Walk of Muses #17: John Murry e Oh Petroleum

Il nuovo appuntamento con Walk of Muses, la rubrica di Samantha Stella dove la musica incontra l’arte, presenta il ritratto del songwriter statunitense John Murry e di quello italiano Oh Petroleum.

John Murry. Photo Rob Blackham
John Murry. Photo Rob Blackham

John Murry (Tupelo, 1979) è un musicista, songwriter e produttore statunitense con base in Irlanda. Adottato dalla famiglia dello scrittore statunitense premio Nobel William Faulkner, si è spostato a Memphis e poi a San Francisco, dove i suoi problemi legati a un autismo adolescenziale e alla droga lo hanno condotto a un’overdose quasi fatale. Tra le collaborazioni, quella con il cantante folk Bob Frank, con il songwriter Chuck Prophet, con il produttore Tim Mooney, e con Michael Timmins (Cowboy Junkies). L’album di debutto di Murry del 2012 è considerato un capolavoro da note testate come Uncut e The Guardian, conferma ricevuta anche con il secondo album del 2017 dove si ritrovano echi dei musicisti statunitensi Mark Lanegan e Townes Van Zandt. Il nuovo album appena uscito è stato prodotto da John Parish, noto per la collaborazione con la musicista rock britannica PJ Harvey.

La tua definizione di arte.
Creare arte che sia vera, sia per l’artista che per il mondo in cui egli vive, è un atto rivoluzionario. L’arte è ciò che rimane quando tutte le altre forme di espressione sociale diventano inutili. È protesta dell’artista e dell’ascoltatore o spettatore o lettore o di uno che la sperimenta, quando non c’è altro spazio lasciato all’individuo per creare. È rivolta senza uccidere, lotta senza violenza, amore senza pretesa, creazione senza aspettative. Come diceva Camus, “crea pericolosamente!”. L’arte è una preghiera solitaria a un dio morto, ma è dannatamente bella e può essere trovata gratis ovunque.

La tua definizione di musica.
La musica è unica tra le arti: può essere, senza o con parole, completamente astratta e profondamente emotiva. Forse è la grazia immeritata della vita. La musica ci circonda. Il musicista o il cantautore, coloro che creano oltre se stessi, sfruttano il vento e la sua ombra. Senza musica la vita sarebbe uno sbaglio.

Ti definisci un “artista”?
Sì, ma non mi preoccupo delle definizioni. L’artista oggi è uno scherzo, un tropo, un veicolo per il consumismo, è parte delle macchinazioni di un mondo che non mi interessa. Non mi interessa l’identità che l’arte crea di me agli occhi degli altri; mi occupo di arte, purché non sia definito un’entità commerciale, prima di essere visto come essere umano. Vorrei essere ricordato come uno impegnato nella rivolta che ha creato qualcosa sulla quale vale la pena discutere.

L’opera di arte visiva che più ami.
Negli ultimi anni sono i due dipinti Giuditta che decapita Oloferne (versione del 1613, Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli, e versione del 1620, Galleria degli Uffizi Firenze), della pittrice barocca Artemisia Gentileschi. Da bambina prodigio seguace di Caravaggio, fu violentata da Agostino Tassi. Non c’è mai stata giustizia per lei e, a causa di un trauma nella mia vita simile al suo, avverto una profonda vicinanza con lei, e un senso di giustizia, vendetta e forza quando guardo i suoi due dipinti.

https://www.johnmurry.com/

Oh Petroleum. Photo Nina Viviana Cangialosi
Oh Petroleum. Photo Nina Viviana Cangialosi

PAROLA A OH PETROLEUM

Oh Petroleum è il nome d’arte del songwriter e musicista italiano Maurizio Vierucci. Ha iniziato il suo percorso come batterista, per poi spostarsi sui suoni ambientali utilizzando un registratore multitraccia a cassette ed effetti per chitarra. Sono numerose le sue collaborazioni con artisti visivi, danzatrici, scrittrici, colonne sonore per video d’arte e per spot pubblicitari. Dal 2011 ha pubblicato tre album e si è esibito voce e chitarra o insieme ad altri musicisti su palchi italiani ed europei, suonando anche in apertura dei concerti di artisti come la band folk canadese Timber Timbre e il songwriter inglese Robyn Hitchcock. Influenzato da personalità diverse, come i compositori statunitensi Robert Ashley, noto per le sue opere nel teatro musicale, e Steve Reich, padrino del minimalismo musicale, David Bowie e lo statunitense Jeffrey Lee Pierce, fondatore della band rock The Gun Club, la sua sintesi è un suono cupo, scarno, fatto di poche note su ritmo ossessivo, vicino alla visionarietà delle lunghe strade deserte americane, dove si fondono richiami folk, blues e rock.

La tua definizione di arte.
Per me arte è spostamento e cambiamento. È percorso, processo e indagine. È anche angoscia, paura e soluzione.

La tua definizione di musica.
Personalmente ho difficoltà a definire la musica tanto mi è “organica”. Le prime parole che mi vengono in mente nel volerla definire sono ritmo e acufene.

Ti definisci un “artista”?
Assolutamente sì e attribuisco un significato chiuso, aderente alla persona con il termine artista.

L’opera di arte visiva che più ami.
Non credo ci sia un’opera che io ami di più in assoluto. Mi piace citare l’opera che ha acceso l’impulso alla scrittura del mio nuovo disco. È una fotografia di Graciela Iturbide, Carnaval Tlaxcala. Credo di esserci proprio io in quella foto.

https://www.facebook.com/Oh-Petroleum-1763584327230639/

Samantha Stella

LE PUNTATE PRECEDENTI

Walk of Muses #1: Hugo Race e New Candys
Walk of Muses #2: Jozef Van Wissem e The Underground Youth
Walk of Muses #3: The Winstons e Tess Parks
Walk of Muses #4: Scott Gibbons e freddie Murphy
Walk of Muses #5: Marissa Nadler e The Third Sound
Walk of Muses #6: Andrea Liberovici e Squadra Omega
Walk of Muses #7: Jarboe e Kill Your Boyfriend
Walk of Muses #8: Alessandro Cadario e Mauro Martinuz
Walk of Muses #9: James Johnston e The Three Blind Mice
Walk of Muses #10: Simone Marie Butler e The Vacant Lots
Walk of Muses #11: Giovanni Sollima e Julia Kent
Walk of Muses #12: Einstürzende Neubauten e Bologna Violenta
Walk of Muses #13: Cristiano Godano e Be Forest
Walk of Muses #14: James Williamson e Starcrawler
Walk of Muses #15: Joe Cardamone e Holy Motors
Walk of Muses #16: Jaye Jayle e Messa

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Samantha Stella
Samantha Stella, nata a Genova, vive a Milano. Artista visiva, performer, set & costume designer, regista, musicista, cantante. Sviluppa principalmente progetti focalizzati sul corpo e pratiche di discipline live utilizzando differenti linguaggi, installazioni con elementi strutturali e corporei, fotografia, video, musica, voce. Dal 2005 al 2015 è attiva con il duo di artisti visivi Corpicrudi da lei fondato con Sergio Frazzingaro, per poi avviare una carriera solista e la collaborazione con il songwriter Nero Kane. Il suo lavoro è stato presentato con debutti internazionali in gallerie di arte contemporanea, musei, teatri, chiese e castelli, inclusi Joyce Theater New York; Amaturo Theatre Brodward Center for the Performing Arts, Miami; Pavillon Noir, Aix-en-Provence; Castello Aragonese in Taranto, sede della Marina Militare Italiana; Auditorium Parco della Musica, Roma; Musei Strada Nuova, Genova; Duomo di Molfetta; Basilica S. Maria Maggiore, Bergamo; Ace Museum, Los Angeles; Italian Cultural Institute Los Angeles; Museo Marca, Catanzaro; Museo Macro Asilo, Roma; Museo Madre, Napoli; Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna.