I dimenticati dell’arte. La storia del critico letterario e saggista Sergio Solmi 

L'amicizia con Montale, l'impegno antifascista, la passione per la critica letteraria e l'antologia "Le meraviglie del possibile". Per la rubrica “I dimenticati dell’arte”, Ludovico Pratesi traccia il ritratto di Sergio Solmi

La prima volta che conobbe Eugenio Montale, lo descrisse intento ad affondare il cucchiaio in una coppa di panna montata, in un caffè di Parma, mentre osserva il suo interlocutore con un lungo sguardo interrogativo. Era il 1917 e Sergio Solmi (1899-1981) frequentava con Montale il corso di allievi ufficiali alla Scuola di Fanteria di Parma. Entrambi erano accomunati dall’amore per la poesia, grande passione del giovane Solmi, che affiancava alla critica letteraria, rivolta ad autori come Guido Gozzano e Arthur Rimbaud, sui quali Solmi aveva scritto brevi saggi sulla rivista giovanile Cronache latine negli anni in cui frequentava il liceo Massimo D’Azeglio di Torino.

La storia di Sergio Solmi

Sergio era figlio di Edmondo, professore di storia e filosofia, e di Clelia Lolli, entrambi modenesi. Aveva seguito i trasferimenti del padre da Rieti – dove era nato – poi a Mantova, Livorno e Torino. Sempre nel 1917, Sergio venne chiamato al fronte sul Montello, dove venne ferito da una scheggia di granata e ricoverato all’ospedale militare di Castelfranco Veneto. Tornato a Torino si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza. Durante gli studi fondò larivista di letteratura Primo tempo insieme a Giacomo Debenedetti e Mario Gromo. Si laureò l’anno successivo, prima di sposare Dora Martinet, che gli diede due figli, Renato e Raffaella.

La passione per la scrittura di Sergio Solmi tra collaborazioni letterarie, saggi e attività redazionali

Nel 1926 venne assunto all’ufficio legale della Banca Commerciale Italiana, dove divenne amico di Raffaele Mattioli. Nonostante il lavoro d’ufficio, però, la passione per la scrittura non venne mai meno, anzi: oltre a scrivereregolarmente su riviste di cultura come La Fiera letteraria, Solaria, L’Italia letteraria, L’Illustrazione italiana ed Emporium, collaborò anche con quotidiani come L’Unità e il Giornale di Genova. Rimangono fondamentali i suoi saggi su poeti e scrittori come Eugenio Montale, Vincenzo Cardarelli e Paul Valéry, mentre pochi ricordano il ruolo fondamentale che ricoprì all’interno della redazione della rivista La Cultura, di cui divenne direttore nel 1933 contrastando apertamente l’ideologia fascista, tanto che due anni dopo la rivista venne chiusa. Solmi militò nelle file del Partito d’Azione con il nome di Mario Rossetti; venne arrestato a Milano nel 1945, fuggì dal carcere ma fu nuovamente catturato poco tempo dopo.

Dopo la Seconda guerra mondiale, l’intensificazione dell’attività letteraria

Nel Secondo Dopoguerra intensificò il suo impegno sul versante della scrittura, che sintetizzò nel 1967 con una frase: “Mantenere sempre il compasso alla sua massima apertura, anche a costo di slogarsi le gambe della mente”. Il suo compasso fu davvero largo e incluse anche il territorio – allora pressoché inesplorato – della fantascienza, visto che Solmi fu curatore, insieme a Carlo Fruttero, dell’antologia Le meraviglie del possibile, pubblicata nel 1959. Negli Anni Settanta pubblicò raccolte come Meditazioni sullo Scorpione e altre prose (1972) e Poesie complete (1974). Come ricorda Franco Contorbia, Solmi mantenne sempre un rigore e una riservatezza unici, coniugandoli con una generosa socievolezza che lo rese un punto di riferimento culturale a Milano.

Ludovico Pratesi

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Ludovico Pratesi

Ludovico Pratesi

Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore…

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