Walk of Muses #10: Simone Marie Butler e The Vacant Lots

Il nuovo appuntamento con Walk of Muses presenta il ritratto della musicista inglese Simone Marie Butler e del duo statunitense The Vacant Lots.

Simone Marie Butler. Photo by Ruth Ward
Simone Marie Butler. Photo by Ruth Ward

Simone Marie Butler (Enfield) è una bassista, dj e presentatrice radiofonica inglese, nota per essere la bassista dal 2012 della band britannica Primal Scream che, attorno al fondatore Bobby Gillespie, ha portato dal 1982 sui palchi di tutto il mondo un sound rock psichedelico-elettronico. Figlia di un musicista, Simone ha studiato musica classica, in particolare violino, per approdare al basso e al rock con influenze di gruppi come The Clash, The Cure, Suicide, e musicisti come Warren Ellis (Nick Cave and Bad Seeds) e Anton Newcombe (The Brian Jonestown Massacre). Ha suonato e registrato con artisti come James Williamson (The Stooges), Faris Badwan (The Horrors), Rob Ellis (PJ Harvey), ed è stata dj di supporto per band come The Jesus and Mary Chain e The Vacant Lots. Conduce il programma radiofonico Naked Lunch alla radio londinese Soho Radio ed è sostenuta dal marchio Fender.

Dan Hillier, The Sorceress
Dan Hillier, The Sorceress

La tua definizione di arte.
L’arte è la vera rappresentazione della vita, un momento, un sentimento, un’affermazione, uno specchio per ogni aspetto dell’umanità attraverso qualsiasi mezzo. Una catarsi. A volte bello, a volte difficile da sperimentare, ma sempre reale. C’è arte in tutto, ma spetta a te vederlo. La grande arte sfida la nostra percezione del mondo e di tutto ciò che contiene.

La tua definizione di musica.
La musica è una cosa con cui puoi avere una relazione per tutta la vita. È lì per noi in ogni momento per essere la colonna sonora del nostro dialogo interiore ed esteriore. Per guidarci dall’ordinario allo straordinario. Essere le nostre parole quando non possiamo parlare, i sentimenti che non sapevamo di avere. È la nostra lingua. Non sono sicura di poter vivere in un mondo senza musica, per me dona vita a tutto. La musica è un luogo fisico ma invisibile.

Ti definisci un’artista?
Penso che io stia diventando un’artista attraverso le diverse cose che sto facendo. I mezzi diversi che sto usando. Sto ancora imparando e crescendo, mi piace l’idea di apprendere diverse abilità e di essere in grado di unirle e spostarle tra loro per dare forma a qualsiasi idea.

L’opera di arte visiva che più ami.
Sono una grande fan di Olafur Eliasson. Mi piace la sua filosofia secondo cui l’arte è la vita al microscopio e il suo incredibile uso del colore e della luce. Ma un altro artista incredibile che amo è Dan Hillier. I suoi dettagli sono mozzafiato. Adoro la sua opera The Sorceress (2011). Ogni pezzo che fa ha una storia e un significato. Ogni volta che guardo una delle sue opere vedo qualcosa che non avevo notato prima. Questo è un buon esempio di vita per me. Stiamo tutti venendo a patti con ciò che vediamo ogni giorno.

www.simonemariebutler.com

The Vacant Lots. Photo Luz Gallardo
The Vacant Lots. Photo Luz Gallardo

PAROLA A THE VACANT LOTS

The Vacant Lots sono una band electro post-punk americana nata nel 2009 con base a New York. Con un sound minimalista, rock&roll, psichedelico e punk, sono ispirati da band americane come The Velvet Underground (lanciati dalla Factory di Andy Warhol), Television, Gun Club e New York Dolls, dalle poesie di Baudelaire e Rimbaud, e dal cinema di Federico Fellini, Ingmar Bergman e Andrej Tarkovskij. La dimensione artistica è dichiarata anche nel nome del duo, tratto da una frase di William Burroughs. La band ha suonato in tour internazionali supportando musicisti importanti nella psichedelia e rock alternativo come Sonic Boom (Spacemen 3), Dean Wareham (Galaxie 500), The Brian Jonestown Massacre, Black Rebel Motorcycle Club e The Dandy Warhols. Rilevante la collaborazione con Alan Vega della band punk newyorkese Suicide. Il duo, che sta promuovendo un nuovo album uscito per Fuzz Club, è formato da Jared Artaud, che è anche il portavoce di questo ritratto, nonché poeta e produttore, e Brian MacFadyen.

thevacantlots.tumblr.com

Man Ray, The Gift, 1921, Museum of Modern Art, New York
Man Ray, The Gift, 1921, Museum of Modern Art, New York

La tua definizione di arte.
L’arte è vita, l’arte è morte, l’arte è reale, l’arte è falsa, l’arte è macchina, l’arte è umana, l’arte domanda, l’arte ispira. L’arte ti fotte la testa, l’arte ti fotte gli occhi, l’arte colpisce l’anima, l’arte trasforma la merda in oro, la grande arte cambia la tua vita.

La tua definizione di musica.
The Velvet Underground.

Ti definisci un artista?
Sì. Ho sacrificato tutto nella mia vita per farlo. Ricordo che quando ho iniziato The Vacant Lots ho avuto questa visione concreta che volevo vedere fino alla fine. Ora devo continuare il lavoro che ho iniziato.

L’opera di arte visiva che più ami.
Se dovessi scegliere un oggetto andrei con Gift di Man Ray [scultura composta da ferro da stiro con chiodi, 1921, l’opera originale venne rubata durante l’esposizione a Parigi, N.d.R.]. Non devi dire niente a nessuno quando lo vedi. Dice tutto.

– Samantha Stella

LE PUNTATE PRECEDENTI

Walk of Muses #1: Hugo Race e New Candys
Walk of Muses #2: Jozef Van Wissem e The Underground Youth
Walk of Muses #3: The Winstons e Tess Parks
Walk of Muses #4: Scott Gibbons e freddie Murphy
Walk of Muses #5: Marissa Nadler e The Third Sound
Walk of Muses #6: Andrea Liberovici e Squadra Omega
Walk of Muses #7: Jarboe e Kill Your Boyfriend
Walk of Muses #8: Alessandro Cadario e Mauro Martinuz
Walk of Muses #9: James Johnston e The Three Blind Mice

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Samantha Stella
Samantha Stella, nata a Genova, vive a Milano. Artista visiva, performer, set & costume designer, regista, musicista, cantante. Sviluppa principalmente progetti focalizzati sul corpo e pratiche di discipline live utilizzando differenti linguaggi, installazioni con elementi strutturali e corporei, fotografia, video, musica, voce. Dal 2005 al 2015 è attiva con il duo di artisti visivi Corpicrudi da lei fondato con Sergio Frazzingaro, per poi avviare una carriera solista e la collaborazione con il songwriter Nero Kane. Il suo lavoro è stato presentato con debutti internazionali in gallerie di arte contemporanea, musei, teatri, chiese e castelli, inclusi Joyce Theater New York; Amaturo Theatre Brodward Center for the Performing Arts, Miami; Pavillon Noir, Aix-en-Provence; Castello Aragonese in Taranto, sede della Marina Militare Italiana; Auditorium Parco della Musica, Roma; Musei Strada Nuova, Genova; Duomo di Molfetta; Basilica S. Maria Maggiore, Bergamo; Ace Museum, Los Angeles; Italian Cultural Institute Los Angeles; Museo Marca, Catanzaro; Museo Macro Asilo, Roma; Museo Madre, Napoli; Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna.