Storia di uno scrittore dimenticato troppo presto. Ecco chi era Dante Arfelli  

Quello di Dante Arfelli fu un nome dal successo fulmineo ma altrettanto velocemente caduto in oblio. Ripercorriamo la storia dell’autore de “I superflui”

Un esordio straordinario, sancito da un milione di copie vendute negli Stati Uniti dal suo primo romanzo, scritto a 28 anni in soli 10 giorni, che sembrava promettere una carriera sfolgorante. Invece a Dante Arfelli (1921-1995) è accaduto il contrario: su di lui la luce dei riflettori si è spenta subito, lasciando il posto all’oscurità della solitudine e alla tragedia della malattia.

Gli inizi di Dante Arfelli

Dante nasce a Bertinoro, un paesino della Romagna, da una famiglia contadina, che nel 1935 si trasferisce a Cesenatico, dove suo padre viene assunto come guardia municipale. Al liceo classico di Rimini conosce il giovane Federico Fellini, e dopo la licenza liceale si iscrive alla facoltà di Lettere a Bologna, che deve interrompere e partire per il fronte, con il grado di artigliere alpino in Montenegro. Torna all’università nel 1944 per terminare gli studi con una laurea in storia dedicata al passaggio di Garibaldi a Cesenatico, dove fonda la scuola media, dove è prima professore e poi preside. Vicino a Dante abita il poeta Marino Moretti, che lo introduce alla lettura e al mondo letterario.

Il successo de “I superflui” di Dante Arfelli

Nel 1948 lascia la scuola e va a insegnare in un collegio a Rovigo, e l’anno dopo pubblica con Rizzoli I superflui, un “romanzo beat” vincitore del premio Venezia (l’antenato del Campiello) e uno dei maggiori successi letterari del dopoguerra. La storia di Luca e Lidia, due spiantati e marginali ragazzi persi nell’Italia della ricostruzione viene tradotta in diverse lingue ed arriva perfino negli Stati Uniti, pubblicata da Scribner’s: negli USA l’edizione economica vende più di 800mila copie. Inserito negli ambienti letterari più in voga, Arfelli decide però di non lasciare Cesenatico, anche se si sposta spesso a Roma, dove riprende l’amicizia con Fellini.

Dante Arfelli, il declino e la malattia

Ma il suo carattere schivo e poco incline alla mondanità non gli permettono di avviare una vera carriera da scrittore: nel 1951 esce il secondo romanzo, La quinta generazione, che racconta il disincanto della sua generazione, sospesa tra il fascismo, la guerra e un futuro incerto: la critica lo apprezza ma l’accoglienza del pubblico è più fredda. Alla fine degli Anni Cinquanta ottiene un incarico all’Istituto Tecnico Commerciale di Cesena, e lentamente si ritira in un isolamento sempre più forte, accentuato dal Parkinson. Neanche le contestazioni studentesche del decennio seguente lo coinvolgono più di tanto, mentre cessa del tutto l’attività letteraria; nel 1975 pubblica Quando c’era la pineta, una raccolta di racconti malinconica e nostalgica sugli anni di gioventù.

Gli ultimi anni di Dante Arfelli

Dieci anni dopo, a causa di una profonda depressione e del progredire della malattia, si trasferisce a Ravenna, prima dalla figlia Fiorangela e poi in una casa di riposo. Otto anni dopo pubblicaAhimè, povero me, una raccolta di fogli sparsi sugli ultimi anni della sua vita, che si conclude nel 1995. “Scrivere è quasi un’impresa disperata… io ne sono sfiduciato. A volte penso che se avessi dei soldi me ne fregherei della letteratura. E di tutte le beghe e le noie di tanta gente che ci vive” ha dichiarato Arfelli, che dopo l’uscita trionfale del suo primo romanzo aveva scritto al suo amico Mario Picchi: “Mi sento tagliato fuori”. Come ha sottolineato Maurizio Ciampa: “Il “superfluo” è lui, Dante Arfelli, congestionato da fobie e ossessioni che gli lacerano la cavità dell’anima, prigioniero di un silenzio che forse anche lo protegge”. Un silenzio durato decine di anni, che è riuscito a farlo dimenticare.

Ludovico Pratesi

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Ludovico Pratesi

Ludovico Pratesi

Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore…

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