I dimenticati dell’arte. Mariateresa Di Lascia, la scrittrice che si batteva per i diritti

Morta a soli 40 anni, Mariateresa Di Lascia non fu solo una voce politica importante, ma anche una scrittrice premiata con lo Strega dopo la sua morte. Ne ripercorriamo la storia

Quando il romanzo Passaggio in ombra, edito da Feltrinelli, vinse il premio Strega, la sua autrice era morta da soli quattro mesi, a quarant’anni. Pochi la conoscevano nell’ambito letterario, perché era una personalità pubblica e politica, impegnata da tempo in grandi battaglie civili e militante del Partito Radicale.

LA STORIA DI MARIATERESA DI LASCIA

Appassionata e combattiva, Mariateresa Di Lascia (Rocchetta Sant’Antonio, 1954 ‒ Roma, 1994) non aveva avuto un’infanzia facile.
Era nata a Rocchetta Sant’Antonio, un piccolo borgo in provincia di Foggia, dall’ostetrica marchigiana Ida Ricciutelli e da Leonardo Di Lascia, che non si erano mai sposati. Aveva un rapporto contraddittorio con la gente del paese, e soffriva dell’arretratezza culturale della Puglia di allora: dopo la maturità classica si iscrisse alla facoltà di Medicina all’Università di Napoli, perché voleva diventare missionaria laica. Nella città partenopea incontrerà la politica, e tre anni dopo abbandonerà gli studi universitari per iscriversi al Partito Radicale nel 1975 e dedicarsi anima e corpo alla politica e al sociale. Ma in privato Mariateresa aveva sempre coltivato l’interesse per la lettura e la scrittura, che la accompagnava nelle giornate trascorse tra assemblee, sit in e discussioni pubbliche, in una carriera folgorante. Nel 1982 divenne vicesegretario del partito accanto al segretario Marco Pannella, e lanciò la sua prima campagna contro la fame, seguita da battaglie contro il nucleare e in favore della medicina omeopatica, sostenute anche grazie al giornale Notizie Radicali, che diresse per un anno a metà degli Anni Ottanta, e al suo lavoro di deputata, eletta nella IX legislatura.

Mariateresa Di Lascia - Passaggio in ombra (Feltrinelli, Milano 1995)

Mariateresa Di Lascia – Passaggio in ombra (Feltrinelli, Milano 1995)

MARIATERESA DI LASCIA FRA POLITICA E SCRITTURA

Mariateresa aveva una necessità assoluta di indagare l’altro”: così la ricorda Pannella, suo mentore, amico e consigliere. Nel 1993 fondò la lega internazionale contro la pena di morte nel mondo Nessuno tocchi Caino insieme a suo marito Sergio D’Elia, mentre l’anno prima aveva scritto il suo primo racconto, Compleanno, che vinse il premio Millelire, mentre continuava la stesura del romanzo Passaggio in ombra, una saga familiare al femminile ambientata nella società contadina del  meridione, dove si percepiscono echi delle infinite letture della Di Lascia, come i romanzi di Elsa Morante e Anna Maria Ortese, e possibili parallelismi con altre autrici contemporanee, come Fabrizia Ramondino ed Elena Ferrante. “Lo scrivere mi cresce dentro come una necessità”, diceva l’autrice, che visse l’ultimo anno della sua esistenza in maniera febbrile: dopo la fondazione di Nessuno tocchi Caino partecipò nel 1993 alla Conferenza sui Diritti Umani a Vienna, dove si batté per la liberazione del Tibet. L’anno successivo, terminato il romanzo che le era costato ben quattro anni di lavoro, lo propose ad Adelphi, ottenendo il rifiuto di Giuseppe Pontiggia, per poi approdare alla Feltrinelli, dove Gabriella D’Ina decise di pubblicarlo, paragonandolo, in maniera leggermente forzata, al Gattopardo.

LA FORTUNA POSTUMA DI MARIATERESA DI LASCIA

Ho scritto questo romanzo per essere amata da chi mi leggerà”, confessò la scrittrice all’amico Adriano Sofri, dopo aver firmato il contratto. Ma non visse abbastanza per vedere il suo libro pubblicato: mentre stava lavorando al secondo, Le relazioni sentimentali, fu colpita da un tumore che la stroncò nel giro di poche settimane, il 10 settembre 1994. A gennaio dell’anno successivo uscì Passaggio in ombra, premiato con lo Strega il 7 luglio 1995, superando Luigi Malerba e con l’appoggio di scrittori e intellettuali come Antonio Tabucchi, Raffaele La Capria e Goffredo Fofi, che lo definì un “ritratto di società meridionale”, mentre per Adele Cambria “il Sud le era stato dentro come una passione e una malattia”. La sua tomba è a Fiuminata, il paese d’origine della madre, che le ha dedicato un premio letterario, mentre alla sua memoria è dedicato il video L’audacia e il silenzio, curato da Alessandro Galano.

Ludovico Pratesi

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Ludovico Pratesi

Ludovico Pratesi

Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore…

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