In cima alla Sagrada Familia c’è l’opera dell’artista italiano Andrea Mastrovito. Questo video racconta il suo universo
Il regista Marco Marcassoli ha coinvolto artisti, direttori e curatori per fornire una chiave di lettura accessibile al lavoro dell'artista, al centro dell'attenzione per l'intervento nella cattedrale. Ecco uno esclusivo per Artribune
Si chiama Agnus Dei, come l’agnello simbolo di Gesù Cristo, la scultura dell’artista italiano Andrea Mastrovito (Bergamo, 1978) posta nel punto più alto della Sagrada Familia di Barcellona, la cattedrale di Gaudì finalmente conclusa. Formata da migliaia di schegge di vetro, che simboleggiano la sofferenza di Gesù, e incastonata in raggi luminosi intrecciati a forma di iperboloide, l’opera si trova nella croce in cima alla torre più alta della cattedrale, a 172 metri di altezza.
L’artista Andrea Mastrovito in campo religioso
Nato a Bergamo e attivo a New York, Mastrovito ha esposto in alcuni dei maggiori musei italiani e internazionali raccogliendo ampio consenso, in particolare per i suoi disegni, le sculture e il film d’animazione Nysferatu, realizzato a partire da 35mila disegni.Nel corso del suo percorso artistico, Mastrovito ha acquisito una grande familiarità con l’architettura sacra: ha lavorato alle vetrate della chiesa dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII a Bergamo; ha realizzato le incisioni nella cripta del Santuario della Madonna della Guardia a Tortona; ed è autore di un ciclo monumentale di tarsie lignee nella cappella del Foyer Catholique Européen a Bruxelles.
Mastrovito raccontato da artisti, direttori e curatori nei video di Marco Marcassoli
“Il pregio del lavoro di Mastrovito è quello di ricordarci che tutte le immagini hanno la loro materialità, anche quando sembra sfuggente”, racconta in video l’artista Stefano Arienti (Asola, 1961). “Il disegno è al centro della sua pratica, ma è un artista multimediale e multiforma, che riesce a seguire parallelamente sentieri diversi che portano tutti a un unico grande racconto”, aggiunge Lorenzo Giusti, direttore della GAMeC di Bergamo.
Tecnica e spiritualità nell’opera di Andrea Mastrovito
Sempre al centro della sua tecnica è il righello, che rappresenta secondo la curatrice e storica dell’arte Ilaria Bernardi “un paradosso della realtà: noi cerchiamo la verità, che però diventa sempre più inconoscibile. I righelli sono anche un riferimento alla regola, alla legge, e sottolineano un bisogno di dare ordine al reale in una misura che in realtà non è quantificabile”.
“Pensando all’opera di Andrea mi viene in mente il concetto di disegno espanso: non si è mai limitato a disegnare su una pagina, ha sempre cercato di uscire dall’idea stessa di cosa fosse un disegno, facendo entrare l’improvvisazione”, aggiunge Nicola Ricciardi, appena nominato a capo della scuola di alta formazione per artisti Afterclass a Bergamo.
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