Il nuovo appuntamento con Walk of Muses, la rubrica di Samantha Stella dove la musica incontra l’arte, presenta il ritratto delle band statunitensi Blonde Redhead e Death Valley Girls.

I Blonde Redhead sono un gruppo noise rock statunitense, formatosi nel 1993 a New York in seguito all’incontro della giapponese Kazu Makino (voce e chitarra elettrica), che è anche la portavoce di questo ritratto, con i gemelli italiani Amedeo (voce e chitarra) e Simone Pace (batteria), nati a Milano, cresciuti in Canada e trasferitisi negli USA per studiare musica jazz. Inizialmente faceva parte del gruppo anche la bassista Maki Takahashi. Il primo album è stato prodotto da Steve Shelley, batterista della band noise rock newyorkese Sonic Youth, mentre il titolo del secondo album fa riferimento al romanzo Una vita violenta del poeta e regista Pier Paolo Pasolini. Tra le collaborazioni ricordiamo inoltre Guy Picciotto, cantante e chitarrista della band post hardcore statunitense Fugazi, che ha prodotto diversi loro album di grande successo internazionale. Con tour in giro per il mondo e aperture per rinomate band rock statunitensi come i Red Hot Chili Peppers e i Foo Fighters, i Blonde Redhead hanno nel tempo esplorato diversi confini musicali con estrema eleganza grazie anche alla fine voce della cantante Kazu, spostandosi verso sonorità più vicine al dream pop e allo shoegaze.
A settembre 2020 è uscita la ristampa di uno dei loro album più noti, Melody of Certain Damaged Lemons, per celebrare il ventesimo anniversario dalla prima pubblicazione.

La tua definizione di arte.
Ogni cosa che fai quando sei solo e ti ascolti, lasciando che il tuo essere si esprima, e conversando con te stesso.

La tua definizione di musica.
È un mezzo come l’elettricità, invisibile, intoccabile, viaggia attraverso l’aria e ti muove e muove la tua anima e viene anche dall’anima (affinché sia una musica degna).

Ti definisci una “artista”?
Sì, fluttuo nella vita, sono spesso distaccata o sognatrice, e ho sempre bisogno di qualcosa da cui essere ossessionata e dedico tutto il mio essere a essa. Si, lo sono.

L’opera di arte visiva che più ami.
Valentine Schlegel (scultrice e ceramista francese), Balthus (pittore francese di origine polacca), Noguchi Isamu (scultore, designer e architetto statunitense di origine giapponese), Farrow and Ball (produttore inglese di stampe e tappezzerie), Isabel Marant (stilista francese).

https://www.facebook.com/blonderedheadofficial

Death Valley Girls. Photo David Fearn
Death Valley Girls. Photo David Fearn

PAROLA A DEATH VALLEY GIRLS

Death Valley Girls è una band statunitense garage rock, nata a Los Angeles nel 2013 dall’incontro tra la cantante polistrumentista Bonnie Bloomgarden e il chitarrista Larry Schemel, che è anche il portavoce di questo ritratto. Le sonorità richiamano una fusione tra il proto-punk e il misticismo degli Anni Settanta, grazie anche all’utilizzo di una strumentazione vintage con echi di band rock storiche americane come MC5, New York Dolls e The Stooges. Ed è proprio Iggy Pop, leader degli Stooges e uno dei loro maggiori riferimenti, ad apparire come guest protagonista di un famoso video di Death Valley Girls, che vuole ricreare un cortometraggio di Andy Warhol. La band, che con grande energia ha suonato su palchi americani ed europei e ha appena pubblicato un nuovo album, appare tra le formazioni scelte dal marchio di calzature Dr. Martens per il lancio della sua serie cinematografica per celebrare i musicisti che vivono nelle scene musicali di Los Angeles e New York.

La tua definizione di arte.
Qualunque cosa ogni individuo senta come arte, per lui è arte, sia questa la creazione di una persona o della natura.

La tua definizione di musica.
Tutto. Qualcosa di spirituale, magico, potente. È incredibile come possa essere l’esperienza più universale e più personale per le persone. Molto difficile da definire, è misterioso come lo spazio esterno e andrà avanti all’infinito per sempre.

Ti definisci un “artista”?
No, faccio solo arte, non penso che mi definirei un artista anche se da anni realizzo collage, disegno, creo copertine di album e volantini. Lo stesso vale per la musica, dico sempre che suono la chitarra. Questa è davvero una bella domanda, mi chiedo da dove venga questa voglia di creare. Essere creativo con l’arte o la musica era qualcosa attorno a cui gravitavo naturalmente sin da quando ero giovane e l’ho perseguito senza l’idea che fosse la mia identità. Mi guida, è proprio quello che faccio.

L’opera di arte visiva che più ami.
John Waters sarebbe l’artista e regista più importante che ha informato i miei gusti in fatto di arte, adoro la cultura pop trash usa e getta all’estremità dello spettro. Registi horror/exploitation, fanzine, poster di concerti, volantini hardcore punk, la raffinata arte del collage di fine Anni Settanta di Linder Sterling [alcune sue opere sono nella collezione della Tate a Londra, N.d.R.], e Julian House.

https://www.facebook.com/DeathValleyGirls

Samantha Stella

LE PUNTATE PRECEDENTI

Walk of Muses #1: Hugo Race e New Candys
Walk of Muses #2: Jozef Van Wissem e The Underground Youth
Walk of Muses #3: The Winstons e Tess Parks
Walk of Muses #4: Scott Gibbons e freddie Murphy
Walk of Muses #5: Marissa Nadler e The Third Sound
Walk of Muses #6: Andrea Liberovici e Squadra Omega
Walk of Muses #7: Jarboe e Kill Your Boyfriend
Walk of Muses #8: Alessandro Cadario e Mauro Martinuz
Walk of Muses #9: James Johnston e The Three Blind Mice
Walk of Muses #10: Simone Marie Butler e The Vacant Lots
Walk of Muses #11: Giovanni Sollima e Julia Kent
Walk of Muses #12: Einstürzende Neubauten e Bologna Violenta
Walk of Muses #13: Cristiano Godano e Be Forest
Walk of Muses #14: James Williamson e Starcrawler
Walk of Muses #15: Joe Cardamone e Holy Motors
Walk of Muses #16: Jaye Jayle e Messa
Walk of Muses #17: John Murry e Oh Petroleum
Walk of Muses #18: Annie Hardy e Stony Sugarskull
Walk of Muses #19: Vatican Shadow e My Flower
Walk of Muses #20: The Telescopes e Sneers
Walk of Muses #21: White Hills e Schonwald
Walk of Muses #22: Anna Von Hausswolff e Nero Kane
Walk of Muses #23: Dylan Carlson e Princess Thailand

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Samantha Stella
Samantha Stella, nata a Genova, vive a Milano. Artista visiva, performer, set & costume designer, regista, musicista, cantante. Sviluppa principalmente progetti focalizzati sul corpo e pratiche di discipline live utilizzando differenti linguaggi, installazioni con elementi strutturali e corporei, fotografia, video, musica, voce. Dal 2005 al 2015 è attiva con il duo di artisti visivi Corpicrudi da lei fondato con Sergio Frazzingaro, per poi avviare una carriera solista e la collaborazione con il songwriter Nero Kane. Il suo lavoro è stato presentato con debutti internazionali in gallerie di arte contemporanea, musei, teatri, chiese e castelli, inclusi Joyce Theater New York; Amaturo Theatre Brodward Center for the Performing Arts, Miami; Pavillon Noir, Aix-en-Provence; Castello Aragonese in Taranto, sede della Marina Militare Italiana; Auditorium Parco della Musica, Roma; Musei Strada Nuova, Genova; Duomo di Molfetta; Basilica S. Maria Maggiore, Bergamo; Ace Museum, Los Angeles; Italian Cultural Institute Los Angeles; Museo Marca, Catanzaro; Museo Macro Asilo, Roma; Museo Madre, Napoli; Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna.