Teatri di Vetro, festival delle arti sceniche contemporanee diretto da Roberta Nicolai, sviluppa per il triennio 2018-2020 un programma rivolto all’esplorazione dei “residui artistici” che scaturiscono dalla costruzione di uno spettacolo, per indagare e stimolare le relazioni vitali tra scena e platea. Qui qualche riflessione su “Oscillazioni”, ultimo capitolo del festival che ha preso vita negli spazi del Teatro India di Roma.
Lino Guanciale mette in scena il testo dello scrittore bulgaro: un paesaggio di rovine materiali e morali della civiltà europea alla vigilia della notte autocratica nazifascista.
Riceviamo e pubblichiamo il ricordo di Carlo Quartucci scritto dalle studiose Donatella Orecchia, Valentina Valentini e dalla moglie Carla Tatò, per anni al suo fianco nella vita e nella produzione artistica.
L’imitatore di Striscia la Notizia è pittore e anche regista. Ha diretto una clip della band di pop elettronico Piccoli Animali Senza Espressione: un omaggio postumo al coreografo e ballerino inglese che avrebbe dovuto interpretarlo
Al Teatro Storchi di Modena (ERT), il regista Claudio Longhi mette in scena l’opera di Elias Canetti, un'aberrante parabola della morte, del potere, della massa, del delirio. Un testo distopico ambientato dentro un grande circo, un’opera di avvertimento su tendenze e pericoli percepiti nella nostra società.
Roberto Latini mette in scene alcuni capitoli del Pinocchio di Collodi. Intrecciando alla favola il vissuto degli attori.
Attraverso una serie di laboratori, i bambini e i giovani partecipanti dell’Hillbrow Theatre Project (Outreach Foundation) hanno lavorato con la coreografa berlinese alla creazione di un linguaggio comune per dar voce alle loro percezioni ed esperienze di xenofobia e violenza nella città che abitano.
L’eredità dantesca va in scena attraverso una rappresentazione teatrale che, partita da Ravenna, sbarcherà nei teatri di cinque continenti. La sua ideatrice ci ha raccontato i risvolti di questa avventura.
Lorenzo Urciullo in arte Colapesce, il drammaturgo Riccardo Goretti e il regista e attore Stefano Cenci sono gli autori di “Stanno tutti male ‒ uno studio collettivo sull’infelicità individuale”, uno spettacolo ironico sul malessere del presente.
“Parts of Some Sextets” è il titolo della performance del 1965 ricontestualizzata nel presente da Yvonne Rainer.
Sulle tracce del poeta della Beat Generation scopriamo l’Himalaya, i fiumi sacri e incontriamo il Dalai Lama. Uno spettacolo teatrale in uno spazio peculiare della capitale fa rivivere il Diario Indiano di Ginsberg
Il regista Antonio Latella trasferisce sul palcoscenico il grande romanzo epico di John Steinbeck, dove bene e male si scontrano nel “goffo tentativo” ‒ come affermava lo scrittore americano ‒ “di spiegare l’inspiegabile”. Superbi gli attori. Dopo il debutto all’Arena del Sole di Bologna, le repliche al Morlacchi di Perugia, dal 27 novembre al 1° dicembre.

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