Una guida per scoprire i musei di Torino

Quali sono i musei da visitare a Torino? Continua il nostro viaggio alla scoperta delle più importanti città italiane. Questa volta la destinazione è Torino ecco una guida ai suoi musei

Città dall’anima sabauda, incorniciata dalle alte vette alpine e attraversata dal Po: stiamo chiaramente parlando di Torino. Dopo aver scoperto i musei più belli e le prestigiose collezioni di Palermo, Parma o Milano, adesso si parte alla scoperta delle tante bellezze e delle mille sfaccettature che contraddistinguono il capoluogo piemontese, culla del Risorgimento e palcoscenico dei grandi eventi storici che hanno segnato l’Italia nel corso dei secoli. Ma quali sono i musei più importanti da vedere nella elegante Torino? Ecco una selezione per non perderne nessuno.

Valentina Muzi

1. GALLERIA SABAUDA

Musei Reali Torino – Galleria Sabauda, Gaudenzio Ferrari, Credits Daniele Bottallo

La prestigiosa Galleria Sabauda venne istituita nel 1832 per volontà di Carlo Alberto, raccogliendo tutte quelle collezioni ospitate presso Palazzo Reale di Torino, la quadreria dei Savoia e da Palazzo Durazzo di Genova. Durante l’Ottocento, diversi acquisti e donazioni incrementarono il corpus delle preziose raccolte, nonché colmarono alcune lacune rispetto al Rinascimento italiano. Dopo una serie di spostamenti fra piani nobili, musei e palazzi, si giunse al 1930 quando la Pinacoteca fu ulteriormente arricchita dalla donazione della collezione d’arte antica dell’industriale piemontese Riccardo Gualino, la quale comprendeva mobili, sculture, dipinti e reperti archeologici. Sul finale del 2014 il Museo e le sue collezioni trovano dimora nella “Manica Nuova” di Palazzo Reale, realizzata dall’architetto Emilio Stramucci a cavallo fra Otto e Novecento. La Galleria Sabauda è uno dei musei più importanti da vedere a Torino perché sono riunite circa 500 opere di artisti piemontesi, italiani, olandesi, fiamminghi ed europei, dove spiccano i grandi nomi di Filippo Lippi, Mantegna e Veronese, Orazio Gentileschi e la sua Annunciazione, Sebastiano Ricci, Francesco Solimena, Giuseppe Maria Crespi, Jan Van Eyck, Rogier van der Weyden e Hans Memling.

Piazza Reale
https://www.museireali.beniculturali.it

2. GALLERIE D’ITALIA

Gallerie d’Italia di Torino Intesa Sanpaolo ph Andrea Cappello

Nel vasto ventaglio delle offerte culturali di Torino ci sono le attesissime Gallerie d’Italia, che aprono le loro porte al pubblico nel mese di maggio 2022. Queste animeranno gli ampi spazi di Palazzo Turinetti, sede legale e storica della Banca Intesa Sanpaolo, la quale commissionerà e organizzerà una serie di mostre temporanee che porranno l’attenzione sugli scatti dei grandi fotografi internazionali. Inoltre, le Gallerie d’Italia di Torino ospiteranno anche l’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo che conta circa sette milioni di fotografie, datate tra gli anni Trenta e Novanta, provenienti da una delle principali agenzie di fotogiornalismo italiane; insieme ad una selezione di opere della collezione bancaria.

Piazza San Carlo
https://www.gallerieditalia.com/

3. MAO – MUSEO D’ARTE ORIENTALE

MAO Museo d’Arte Orientale, Torino, courtesy Fondazione Torino Musei

Residenza della nobiltà sabauda, sede amministrativa di una fabbrica tessile e poi luogo testimone dei famigerati Anni di Piombo: eccoli i tanti volti che il MAO di Torino ha avuto nel corso della storia, in diretta relazione con i cambiamenti della città. Il Museo d’Arte Orientale è uno dei musei più importanti da vedere a Torino perché al suo interno si può passeggiare fra i diversi paesi che animano il continente asiatico, ammirando la sua più ampia produzione artistica con quasi 2300 opere esposte. A queste si aggiungono altri 1400 reperti risalenti al periodo pre islamico provenienti dagli scavi iracheni. Vantando una così ampia collezione, il MAO di Torino suddivide il corpus di opere in cinque grandi gallerie, passando dall’Asia Meridionale e il Sud Est asiatico, per inoltrarsi nella culla multisecolare della Cina, fino all’Himalaya, al Giappone, i Paesi islamici, l’Asia Centrale, fino al Mediterraneo.

Via San Domenico 11
https://www.maotorino.it/it

4. MUSEO CIVICO D’ARTE ANTICA – PALAZZO MADAMA

Torino, Palazzo Madama

Incoronato come patrimonio architettonico dell’UNESCO e sede del primo Senato del Regno d’Italia, Palazzo Madama di Torino è uno dei luoghi più rappresentativi della storia della città. Dove oggi sorge il maestoso complesso, in epoca romana si trovava la Porta Decumana che permetteva l’accesso al Po, fin quando non si trasformò in una fortezza difensiva. L’immobile venne poi acquistato dai Marchesi di Monferrato nel XIII secolo, per poi passare ai Savoia tre secoli dopo. Fu proprio Filippo I di Savoia ad iniziare una serie di interventi per ingrandire e abbellire il palazzo, costituendovi il fulcro della vita cittadina. Ma il suo massimo splendore arrivò nella prima metà del Seicento, quando Maria Cristina di Borbone di Francia – reggente di Savoia- la fece diventare la propria residenza arricchendola oltre ogni dire, tanto all’interno quanto all’esterno. Invece, il nome di battesimo dato al palazzo si deve a Maria Giovanna Battista di Savoia – Nemours che, assieme a Filippo Juvarra, diedero inizio al grande progetto di impronta barocca che anima l’intera facciata. Infine, con il ritorno dei Savoia nel 1822 gli spazi dell’immobile furono dedicati all’osservatorio astronomico, e grazie a Carlo Alberto divenne la sede della Pinacoteca Regia e del Senato Subalpino. Dal 1934 il glorioso palazzo diventa un polo museale, ospitando il Museo Civico di Arte Antica con circa 70mila opere tra: dipinti, sculture, codici miniati, maioliche e porcellane, assieme ad ori e argenti. Differentemente, nella Sala Senato, Corte Medievale e sala Atelier diventano palcoscenico per il ricco programma di mostre temporanee.

Piazza Castello
https://www.palazzomadamatorino.it/it

5. GAM – GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

GAM Torino

Con oltre 50mila opere, la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, regala al pubblico l’opportunità di spaziare dall’Ottocento al contemporaneo con artisti degni di nota, quali Pelizza da Volpedo, Medardo Rosso, Chagall, Andy Warhol, Balla, Boccioni, Casorati, De Pisis, Dix e Calder. Questo importante risultato si deve all’impegno della città nella promozione di una raccolta pubblica di arte moderna, come parte costitutiva del Museo Civico che aprì le sue porte nel lontano 1863. Sebbene all’inizio le raccolte erano conservate assieme a quelle di arte antica negli spazi della Mole Antonelliana, nel 1865 si decise di trasferirla in un padiglione costruito anni prima per una mostra d’arte. Purtroppo, durante i tumulti della Seconda Guerra Mondiale, la struttura venne distrutta e nello stesso punto venne costruito l’edificio che conosciamo oggi, progettato da Carlo Bossi e Goffredo Boschetti, e inaugurando il nuovo museo nel 1959. Successivamente, grazie a numerosi interventi di restauro, ampliamento e rinnovamento, il polo venne reso ancor più accessibile, diventando uno dei musei più importanti da vedere a Torino.

Via Magenta 31
https://www.gamtorino.it/it

6. MUSEO DI ARTI DECORATIVE FONDAZIONE ACCORSI – OMETTO

Marcello Coffermans, Storie della Passione di Gesù Cristo, Museo Ometto, Torino

Intorno agli anni ’60 Pietro Accorsi iniziò a concepire un’idea di Fondazione culturale, insieme a Giovanni Agnelli e Werner Abegg, con l’idea di chiamarla amichevolmente “Le tre A”. Purtroppo il progetto deragliò sul finire del 1969, quando Agnelli si svincolò per dedicarsi alle sue fabbriche a seguito di quello che, negli anni, fu conosciuto come l’Autunno caldo, fra scontri e proteste di piazza. A seguire altre strade fu anche Abegg, lasciando per sempre la città di Torino e trasferendosi nella sua Svizzera. Accorsi, però, non abbandonò il suo obiettivo, cercando di lasciare un’impronta con una Fondazione di respiro internazionale nella città di Torino. Questa, infatti, nacque nel 1975, quando venne redatto lo statuto dove, oltre al fondatore, Pietro Accorsi, venne citato il suo segretario Giulio Ometto. Con la scomparsa del fondatore nel 1982, a prendere le redini della Fondazione fu proprio il segretario, il quale si occupò di realizzare presso Palazzo Accorsi il Museo dedicato alle Arti Decorative, uno dei musei più importanti da vedere a Torino, con al suo interno oltre 2500 oggetti, capolavori e veri e propri gioielli d’arte.
L’immobile, sebbene fu acquistato da Pietro Accorsi nel 1956, è avvolto da una storia secolare. Le sue origini risalgono all’intraprendenza dei Padri Antoniani, i quali decisero di aprire ai religiosi e ai malati un grande complesso che comprendesse un palazzo e una chiesa, dedicata a Sant’Antonio Abate, nel 1616. Nel corso della storia l’intero complesso fu motivo di vanto e di apprezzamento, anche se della chiesa non si ebbe più traccia già nel 1826 con la dispersione delle sue diverse opere. Proprio nell’Ottocento la proprietà dell’immobile passò all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, e fu proprio in quel momento che in alcuni ambienti del palazzo trovò dimora il grande pittore Antonio Fontanesi che vi morì nell’aprile del 1882. Ad oggi, le tracce della vecchia costruzione si evincono nell’affresco del coro della chiesa nei locali delle segreterie al primo piano, due colonne in pietra sotto i portici di Via Po e una parte della sagrestia negli spazi del book-shop.

Via Po 55
https://www.fondazioneaccorsi-ometto.it

7. PINACOTECA ALBERTINA

Giuseppe Pietro Bagetti, Plenilunio sul mare, 1800 1810, acquerello su carta incollata su cartoncino, 71 x 80 cm. Pinacoteca dell’Accademia Albertina, Torino

Costituita con finalità didattiche ed educative, la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti alberga nell’omonimo museo dal 1837. I due nuclei originari sono la quadreria dell’Arcivescovo Vincenzo Maria Mossi di Morano -che conta oltre duecento dipinti-, e la collezioni donata di 59 cartoni cinquecenteschi di Gaudenzio Ferrari e della sua Scuola – una delle raccolte più importanti al mondo ‒ donata da Carlo Alberto. La disposizione delle opere negli spazi regala un vero e proprio viaggio che si dispiega, dapprima, nelle profonde pieghe della scuola fiorentina del Quattro e del Cinquecento, dove spicca Filippo Lippi, per poi passare alla scuola piemontese con Martino Spanzotti e Ferrari, insieme ai pittori caravaggeschi come Mattia Preti e Bartolomeo Cavarozzi. A far parte della collezione ci sono anche diversi artisti fiamminghi e italiani che fanno da ponte tra il Seicento e il Settecento. Infine, i maestri e gli allievi dell’Accademia torinese del Settecento e del primo Ottocento diventano protagonisti della seconda parte del percorso espositivo, a cui si affiancano importanti donazioni e acquisizioni. Ad arricchire l’offerta c’è anche un ampio palinsesto di mostre ed eventi che rendono questo museo uno dei più importanti da vedere a Torino.

Via Accademia Albertina 8
http://www.pinacotecalbertina.it

8. PINACOTECA GIOVANNI E MARELLA AGNELLI

COLLEZIONE AGNELLI Courtesy Pinacoteca Agnelli, Torino Credit Mybosswas

Un’altra Pinacoteca torinese da annoverare tra i musei più importanti da vedere in città è quella intitolata a Giovanni e Marella Agnelli. Lo Scrigno, realizzato nel 2002 dal celebre architetto Renzo Piano, è la struttura sospesa sul tetto del Lingotto dove sono ospitate venticinque capolavori collezionati dal noto imprenditore e politico Giovanni Agnelli e da sua moglie, Marella Caracciolo, donati al museo. La selezione è frutto di una ricerca eclettica, stimolata dalla curiosità, dalla passione personale e dalla gioia del vivere ed esperire l’arte. A tal proposito, le opere che si possono ammirare nella Pinacoteca sono diverse, spaziando dal Settecento alla metà del Novecento, tutte selezionate appositamente per gli ambienti dello Scrigno. Fra i tanti nomi che costellano la collezione, spiccano quelli altisonanti di Canaletto, Canova, Manet, Matisse, Modigliani, Picasso Renoir, Balla, Bellotto, Tiepolo e Severini.

Via Nizza 230
https://www.pinacoteca-agnelli.it

9. FONDAZIONE MERZ

Opere di Mario Merz presso la Fondazione Merz a Torino. Photo Paolo Pellion

Gli ampi spazi della ex centrale termica Officine Lancia sono animati da Fondazione Merz, uno dei musei più importanti da vedere a Torino. Nata nel 2005 e intitolata al celebre artista Mario Merz, la Fondazione si è sempre impegnata ad organizzare mostre, eventi e attività educative, portando avanti la ricerca e l’approfondimento dell’arte, alternando mostre dedicate alle figure ispiratrici di Mario e Marisa Merz. A queste si affiancano costantemente progetti espositivi e site specific firmati da artisti di calibro internazionale, i quali sono chiamati a confrontarsi con lo spazio che non è da intendersi come un mero contenitore, ma vero e proprio contenuto storico e identitario. Infine, le attività organizzate dal Dipartimento Educazione sono capaci di mettere in relazione il museo, il territorio e la sua comunità, comunicando, approfondendo e diffondendo le diverse pratiche dell’arte contemporanea.

Via Limone 24
https://www.fondazionemerz.org

10. MAU – MUSEO DI ARTE URBANA

MAU Museo d’Arte Urbana, Torino

Non necessariamente tutti i musei debbono essere chiusi in palazzi storici o in strutture riabilitate, alcuni possono essere anche a cielo aperto. Questo è il caso del MAU, il Museo di Arte Urbana di Torino che conta oltre 180 opere dipinte sui muri degli immobili del Quartiere Campidoglio, un quartiere storico e popolare nato nel 1853. Fra case basse, stradine strette e tortuose si incontrano opere e storie, proprio perché la partecipazione della comunità locale è molto attiva.

Via Rocciamelone 7
https://www.museoarteurbana.it

11. CASTELLO DI RIVOLI – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA

Castello di Rivoli

Conosciuto oggi come dimora dell’arte contemporanea di Torino, il Castello di Rivoli è uno dei musei da vedere assolutamente, tanto per i capolavori che custodisce quanto per la sua storia. Questo, entrato a far parte dei domini sabaudi nel 1247, seguì le sorti della dinastia sino al 1883 fin quando non venne venduto alla Città di Rivoli. Nel corso della sua storia, il Castello divenne una cornice prestigiosa per ospitare importanti eventi dell’epoca, come il matrimonio di Bianca di Savoia e Galeazzo Visconti nel 1350, e diventando la residenza di corte quando Emanuele Filiberto scelse Torino come nuova capitale del Ducato, dove nacque anche il suo erede, Carlo Emanuele. Quest’ultimo incaricò gli architetti Castellamonte per ristrutturare la struttura, trasformandolo in una residenza di loisir. Il cantiere venne completato nel 1670, continuando ad essere un celebre palcoscenico per importanti avvenimenti. Tra irruzioni, distruzioni e ristrutturazioni, il Castello si trasformò, passando dalle mani della dinastia regnante a quella francese, fin quando venne acquistato dalla Città di Rivoli negli anni Sessanta del Novecento. Con i primi fondi l’architetto Andrea Bruno iniziò una serie di attività per dare nuova luce al grande complesso, aprendo il cantiere nel 1979. In aiuto del Castello arrivò anche il Marchese Panza di Biumo, un importante collezionista d’arte che contemporanea che era alla ricerca di un luogo adeguato dove poter allestire parte della sua collezione. Il museo aprì le sue porte al pubblico nel 1984 e, oggi, ad animare le sale interne è la collezione permanente, che comprende una serie di opere prodotte da alcuni degli artisti più importanti e all’avanguardia del panorama contemporaneo, quali Luciano Fabro, Pier Paolo Calzolari, Joan Jonas, Lawrence Weiner, James Lee Byars, Richard Long, Sol LeWitt, Michelangelo Pistoletto, Maurizio Cattelan e Giuseppe Penone.

Piazzale Mafalda di Savoia, Rivoli
https://www.castellodirivoli.org

12. PAV – PARCO ARTE VIVENTE

Dominique Gonzalez-Foerster, Trèfle, 2006. PAV – Parco d’Arte Vivente, Torino

Un altro museo all’aria aperta è il PAV, il Parco Arte Vivente di Torino, nato da un’idea dell’artista Piero Gilardi ed elaborato da Gianluca Cosmacini. Questo è uno dei musei da vedere in città non solo perché dispone di uno spazio espositivo esterno, ma perché grazie all’organizzazione di laboratori intende connettere artisti e pubblico creando un dialogo aperto sulle tematiche naturali e artistiche, biotecnologiche ed ecologiche. Il Parco occupa un’area ex-industriale di Framtek che conta circa 23mila metri quadrati, dove si trovano le installazioni ambientali di Dominique Gonzalez-Foerster, Gilles Clément ed Emmanuel Louisgrand. Fra spazi espositivi interni ed esterni il programma espositivo diretto da Piero Gilardi si dinamizza con progetti site specific che vertono sull’indagine dell’arte del vivente, una declinazione delle tante tendenze contemporanee che sfociano nella Bioarte, Biotech Art e l’arte transgenica, e quella ecologica.

Via Giordano Bruno 31
http://parcoartevivente.it

13. MUSEO EGIZIO

Museo Egizio Torino

Uno dei musei più importanti in assoluto di Torino è il celeberrimo Museo Egizio. La sua fondazione risale al 1824, quando il Museo Egizio risiedeva nel palazzo definito “Collegio dei Nobili” costruito su un disegno di Michelangelo Garove nel 1679, dove furono raccolte le prime testimonianze antiche provenienti dalla collezione Drovetti, acquistate all’epoca dal re Carlo Felice. La sede fu oggetto di diversi interventi da parte di Giuseppe Maria Talucchi e Alessandro Mazzucchetti, fra cui l’ampliamento avuto nell’Ottocento e la sua apertura avuta nel 1832. Oltre ai reperti dell’antichità egizia, vi erano anche testimonianze romane, preromane e preistoriche, assieme ad una sezione di storia naturale. Allora, come oggi, all’interno dell’edificio coesistono sia il prestigioso museo che l’Accademia delle Scienze. Inoltre, nel corso dell’800 vennero acquisite diverse collezioni minori da privati o tramite scambi con altre realtà museali. Tra il 1903 e il 1937 l’apertura degli scavi archeologici in Egitto, condotti da Ernesto Schiaparelli e, successivamente, da Giulio Farina, restituirono alla città di Torino ben 30mila reperti da annettere alla preziosa collezione. Un evento importante che merita di essere citato è la visita ufficiale del Re avvenuta nel 1924, subito dopo una prima risistemazione delle sale avvenuta nel 1908. Fra ristrutturazioni e adattamenti avvenuti negli Anni Trenta – di cui si ricorda l’installazione della Pinacoteca ‒ e alla fine degli Anni Ottanta – con la costruzione di un nuovo percorso di visita e l’apertura di ampie sale sotterranee dedicate alle ricerche archeologiche ad Assiut, Qau el-Kebir e Gebelein ‒, venne anche ricomposto il tempietto rupestre di Ellesiya, donato proprio dal Governo egiziano in riconoscimento dell’aiuto avuto dall’Italia nel salvataggio dei templi nubiani, potenziali vittime delle acque della diga di Assuan.

Via Accademia delle Scienze 6
https://museoegizio.it

14. MOLE ANTONELLIANA – MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA

I videomapping sulla Mole Antonelliana

Poche volte si pone l’attenzione agli allestimenti museali. Per lo più si tessono lodi su collezioni e prestigiosi palazzi storici, eppure la modalità in cui sono fruite le opere è una delle qualità fondamentali per definire un museo uno dei più importanti da vedere in città. Questo è il caso del Museo Nazionale del Cinema di Torino, unico per la ricchezza e la varietà del patrimonio cinematografico custodito e, soprattutto, per la modalità di allestimento. Il museo nacque nel 1941, quando Maria Adriana Prolo progettò la costruzione di un luogo dedito alla conservazione del materiale cinematografico torinese. Si parla di un patrimonio che conta oltre due milioni di opere, fra film, documenti d’archivio, fotografie, apparecchiature e oggetti, nonché manifesti, volumi e registrazioni sonore. Il museo, è ospitato all’interno della Mole Antonelliana, il monumento iconico di Torino, e l’intero polo si dispiega in verticale creando un suggestivo percorso che attraversa l’intera storia del cinema, dalle origini ai nostri giorni, ammirando una delle collezioni più preziose al mondo.
La Mole Antonelliana, invece, fu inizialmente pensata come Sinagoga, per poi essere acquistata dal comune per farne un monumento all’unità nazionale. Progettata e iniziata dall’architetto Alessandro Antonelli nel 1863, venne conclusa nel 1889 contando 167 metri che, all’epoca, venne incoronato monumento in muratura più alto d’Europa.

Via Montebello 20
https://www.museocinema.it/it

15. MUSEO NAZIONALE DEL RISORGIMENTO ITALIANO

Museo del Risorgimento, Torino. Aula del Parlamento Subalpino

Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino è uno dei musei più importanti della città perché è il più antico e il più noto tra i musei italiani di storia nazionale. Questo venne istituito nel 1878, come ricordo di Vittorio Emanuele II, subito dopo la sua morte. Ma prima della sua apertura definitiva nella Mole Antonelliana, il museo ebbe due allestimenti provvisori: il primo nel 1884 dove prese forma il primo esperimento di un museo del risorgimento, e poi il secondo nel 1899 quando si celebrò una prima e parziale apertura del Museo del Risorgimento negli spazi della Sezione di arte moderna del Museo civico. Nel 1908, finalmente il museo ebbe la sua vera inaugurazione, all’interno dell’iconica Mole Antonelliana, presentando più di mille pezzi in esposizione nel salone centrale e nelle tre corsie. Nel 1938 il re Vittorio Emanuele III fece nascere il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, finalmente trasferito nella sede che conosciamo oggi, ovvero Palazzo Carignano. Ovviamente, con l’arrivo del conflitto mondiale il polo venne chiuso per poi essere nuovamente fruibile ma solo in una piccola parte. Nel 1961, invece, in occasione delle celebrazioni del Centenario dell’Unità d’Italia, venne realizzata una mostra storica all’interno del palazzo, con 1.800 pezzi disposti in ben 32 sale espositive. Percorrendo le sale e i corridoi che animano l’edificio la storia d’Italia si esprime in tutta la sua forza, guidando il pubblico in un viaggio segnato dalle grandi evoluzioni economiche, sociali, culturali e politiche dell’Italia.

Piazza Carlo Alberto 8
https://www.museorisorgimentotorino.it

16. MEF – MUSEO ETTORE FICO

La grande sala al primo piano del Il Museo Ettore Fico di Torino

Diversi stabilimenti industriali hanno vissuto momenti di gloria e poi di abbandono a causa delle flessioni del mercato, capaci di inficiare drasticamente il futuro di aziende ben radicate nel territorio. Questa stessa sorte la ebbe anche la SICME – Società Industriale Costruzioni Meccaniche ed Elettriche – specializzata nella costruzione di macchine per la smaltatura dei fili di rame, venduta ad un imprenditore che ne spostò la sede agli albori del 2000. La dismissione dei grandi locali industriali si sono poi trasformati in importanti musei, come il MEF – Museo Ettore Fico da vedere assolutamente a Torino. Contraddistinto da uno sguardo internazionale, il museo ha deciso di privilegiare giovani artisti talentuosi per la propria collezione d’arte, distinguendosi per identificabilità e per la presenza in rassegne nazionali ed internazionali. Qualche esempio? Agostino Bergamaschi, Alessandro Bulgini, Alice Ronchi, Aurorameccanica, Carol Rama, Alessia Xausa, Antonio Marras, Chto Delat, Giorgio Andreotta Calò, Luca Pozzi, Lara Favaretto e Luca Vitone.

Via Francesco Cigna 114
https://www.museofico.it

17. CAMERA – CENTRO ITALIANO PER LA FOTOGRAFIA

Capolavori della fotografia moderna 1900 1940. La collezione Thomas Walther del Museum of Modern Art, New York. Exhibition view at CAMERA, Torino 2022. Photo Andrea Guermani

Fra i musei più importanti di Torino non si può non parlare di CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia che si trova all’interno dell’edificio in cui la Regia Opera della Mendicità aprì le prime scuole gratuite del Regno di Sardegna. La struttura originaria è stato il punto di partenza per affrontare i vari lavori, con l’obiettivo di trasformare l’edificio in uno spazio espositivo di impronta contemporanea, capace di ospitare mostre ed attività collaterali. Ad oggi il polo culturale è una vera e propria istituzione dedicato all’arte della fotografia e ai suoi grandi autori, affermando sempre di più il suo forte legame con il territorio e con il suo pubblico.

Via delle Rosine 18
https://camera.to

18. OGR – OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI

Le Officine Grandi Riparazioni

Tra le due stazioni di Torino nascono le OGR – Officine Grandi Riparazioni, il più grande stabilimento della città per la riparazione dei treni, trasformato in un polo museale tra i più importanti da vedere in città. Trasformato? Ebbene sì, perché durante la Seconda Guerra Mondiale le Officine subiscono gravi danni a seguito di tre bombardamenti, tanto che gran parte dei padiglioni e dei magazzini venne rasa al suolo. Non potendo più adempiere alle attività per cui erano sorte, si pensa ad un potenziale riutilizzo della parte restante delle OGR, e più precisamente del reparto H come sede espositiva del Museo Ferroviario Piemontese; lo stesso che venne salvato dall’abbattimento grazie a una variante sul piano regolatore di Torino. Ciò che è veramente importante è la riscoperta del grande complesso industriale da parte della comunità locale, grazie a una serie di esposizioni qui organizzate, come Torino011. Biografia di una città ed Esperienza Italia. È l’inizio di una nuova vita. Poi le OGR vengono acquistate dalla società OGR – CRT, avviando un grande progetto di riqualificazione della ex fabbrica e dopo pochi anni gli ampi locali riaprono al pubblico come sede espositiva e di innovazione culturale, a cui poi si aggiunge l’hub OGR Tech dedicato interamente a ricerca, startup e accelerazione d’impresa.

Corso Castelfidardo 22
https://ogrtorino.it

19. FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, da oltre venticinque anni impegnata a favore dell’arte e dei linguaggi contemporanei, è uno dei musei da vedere a Torino. Nasce nel 1995, per volontà della sua presidente, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, come istituzione privata non profit fondata sui principi che regolano il nuovo mecenatismo, ovverosia responsabilità di intenti e sulla condivisione di passioni, conoscenze e risorse. Il polo è da intendersi come un vero e proprio osservatorio dei linguaggi contemporanei, caratteristica che si evince anche nelle grandi mostre che, ciclicamente, animano gli spazi delle sue due sedi. La prima, quella torinese inaugurata nel 2002 in una struttura ex nova firmata dall’architetto Claudio Silvestrin. Davanti alla sede museale si apre un vasto giardino pubblico, dove nel 2021 è nato il Bosco delle artiste, uno spazio interamente dedicato alla comunità locale, alle attività sociali ed educative promosse dalla Fondazione. La seconda sede è il Palazzo Re Rebaudengo a Guarene, una residenza settecentesca del piccolo borgo, incorniciato tra le colline del Roero. Qui, non troppo distante dallo storico immobile, la Fondazione ha aperto il Parco d’arte della Collina di San Licerio dove le installazioni di artisti internazionale animano il bosco selvatico e i filari di una giovane vigna.

Via Modane 16
https://fsrr.org

20. REGGIA DI VENARIA

Giardini della Reggia di Venaria – ph. Dario Fusaro

Con 80mila metri quadrati di edificio, 60 ettari di giardini, insieme ai tremila recintati del Parco La Mandria, la Reggia di Venaria è un capolavoro architettonico e paesaggistico, tanto da inserirsi nella rosa dei musei più importanti da vedere a Torino. Incoronata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1977, apre le sue porte al pubblico nel 2007, dopo essere stato il cantiere di restauro più rilevante d’Europa per i beni culturali. Il grandioso complesso vanta alcune delle più alte espressioni del barocco, visibile nel magico scenario della Sala di Diana, progettata da Amedeo di Castellamonte. Inconfondibile è la solennità che esprime la Galleria Grande e la Cappella di Sant’Uberto, senza dimenticare le settecentesche Scuderie firmate da Filippo Juvarra e la Fontana del Cervo nella Corte d’onore. L’architettura, il paesaggio, la storia e i capolavori d’arte custoditi nel prestigioso complesso regalano al pubblico uno degli esempi più altisonanti di corte europea dove, ancora oggi, è possibile respirare l’aria regale ed elegante della “Reggia d’Italia”.

Piazza della Repubblica 4
http://www.lavenaria.it

21. MUSEO DI ANTROPOLOGIA CRIMINALE CESARE LOMBROSO

Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso di Torino

Il Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso è uno dei musei da vedere a Torino perché espone le raccolte dell’omonimo collezionista ‒ ufficiale medico dell’esercito e antropologo ‒ risalenti alla metà dell’Ottocento e ai primi anni del Novecento. La raccolta composta da disegni, teschi, preparati anatomici, fotografie, corpi di reato, armi contundenti realizzati da criminali e molto altro ancora, trovano una dimora stabile solo nel 2001, e più precisamente presso Palazzo degli Istituti Anatomici. Questo, insieme ai Musei di Anatomia umana di Antropologia criminale e di Antropologia ed Etnografia, si inserisce all’interno del grande progetto di creazione del “Museo dell’Uomo”, costituendo un vertice museale scientifico che si focalizza fra l’Ottocento e il Novecento.

Via Pietro Giuria 15
https://www.museolombroso.unito.it

22. MAUTO – MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE

Giugiaro e il suo percorso, Museo Nazionale dell’Automobile, Torino (2)

Tra i più antichi musei del suo genere, il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino è uno dei più importanti da vedere in città. Nasce nel 1933 con una grande esposizione di vetture storiche ideata da Cesare Gori Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia, il quale iniziò a gettare le basi del polo museale, radunando la prima collezione. Le porte del museo si aprirono al pubblico solo nel 1960 nella sede firmata dall’architetto Amedeo Albertini e, in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, fu completamente rinnovato e ampliato su un progetto di Cino Zucchi. Dopo quattro anni di chiusura, nel 2011torna nuovamente fruibile, ma con un percorso del tutto rinnovato grazie allo scenografo François Confio che ne valorizza la collezione, tanto da essere annoverato tra i cinquanta musei più belli al mondo dal Times. Le oltre 150 vetture raccontano spaccati storico-sociali che hanno segnato in maniera profonda l’intero mondo delle automobili, fra trasformazioni ed evoluzioni. A questa importante collezione si aggiungono anche una serie di eventi e mostre di durata temporanea.

Corso Unità d’Italia 40
https://www.museoauto.com

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.