Scrittore ma anche giornalista, illustratore, sceneggiatore e fautore del teatro di marionette. Questo e molto altro è Yambo, nome d’arte di Enrico dei conti Novelli da Bertinoro

È stato il Giulio Verne italiano, nonché pioniere della fantascienza nel nostro Paese, grazie alla regia del film Un matrimonio interplanetario (1910). La personalità eclettica di Enrico dei conti Novelli da Bertinoro (Pisa, 1874 – Firenze,1943), in arte Yambo, lo porta fin da giovane a pubblicare i suoi primi disegni, che aveva chiamato “pupazzetti”, sul quotidiano La Sera, dove lavorava come giornalista.

Yambo, Gomitolino (Sten, Torino 1923)
Yambo, Gomitolino (Sten, Torino 1923)

LA STORIA DI YAMBO

Enrico veniva da una famiglia aristocratica di San Marino: suo padre Ermete Novelli era un attore così come la madre, Lina Marazzi. Cresciuto in un ambiente artistico molto stimolante, a 16 anni pubblica il primo romanzo, Dalla terra alle stelle. Viaggio attraverso l’infinito (Firenze 1890): sarà il primo di una lunga serie di libri che descrivono mondi fantastici e surreali, dedicati soprattutto ai ragazzi. Nel 1895 si trasferisce a Firenze, e continua a pubblicare testi di successo, tra i quali Due anni in velocipede. Avventure straordinarie di due ciclisti intorno al mondo (1899), ispirato a Verne, del quale era un grande ammiratore, Il giro del mondo in automobile (1904), dedicato al mito della macchina, che stava lentamente conquistando le strade italiane, seguito dal Manoscritto trovato in una bottiglia (1905),
Il tesoro degli Incas (1906), Gli esploratori dell’infinito (1906), La colonia lunare. Storia di un’ipotesi (1908) e Lo scimmiottino verde (1909). Il libro di maggior successo di questo periodo è Le avventure di Ciuffettino (1902), ispirato al Pinocchio di Collodi, ma la fantasia di Yambo arriva a produrre perfino un romanzo dove la fantascienza si combina con la politica.
Si tratta di La rivincita di Lissa (1909) e narra di un’astronave spaziale guidata da un personaggio misterioso che riesce a provocare la ribellione delle città italiane contro l’occupazione austriaca. Nel frattempo Novelli scrive e porta in scena una serie di commedie, dove recita anche suo padre, come Un onorevole in vacanza (1901), Evviva l’automobile! (1904), La principessa Stella (1908), Cagliostro (1909).

Yambo, I fratelli della mano rossa (Vallardi, Milano 1929)
Yambo, I fratelli della mano rossa (Vallardi, Milano 1929)

YAMBO FRA SCRITTURA, CINEMA E TEATRO

Assunto a La Nazione come giornalista, Yambo prosegue le sue attività di illustratore per poi appassionarsi di cinema, sia come sceneggiatore che come regista. Grazie alla vicinanza col regime, negli Anni Venti e Trenta la sua carriera prende il volo, con un notevole incremento della produzione letteraria per ragazzi, unita all’attività teatrale e al giornalismo, con l’aggiunta di romanzi di carattere storico, come Santa pirateria (1939), dedicato all’impresa di Fiume. Rilevante la produzione di testi per fumetti come Topolino e di illustrazioni per la collana didattica Impara anche questa edita da Vallecchi, tra il 1935 e il ’38. Infine, l’ultima passione dell’eclettico Novelli è stato il teatro di marionette, che ha praticato con successo dal 1919 fino alla sua morte, avvenuta nel 1943 a Firenze per un infarto, durante un bombardamento aereo. Un ricordo di Enrico Novelli è presente nel romanzo La misteriosa fiamma della regina Loana di Umberto Eco, dove il protagonista si chiama Yambo.

Ludovico Pratesi

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Ludovico Pratesi
Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore Artistico di Spazio Taverna Dal 2009 al 2011 è stato curatore scientifico di palazzo Fabroni di Pistoia. Dal 2006 al 2010 è stato Presidente dell’AICA. Dal 2012 al 2015 è stato Vice Presidente dell'AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiana). Dal 1995 al 2010 è stato Consigliere di Amministrazione per la Quadriennale d’Arte di Roma. Critico del quotidiano La Repubblica.