Muore a 94 anni Achille Perilli, maestro dell’Astrattismo italiano

Il pittore è scomparso a Orvieto, dove viveva da anni. Nel 1947 è stato tra i fondatori del gruppo Forma 1, insieme a Accardi, Attardi, Consagra e Dorazio, movimento nato in difesa dell’arte astratta

Achille Perilli
Achille Perilli

È morto a Orvieto a 94 anni Achille Perilli, tra i maestri dell’Astrattismo italiano. Il pittore è scomparso lo scorso 16 ottobre, all’ospedale Santa Maria della Stella. Nel 1947, insieme a Carla Accardi, Ugo Attardi, Piero Consagra, Dorazio, Guerrini, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato, è tra i fondatori del gruppo Forma 1“è stato il primo gruppo astratto in Italia – e in Europa – nel Dopoguerra”, ci raccontava Perilli in un’intervista del 2016. La sua ricerca e pratica si contraddistinguono per l’utilizzo e la combinazione di forme geometriche e colori brillanti, con cui Perilli ha sperimentato e indagato il medium pittorico.

Il Gruppo Forma 1 da sinistra, Pietro Consagra, Mino Guerrini, Ugo Attardi, Carla Accardi, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Piero Dorazio - foto Wikipedia
Il Gruppo Forma 1 da sinistra, Pietro Consagra, Mino Guerrini, Ugo Attardi, Carla Accardi, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Piero Dorazio – foto Wikipedia

VITA E ARTE DI ACHILLE PERILLI

Nato a Roma nel 1927, Perilli dopo la maturità classica si iscrive alla facoltà di Lettere, dove è allievo di Lionello Venturi. Prepara una tesi su Giorgio de Chirico, ma non conseguirà la laurea. Nel 1945, con Dorazio, Guerrini, Vespignani, Buratti, Muccini e Maffioletti, fonda il Gruppo Arte Sociale (GAS), e collabora alla nascita e alla redazione delle riviste Ariele e La Fabbrica, organo del GAS delle quali esce un unico numero. L’anno successivo, espone alla mostra del GAS insieme ad Aymonino, Barbagallo, Busiri-Vici, Canonica, Dorazio, Guerrini, Vespignani, tenutasi nella sezione del PSI in Via Molise, successivamente alla mostra premio “La Fabbrica” che si tiene sui marciapiedi di Via Veneto. Il 1947 è l’anno della nascita di Forma 1, movimento con il quale gli artisti aderenti scrivono un manifesto in difesa dell’arte astratta, in opposizione alle tematiche e all’influenza della corrente realista in voga in quegli anni, per un’arte che riprendesse così la tradizione delle avanguardie europee dei primi decenni del XX secolo sotto l’influsso del marxismo. “Ci siamo trovati in opposizione alla Scuola romana, che dominava nettamente”, ci raccontava Perilli. “La scuola realista fu imposta dal Partito Comunista e quindi, in un certo senso, Guttuso divenne un nostro nemico. Con lui si è creata una frattura insanabile”.

ACHILLE PERILLI E LA GALLERIA AGE D’OR

Nel 1950, insieme a Dorazio e Guerrini, fonda la Libreria-Galleria Age d’Or che, nel 1951, organizza la mostra Arte astratta e concreta in Italia, la prima rassegna completa dell’astrattismo italiano tenutasi nel Paese, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. “Era l’unica galleria che, oltre a fare le mostre – di Totò Sanfilippo, Carla Accardi e di altri artisti –, vendeva riviste d’avanguardia, che venivano anche dall’America”, commentava così Perilli la sua esperienza alla Galleria Age D’Or. “Dal 1953 al 1959 ho lavorato poi con la Civiltà delle macchine, la rivista diretta da Leonardo Sinisgalli. Fu un periodo importante, feci diverse inchieste in giro, si studiarono bene le avanguardie”.

ACHILLE PERILLI ALLA BIENNALE DI VENEZIA (E NON SOLO)

Achille Perilli partecipa alle Biennali di Venezia del 1952, 1958, 1962 e 1968, in questa ultima edizione con una sala a lui dedicata. Nel 1959 partecipa anche alla Biennale di San Paolo. Dal 1948 al 1986 partecipa a cinque edizioni della Quadriennale di Roma; nel 1995 diventa membro dell’Accademia Nazionale di San Luca. La sua ultima mostra si è tenuta a Milano, alla Casa d’Aste Cambi, da gennaio a marzo di quest’anno.

IL RICORDO DI DARIO FRANCESCHINI

“Con la scomparsa di Achille Perilli il mondo dell’arte perde un illustre esponente: un grande maestro dell’astrattismo italiano, il pittore delle geometrie impossibili e irrazionali”, ha dichiarato il Ministro della Cultura Dario Franceschini. “La sua produzione artistica ha mantenuto sempre uno stretto dialogo con le avanguardie e ha portato lustro e prestigio al nostro Paese in tutto il mondo”.

IL RICORDO DI VITTORIO SGARBI

Vittorio Sgarbi ricorda “commosso, stupito e addolorato” l’artista Achille Perilli. “È il primo artista contemporaneo”, continua il critico d’arte, “su cui, iniziando la mia attività di critico, ho scritto. Perilli aveva  una intelligenza lucida e geometrica”. Il prossimo 20 ottobre inaugurerà al Mart di Rovereto, museo di cui Sgarbi è presidente, una mostra di Perilli in dialogo con Piero Guccione. “I due artisti hanno temperamenti opposti”, spiega Sgarbi, “ma pari tensione creativa. Ciò che appare incredibile è che la mostra, già pronta, che tristemente celebrerà  il maestro, inaugura  il 20 ottobre. In questa coincidenza, mista di dolore e onore c’è il mistero della vita e della morte, che soltanto l’arte risolve. Entrambi gli artisti sono davanti a noi, con le loro opere, in tensione, vivi”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.