I dimenticati dell’arte. La storia della Baronessa volante Maria Antonietta Avanzo
È stata la prima donna pilota italiana, partecipando a corse e gare in tutto il mondo. Ma fu anche scrittrice, giornalista e aviatrice
Per celebrare l’apertura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina, questa volta raccontiamo la storia della “Baronessa volante”, la prima donna pilota d’Italia.
Si tratta di Maria Antonietta Avanzo (1889-1977), personaggio leggendario nella storia dell’automobilismo italiano e unica protagonista femminile di gare prestigiose come la Mille Miglia e la Targa Florio. Maria Antonietta Bellan, figlia di ricchi proprietari terrieri veneti, nasce a Contarina Veneta, un borgo in provincia di Rovigo e fin da adolescente si appassiona di automobili, tanto che da ragazza la sottrae al padre Giuseppe per lanciarsi sulle strade di campagna intorno alla villa di famiglia, facendo strage di “cani, gatti, galline e segretari comunali”.
Chi era Maria Antonietta Bellan Avanzo
Dopo il matrimonio con il marito Eustachio Avanzo nel 1908, Maria Antonietta si trasferisce con lui a Roma e comincia la sua futura “carriera” quando, per festeggiare la fine della Prima Guerra Mondiale, Eustachio le regala una Spa 35/50 Sport, con la quale nel 1920 disputa la sua prima gara, il Circuito del Lazio, ma non riesce a qualificarsi per un guasto tecnico. Ma non si da per vinta, anzi: dopo alcune corse sfortunate, come la Targa Florio, nella Coppa d’Inverno a Rocca di Papa si classifica al terzo posto. L’anno seguente, al volante della sua nuova Packard 299, partecipa alle prove di velocità sulle spiagge dell’isola di Fanø in Danimarca, ma l’auto prende fuoco e per salvarsi la Avanzo si getta in mare. Nello stesso anno arriva settima al Circuito del Garda, vinto dal celebre Tazio Nuvolari, dove conosce il poeta Gabriele D’Annunzio, che la battezza “Nerissa” per i suoi occhi neri e la invita al Vittoriale, dove Maria Antonietta provoca un dramma per il vate, dando da mangiare alla sua amatissima tartaruga Cheli. Alla morte dell’animale Gabriele chiede all’amico argentiere Renato Brozzi di trasformare il suo carapace in un soprammobile. Si racconta che proprio in quegli stessi anni avrebbe inculcato la passione per le auto a suo nipote Roberto Rossellini, figlio di sua sorella Elettra Bellan.
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The Special Queen: Avanzo in Australia
Nel 1923 lascia il marito e si trasferisce in Australia con i suoi due figli, ma anche lì riesce a sottolineare la sua passione, vincendo alla guida della sua Essex una gara di beneficenza: in quell’occasione la stampa australiana la definisce The Special Queen. Dopo tre anni, torna in Italia e partecipa alla Coppa Perugina, dove ottiene un buon terzo posto, mentre è al volante di una Chrysler 70 nella Mille Miglia del 1928 insieme al pilota brasiliano Manuel de Teffé, ma un guasto tecnico la costringe a ritirarsi. In quegli anni aveva addirittura immaginato di costruire una macchina tutta sua, ma non riesce a trovare i finanziatori per mettere il proposito in pratica. Dopo aver partecipato ad altre tre edizioni della corsa senza mai arrivare a concluderle per guasti tecnici, nel 1932 la Avanzo arriva ad Indianapolis, invitata dal pilota pugliese Raffaele De Palma a provare la sua macchina Miller Special, ma purtroppo i test non vanno a buon fine e la Baronessa volante è costretta a rinunciare alla carriera americana.
Nel 1939 corre da Tobruch a Tripoli in Libia alla guida di una FIAT 1100 e arriva sesta, e da allora le sue partecipazioni alle corse sono sempre più sporadiche, anche per questioni di età. La storia di Maria Antonietta Avanzo ha aperto la strada a generazioni di sportive, sia nel campo dell’automobilismo che in altre discipline, ed è considerata un simbolo di emancipazione femminile.
Ludovico Pratesi
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Ludovico Pratesi
Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore…