, incarnate attraverso la rielaborazione di immagini recuperate, stampate e collezionate che raccolgo. Sono figure irreali. Forse delle controfigure di me stessa.

So che il mito dell’androgino ha per te un significato particolare. Dove lo si ritrova nelle tue opere?
Ci sono alcuni dipinti, come Teoria delle Vergini, in cui emerge maggiormente l’idea di androginia intesa come condizione scientifica e decisiva nella mente dell’artista (Virginia Woolf). Un’utopica, ma non impossibile, unità originaria di consapevolezza delle parti tra maschile e femminile. Così, in questo dipinto in particolare, si distingue una figura centrale in cui maschile e femminile sono un’unica cosa: uniti, vividi. Forse riconciliati. La stanza e gli elementi che la compongono diventano un involucro: “La vita è un alone luminoso, un involucro semitrasparente, che ci circonda dai primordi della coscienza sino alla fine” (Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé).

Nelle tue composizioni gli oggetti che funzione svolgono?
Mi diverto nel realizzarli come puro pretesto per dipingere. Non hanno una vera funzione.

A volte ti soffermi su primi piani, close up, dettagli, altre volte allarghi il campo dell’“inquadratura”. Come avviene questo passaggio dal micro al macro e ritorno?
Lavoro in piccola e grande dimensione. Nel piccolo sono portata a lavorare la superficie quasi fosse uno schermo. E nel grande lo schermo si opacizza, si allarga moltiplicando i dettagli. Mi sembra possa non avere più limiti. Potrebbe dilatarsi e proseguire.

La componente onirica ha un ruolo nel tuo lavoro?
Non in modo significativo.

Maddalena Tesser, Teoria delle Vergini (Solo), 2017, olio su tela, 200x165 cm

Maddalena Tesser, Teoria delle Vergini (Solo), 2017, olio su tela, 200×165 cm

Parlavi prima di disegno. Che funzione ha nella tua pratica e in relazione alle tue opere?
Il disegno è essenziale nel mio modo di pensare e realizzare qualsiasi cosa.

Nella costruzione delle tue composizioni, nella definizione dei tuoi immaginari e delle tue fonti iconografiche che posto ha la storia dell’arte?
Un riferimento costante di studio e soprattutto scoperta. Spesso capita che l’opera in fase di realizzazione necessiti di una svolta drastica, in questo campo di gioco si innestano anche dei suggerimenti iconografici ‒ che mutano nella mia memoria visiva ‒ per la riuscita della composizione.

Come il tuo lavoro si è trasformato nel tempo? 
Cambia continuamente. Come? Con un pizzico di esperienza in più…

Quando dipingi prevale la componente razionale o emotiva?
Credo ci sia un’intima relazione di entrambe le componenti.

Quanto conta la tecnica?
Conta l’apprendimento della tecnica, e sperimentare.

L’errore, la correzione, il ripensamento, la stratificazione, l’aleatorietà. Quanto incidono sul tuo lavoro?
Molto. Soprattutto porsi il dubbio e rispondere alle proprie domande.

Che ruolo ha il colore?
Protagonista.

La tua è una pittura lenta o veloce?
Abbastanza meditativa, quindi lenta.

Lavori in studio?
Fino a pochi mesi fa lavoravo nell’AtelierF: un grande Laboratorio dell’Accademia di Venezia ‒creato dal professor Carlo Di Raco ‒ in cui ho avuto la fortuna di crescere e dipingere spalla a spalla con tanti giovani artisti. Da non molto ho aperto uno studio che condivido con un’amica pittrice.

Maddalena Tesser. Photo Antonio Grulli

Maddalena Tesser. Photo Antonio Grulli

Quanto la musica, il cinema, la letteratura influiscono sui tuoi lavori e sulla tua poetica?
Forse quanto basta perché si senta un leggero profumo.

Come definiresti la tua pittura?
Non so darle aggettivi.

Cosa significa fare pittura oggi?
Essere un po’ funamboli.

Cosa pensi della scena della pittura italiana contemporanea?
Sembra dinamica. Forse stiamo attraversando un buon momento di fioritura. Mi piacerebbe scoprire dei talenti eccezionali.

‒ Damiano Gullì

LE PUNTATE PRECEDENTI

Pittura lingua viva #1 ‒ Gabriele Picco
Pittura lingua viva #2 ‒ Angelo Mosca
Pittura lingua viva #3 ‒ Gianluca Concialdi
Pittura lingua viva #4 – Michele Tocca
Pittura lingua viva #5 ‒ Lorenza Boisi
Pittura lingua viva#6 ‒ Patrizio Di Massimo
Pittura lingua viva#7 ‒ Fulvia Mendini
Pittura lingua viva#8 ‒ Valentina D’Amaro
Pittura lingua viva#9 ‒ Angelo Sarleti
Pittura lingua viva#10 ‒ Andrea Kvas
Pittura lingua viva#11 ‒ Giuliana Rosso
Pittura lingua viva#12 ‒ Marta Mancini
Pittura lingua viva #13 ‒ Francesco Lauretta
Pittura lingua viva #14 ‒ Gianluca Di Pasquale
Pittura lingua viva #15 ‒ Beatrice Meoni
Pittura lingua viva #16 ‒ Marta Sforni
Pittura lingua viva #17 ‒ Romina Bassu
Pittura lingua viva #18 ‒ Giulio Frigo
Pittura lingua viva #19 ‒ Vera Portatadino
Pittura lingua viva #20 ‒ Guglielmo Castelli
Pittura lingua viva #21 ‒ Riccardo Baruzzi
Pittura lingua viva #22 ‒ Gianni Politi
Pittura lingua viva #23 ‒ Sofia Silva
Pittura lingua viva #24 ‒ Thomas Berra
Pittura lingua viva #25 ‒ Giulio Saverio Rossi
Pittura lingua viva #26 ‒ Alessandro Scarabello
Pittura lingua viva #27 ‒ Marco Bongiorni
Pittura lingua viva #28 ‒ Pesce Kethe
Pittura lingua viva #29 ‒ Manuele Cerutti
Pittura lingua viva #30 ‒ Jacopo Casadei
Pittura lingua viva #31 ‒ Gianluca Capozzi
Pittura lingua viva #32 ‒ Alessandra Mancini
Pittura lingua viva #33 ‒ Rudy Cremonini
Pittura lingua viva #34 ‒ Nazzarena Poli Maramotti
Pittura lingua viva #35 – Vincenzo Ferrara
Pittura lingua viva #36 – Luca Bertolo
Pittura lingua viva #37 – Alice Visentin
Pittura lingua viva #38 – Thomas Braida
Pittura lingua viva #39 – Andrea Carpita
Pittura lingua viva #40 – Valerio Nicolai
Pittura lingua viva #41 – Maurizio Bongiovanni
Pittura lingua viva #42 – Elisa Filomena
Pittura lingua viva #43 – Marta Spagnoli
Pittura lingua viva #44 – Lorenzo Di Lucido
Pittura lingua viva #45 – Davide Serpetti
Pittura lingua viva #46 – Michele Bubacco
Pittura lingua viva #47 – Alessandro Fogo
Pittura lingua viva #48 – Enrico Tealdi
Pittura lingua viva #49 – Speciale OPENWORK
Pittura lingua viva #50 – Bea Bonafini
Pittura lingua viva #51 – Giuseppe Adamo
Pittura lingua viva #52 – Speciale OPENWORK (II)
Pittura lingua viva #53 ‒ Chrysanthos Christodoulou 
Pittura lingua viva #54 – Amedeo Polazzo
Pittura lingua viva #55 – Ettore Pinelli
Pittura lingua viva #56 – Stanislao Di Giugno
Pittura lingua viva #57 – Andrea Barzaghi
Pittura lingua viva #58 – Francesco De Grandi
Pittura lingua viva #59 – Enne Boi
Pittura lingua viva #60 – Alessandro Giannì
Pittura lingua viva #61‒ Elena Ricci
Pittura lingua viva #62 – Marta Ravasi

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Damiano Gullì

Damiano Gullì

Damiano Gullì (Fidenza, 1979) vive a Milano. I suoi ambiti di ricerca sono l’arte contemporanea e il design. Da aprile 2022 è curatore per l'Arte contemporanea e il Public Program di Triennale Milano. Dal 2020 è stato Head Curator del…

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