Muore a 80 anni Roberto Calasso. Aveva inventato la casa editrice Adelphi

Scrittore e saggista raffinatissimo, dopo la laurea in Letteratura inglese con Mario Praz ha dato vita, insieme a Roberto Bazlen e Luciano Foà, alla casa editrice Adelphi, a cui si è dedicato per tutta la vita

Roberto Calasso
Roberto Calasso

È morto a Milano a 80 anni Roberto Calassofondatore e direttore della casa editrice Adelphi, scrittore e intellettuale raffinatissimo, autore di saggi e opere di narrativa. Calasso è scomparso nella notte tra il 28 e il 29 luglio, da tempo combatteva con una lunga malattia. Proprio nel giorno della sua morte, sono stati pubblicati i due ultimi suoi romanzi, Memè Scianca, sui suoi anni giovanili a Firenze, e Bobi, un ricordo su Roberto Bazlen, con cui Calasso, insieme a Luciano Foà, nel 1962 diede vita alla Adelphi.

VITA E OPERE DI ROBERTO CALASSO

Nato a Firenze nel 1941, Calasso era figlio del giurista Francesco Calasso e di Melisenda Codignola, a sua volta figlia del filosofo e pedagogista Ernesto Codignola. Frequenta il Liceo Classico Torquato Tasso di Roma, per poi laurearsi in Letteratura inglese con Mario Praz. L’incontro con il critico letterario Roberto Bazlen e il traduttore Luciano Foà, nel 1962, è l’occasione che lo porterà a fondare la casa editrice Adelphi, in cui Calasso lavorerà per tutta la vita assumendone, a partire dal 1971, la direzione editoriale, dal 1990 il ruolo di consigliere delegato e dal 1999 quello di presidente. Per Adelphi, Calasso traduce e introduce Il racconto del pellegrino di sant’Ignazio (1966), Ecce homo di Nietzsche (1969), Detti e contraddetti di Karl Kraus (1972), gli Aforismi di Zürau di Franz Kafka (2004), oltre a scrivere le postfazioni in Mine-Haha di Wedekind, L’Unico e la sua proprietà di Stirner, Memorie di un malato di nervi di Schreber. Risale al 1974 la pubblicazione del suo primo romanzo, L’impuro folle.

CALASSO E LA SUA OPERA DI OLTRE QUATTROMILA PAGINE

A partire dagli anni Ottanta, Calasso si cimenta in un’opera letteraria monumentale, rimasta incompiuta. Si tratta di un’opera unica, suddivisa in undici volumi, per un totale di oltre quattromila pagine, dagli argomenti eterogenei ma accomunati tutti da una comune visione e poetica: il primo libro della serie è La rovina di Kasch (1983), per poi proseguire con Le nozze di Cadmo e Armonia (1988), Ka (1996), K. (2002), Il rosa Tiepolo (2006), La Folie Baudelaire (2008), L’ardore (2010), Il Cacciatore Celeste (2016), L’innominabile attuale (2017), Il libro di tutti i libri (2019), La Tavoletta dei Destini (2020).

ROBERTO CALASSO. I RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI

Apprezzatissimo e stimato anche all’estero, Roberto Calasso nel 2000 è stato visiting professor for European Comparative Literature per la cattedra Weidenfeld all’Università di Oxford. Per Le nozze di Cadmo e Armonia, pubblicato in ventidue paesi, nel 1991 ha ricevuto il Premio europeo Charles Veillon per la saggistica e il Prix du Meilleur Livre Etranger; per La Folie Baudelaire, invece, nel 2012 ha ricevuto il Prix Chateaubriand. Viene inoltre insignito nel 1996 dell’Europäischer LiteraturPreis, del Warburg Preis nel 2007 e del Premio Formentor de las Letras nel 2016.  Nel 1993 a New York viene eletto Literary Lion, nel 2000 diventa Foreign Honorary Member della American Academy of Arts and Sciences, e nel 2007 viene nominato Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres e Chevalier de la Légion d’Honneur. Nel 2013, l’Università degli Studi di Perugia gli conferisce la laurea magistrale Honoris Causa in Lingue e letterature moderne.

IL MONDO DELLA CULTURA RICORDA ROBERTO CALASSO

“Con la scomparsa di Roberto Calasso viene meno un pilastro dell’editoria italiana e un intellettuale straordinario capace di una sapiente visione della nostra cultura e delle sue radici”, sono le parole del Ministro della cultura Dario Franceschini.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.