Walk Of Muses #26: Moltheni e Laura Carbone

Il nuovo appuntamento con Walk of Muses, rubrica di Samantha Stella in cui la musica incontra l’arte, presenta il ritratto del cantautore italiano Moltheni e della cantautrice tedesca Laura Carbone.

Moltheni. Photo Daniele Franchi
Moltheni. Photo Daniele Franchi
Moltheni è lo pseudonimo di Umberto Giardini (Sant’Elpidio a Mare, 1968), cantautore affermatosi come figura di culto nella scena indipendente italiana dallo stile introspettivo e genuino, spesso accostato a grandi nomi del songwriting internazionale. Nato come batterista nei primi Anni Ottanta, la chitarra diventa il suo strumento principale a partire dalla decade successiva. Apre concerti a Carmen Consoli, Verdena e Afterhours, partecipa al Festival di Sanremo 2000, collabora con importanti musicisti, tra i quali ricordiamo Franco Battiato e Marta sui tubi, diventando da qualche anno anche un attento produttore. Con alle spalle una carriera e un numero notevolissimo di tour, nel 2010 chiude definitivamente il progetto Moltheni; nel 2011 produce il concept album dell’omonimo progetto strumentale Pineda. Dal 2012 si firma Umberto Maria Giardini, e nel 2018 dà vita a Stella Maris, band con chiare reminiscenze britanniche Anni Ottanta. L’11 dicembre esce Senza eredità, il definitivo capitolo della saga Moltheni di brani inediti.

La tua definizione di arte.     
L’arte è il tentativo da parte dell’uomo (o della donna) di redimersi. Ciò non ha nulla a che fare con la religione, ma credo sia “inconsciamente” il tentativo dell’essere umano di farsi perdonare la colpa di esistere. Questo presupposto quasi sicuramente va a braccetto anche con la necessità di estraniarsi dalla realtà e dal grigiore del significato oggettivo del vivere, tuttavia può anche essere intesa come ricerca di Dio, di un senso di appartenenza a qualcosa che in fondo non c’è.

La tua definizione di musica. 
La musica, assieme alla pittura e al sentimento della pietà, è per me l’unica manifestazione che possa elevare l’essere umano al di sopra degli altri esseri. Ma è estemporanea poiché la natura e gli animali hanno risorse maggiori.

Ti definisci un “artista”?  
No. Pochissimi sono coloro che possono a mio avviso autolegittimarsi tali. Il livello deve essere molto molto alto e soprattutto non legato al giudizio popolare. Un artista dovrebbe avere qualcosa in più, un valore aggiunto, non come oggi dove chiunque crede di esserlo. Ennio Morricone era un artista, Maria Callas era un’artista, Gian Maria Volontè e Pasolini erano artisti. Non dimentichiamo però che il termine artista va anche molto sfatato e riportato nel suo giusto significato. Un chirurgo che opera a cuore aperto un bambino è il più grande artista, non il rapper che riempie degli stadi.

L’opera di arte visiva che più ami. 
Qualsiasi ritratto realista di pittori dell’Ottocento europeo.

https://www.facebook.com/Moltheniofficial

Laura Carbone. Photo Helen Sobiralski
Laura Carbone. Photo Helen Sobiralski

PAROLA A LAURA CARBONE

Laura Carbone (Sinsheim, 1986) è una songwriter tedesca con origini italiane e base a Berlino. Il suo album di debutto esce tra il 2015 e 2016. Il suo secondo album, registrato a Los Angeles e pubblicato nel 2018, è stato promosso con un tour sia in Europa sia con un coast to coast tra America e Canada, e un libro di fotografie scattate dalla musicista nel lungo viaggio. Tra le sue influenze, la band rock anglo-statunitense Fleetwood Mac, i songwriter statunitensi Johnny Cash e Chris Isaak, la band scozzese di rock alternativo The Jesus and Mary Chain, che ha avuto l’onore di supportare in tour, e il musicista australiano Nick Cave. Tre volte ospite del SXSW di Austin, partecipa al New Colossus Festival a New York e al POP Montreal in Canada. È appena uscito il suo primo album dal vivo registrato durante la partecipazione al celebre programma musicale televisivo tedesco Rockpalast.

La tua definizione di arte.
L’arte è creata da un cuore umano che funziona come un canale dell’universo divino: è sacra. Per me, è vicino alla magia e profondamente connessa con l’onestà e la vulnerabilità. È intensa e può documentare e prevedere le nostre esperienze umane e preservarle, renderle senza tempo. Ha il potere di cambiare i sentimenti, i pensieri e la visione del mondo delle persone: guarisce e tiene le loro mani.

La tua definizione di musica.
La musica fa parte dello spettro dell’arte e quindi è anch’essa sacra. È un’esperienza sonora: un suono semplice, una melodia o anche una composizione per un’orchestra. Sono frequenze e vibrazioni che si uniscono e danno forma a una benedizione per gli umani. Per me è una forma esistenziale che continua a plasmare e modificare la mia esperienza qui sulla terra.

Ti definisci una “artista”?
Sì, certamente. E sono profondamente grata per l’intero spettro che ricevo per canalizzare e creare.

L’opera di arte visiva che più ami.
Hilma af Klint. Ho ammirato i suoi Paintings for the Future al Guggenheim di New York all’inizio del nostro tour negli Stati Uniti.

https://www.patreon.com/lauracarbone

Samantha Stella

LE PUNTATE PRECEDENTI

Walk of Muses #1: Hugo Race e New Candys
Walk of Muses #2: Jozef Van Wissem e The Underground Youth
Walk of Muses #3: The Winstons e Tess Parks
Walk of Muses #4: Scott Gibbons e freddie Murphy
Walk of Muses #5: Marissa Nadler e The Third Sound
Walk of Muses #6: Andrea Liberovici e Squadra Omega
Walk of Muses #7: Jarboe e Kill Your Boyfriend
Walk of Muses #8: Alessandro Cadario e Mauro Martinuz
Walk of Muses #9: James Johnston e The Three Blind Mice
Walk of Muses #10: Simone Marie Butler e The Vacant Lots
Walk of Muses #11: Giovanni Sollima e Julia Kent
Walk of Muses #12: Einstürzende Neubauten e Bologna Violenta
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Walk of Muses #14: James Williamson e Starcrawler
Walk of Muses #15: Joe Cardamone e Holy Motors
Walk of Muses #16: Jaye Jayle e Messa
Walk of Muses #17: John Murry e Oh Petroleum
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Walk of Muses #20: The Telescopes e Sneers
Walk of Muses #21: White Hills e Schonwald
Walk of Muses #22: Anna Von Hausswolff e Nero Kane
Walk of Muses #23: Dylan Carlson e Princess Thailand
Walk of Muses #24: Blonde Redhead e Death Valley Girls
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Samantha Stella
Samantha Stella, nata a Genova, vive a Milano. Artista visiva, performer, set & costume designer, regista, musicista, cantante. Sviluppa principalmente progetti focalizzati sul corpo e pratiche di discipline live utilizzando differenti linguaggi, installazioni con elementi strutturali e corporei, fotografia, video, musica, voce. Dal 2005 al 2015 è attiva con il duo di artisti visivi Corpicrudi da lei fondato con Sergio Frazzingaro, per poi avviare una carriera solista e la collaborazione con il songwriter Nero Kane. Il suo lavoro è stato presentato con debutti internazionali in gallerie di arte contemporanea, musei, teatri, chiese e castelli, inclusi Joyce Theater New York; Amaturo Theatre Brodward Center for the Performing Arts, Miami; Pavillon Noir, Aix-en-Provence; Castello Aragonese in Taranto, sede della Marina Militare Italiana; Auditorium Parco della Musica, Roma; Musei Strada Nuova, Genova; Duomo di Molfetta; Basilica S. Maria Maggiore, Bergamo; Ace Museum, Los Angeles; Italian Cultural Institute Los Angeles; Museo Marca, Catanzaro; Museo Macro Asilo, Roma; Museo Madre, Napoli; Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna.