Trasversale per antonomasia, la poetica di Franco Nonnis ha lasciato il segno nel secolo scorso, finendo però nell’oblio a causa del controverso rapporto dell’artista con il mercato

Quello che mi colpiva era la sua cultura quasi enciclopedica; non c’era argomento di cui si veniva a parlare in cui Franco non apportasse una parola sua, non di opinione ma di fatti”: così il musicista Egisto Macchi ricordava nel 1991 Franco Nonnis (Roma, 1925 -1991), singolare figura di artista e sperimentatore che si muoveva tra musica, pittura e scenografia.

Franco Nonnis a Valencia con alle sue spalle l’opera Sobre sí mismo del 1961
Franco Nonnis a Valencia con alle sue spalle l’opera Sobre sí mismo del 1961

LA STORIA DI FRANCO NONNIS

Nonnis nasce a Roma, trascorre l’infanzia con la madre Elena Angelini e la nonna, e fin da piccolo passa molto tempo a disegnare. Dopo aver ottenuto la maturità classica, si laurea in matematica ma senza troppa convinzione, dato che all’inizio degli Anni Cinquanta comincia a frequentare artisti come Roberto Melli, Orfeo Tamburi e Achille Perilli e a dipingere soggetti quotidiani con uno stile realista. Alla fine del decennio viaggia molto in Germania, dove inizia a esporre nel 1957 tele astratte molto colorate, che strizzano l’occhio alle opere di Kandinsky ma anche alla gestualità di Emilio Vedova, che aveva incontrato alla Biennale di Venezia. Rientrato a Roma nello stesso anno collabora con il compositore Franco Evangelisti e lo aiuta a realizzare la composizione elettronica Incontri di fasce sonore (1957), partecipando alle attività dell’associazione di sperimentazione musicale Nuova Consonanza. Attraverso Nuova Consonanza, che condivide con il movimento letterario del Gruppo 63 l’interesse verso la sperimentazione e il rinnovamento dei linguaggi tradizionali, Nonnis entra in contatto con intellettuali e scrittori del calibro di Giorgio Manganelli (realizza per lui un’illustrazione per Hilarotragoedia), Nanni Balestrini e Alfredo Giuliani, con il quale collabora nei collage della serie Cronogrammi, originali innesti di pittura e scrittura. In qualità di artista l’evoluzione del suo linguaggio espressivo lo porta ad abbandonare la figurazione per avvicinarsi alle punte più avanzate dell’Informale, in una linea che va da Emilio Vedova ad Alberto Burri fino a Cy Twombly, realizzando tele a tecnica mista dai colori terrosi, che inglobano frammenti di cartone ondulato.

Sobre sí mismo. Franco Nonnis 1959-1965. Exhibition view at La Galleria Nazionale, Roma 2022. Photo Monkeys Video Lab
Sobre sí mismo. Franco Nonnis 1959-1965. Exhibition view at La Galleria Nazionale, Roma 2022. Photo Monkeys Video Lab

NONNIS E L’AVVERSIONE PER IL MERCATO

Negli Anni Sessanta le occasioni espositive si infittiscono, sia in Italia che in Spagna, ma l’avversione di Nonnis nei confronti del mercato non facilita la sua carriera. Come spiega il regista Antonio Calenda, “era un grande pittore pieno di ironia… viveva di nulla… non era un uomo chiaramente pratico come si suol dire, né riusciva, come altri suoi colleghi, a fare della sua arte, che era incommensurabilmente migliore, un fatto commerciale, mentre tutti i suoi amici, i suoi colleghi ci sono riusciti”. Dopo la mostra curata da Simonetta Lux al Museo Laboratorio della Sapienza, pochi mesi prima della scomparsa dell’artista, il nome di Nonnis è caduto nel dimenticatoio fino all’attuale antologica Sobre sí mismo: Franco Nonnis 1959-1965, curata da Maurizio Farina, Francesco Mozzetti e Guido Rebecchini alla Galleria Nazionale di Roma, che riunisce ventuno dipinti realizzati dal 1959 al 1964. Un’occasione importante per valutare il talento di questo artista, che merita una nuova considerazione proprio per la sua multidisciplinarietà.

Ludovico Pratesi

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Evento correlato
Nome eventoEmanuele Cavalli / Franco Nonnis
Vernissage10/02/2022 ore 18.30 su invito
Duratadal 10/02/2022 al 20/03/2022
AutoriEmanuele Cavalli, Franco Nonnis
CuratoriManuel Carrera, Maurizio Farina, Francesco Mozzetti , Guido Rebecchini
Generearte moderna
Spazio espositivoLA GALLERIA NAZIONALE
IndirizzoViale delle Belle Arti 131 — 00197 - Roma - Lazio
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Ludovico Pratesi
Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore Artistico di Spazio Taverna Dal 2009 al 2011 è stato curatore scientifico di palazzo Fabroni di Pistoia. Dal 2006 al 2010 è stato Presidente dell’AICA. Dal 2012 al 2015 è stato Vice Presidente dell'AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiana). Dal 1995 al 2010 è stato Consigliere di Amministrazione per la Quadriennale d’Arte di Roma. Critico del quotidiano La Repubblica.