Aprirà a Venezia un museo dedicato a Emilio Vedova. Le prime anticipazioni

A dare la notizia è Alfredo Bianchini, presidente della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova. Nel nuovo museo “esposizione permanente, mostre temporanee, attività scientifiche e didattiche e utilizzo delle nuove forme di comunicazione digitale telematica consentiranno di render pienamente conto della poliedrica e pluridimensionale visione del mondo di Vedova”

Nascerà a Venezia un museo dedicato a Emilio Vedova (Venezia, 1919 – 2006), tra i più importanti artisti italiani del Novecento e tra i principali esponenti dell’Informale, noto per i suoi cicli pittorici ispirati ai conflitti sociali e per il tratto energico delle sue pennellate. A dare la notizia è la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, che ha inoltre annunciato la presenza dello storico dell’arte Philip Rylands (direttore emerito della Peggy Guggenheim Collection) nel proprio Consiglio di Amministrazione: “la grande novità del prossimo futuro è il progetto di dar vita al Museo Vedova, con l’intento di testimoniare la complessità della personalità di Vedova e delle sue opere, ‘un arcipelago di isole e di atolli in diversi mari’”, ha spiegato il presidente della Fondazione Alfredo Bianchini, nel corso della presentazione delle attività future. “Proprio il lavoro svolto in questi anni ha portato alla luce la sua personalità plurima e incontenibile, creando la necessità di aprire una seconda fase del nostro lavoro che consenta uno studio organico e contestuale del suo lascito artistico ed esistenziale, per portare a una visione di insieme del suo lavoro e lasciarla all’interpretazione delle future generazioni”.

IL NUOVO MUSEO DEDICATO A EMILIO VEDOVA

Quale sarà la linea del nuovo museo dedicato al grande maestro veneziano? Il progetto “consentirà di studiare e presentare via via in modo coordinato le complessive esperienze di Vedova nel loro intreccio situazionale, considerando che le singole mostre appaiono oggi in qualche modo superate e non totalmente espressive dell’articolato linguaggio-segno di Vedova”, spiega la Fondazione. “Di qui l’idea e l’impegno di dar vita al progetto del Museo Vedova, in cui esposizione permanente, mostre temporanee, attività scientifiche e didattiche ed utilizzo delle nuove forme di comunicazione digitale telematica consentiranno di render pienamente conto della poliedrica e pluridimensionale visione del mondo di Vedova”. Non è stato ancora svelato in quali spazi verrà realizzato il nuovo museo; una possibile sede potrebbe essere ai Magazzini del Sale a Dorsoduro, dove un tempo si trovava lo studio di Vedova e dove la Fondazione ha aperto uno spazio espositivo, affidando il restauro e il progetto della nuova destinazione d’uso a Renzo Piano e la cura scientifica a Germano Celant. Proprio il critico d’arte recentemente scomparso è stato il curatore della grande mostra dedicata a Vedova in occasione del centenario dalla sua nascita, al Palazzo Reale di Milano.

FONDAZIONE EMILIO E ANNABIANCA VEDOVA. I PROGETTI FUTURI

In attesa di svelare nuovi dettagli sul museo – e dopo che il film documentario Dalla parte del naufragio, prodotto dalla Fondazione con la regia di Tomaso Pessina e realizzato da Twin Studio, è stato inserito nella cinquina dei finalisti per i Nastri d’Argento 2020 -, intanto la Fondazione ha annunciato i progetti futuri: il prossimo 5 settembre al museo Rainer di Baden (Vienna) inaugurerà la mostra Emilio Vedova – Arnulf Rainer a cura di Fabrizio Gazzarri e di Helmut Friedel. Il novantaduenne artista austriaco ha invitato Fondazione Vedova a partecipare a un progetto espositivo incentrato sull’incontro tra le opere del pittore veneziano e le sue con il titolo Vedova – Rainer: Titian schaut (“Tiziano sta guardando”). Nel 2021 la mostra sarà poi. riproposta tra il Magazzino del Sale e lo Spazio Vedova. Sarà poi la volta di una mostra di opere inedite di Georg Baselitz, che nel 2019 aveva curato la mostra di Vedova al Magazzino del Sale ed esposto alle Gallerie dell’Accademia. Nei prossimi mesi infine sarà pubblicato un volume dedicato ad Annabianca, moglie di Vedova e figura chiave nell’arte del pittore, gettando così nuova luce su aspetti meno noti della sua vita.

– Desirée Maida

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Desirée Maida

Desirée Maida

Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi…

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