Walk of Muses #16: Jaye Jayle e Messa

Il nuovo appuntamento con Walk of Muses, rubrica dell’artista Samantha Stella dove la musica incontra l’arte, presenta il ritratto del gruppo statunitense Jaye Jayle e della band italiana Messa.

Evan Patterson del gruppo Jaye Jayle. Photo A.F. Cortes
Evan Patterson del gruppo Jaye Jayle. Photo A.F. Cortes

Jaye Jayle è nato nel 2013 come progetto solista del chitarrista e cantante statunitense Evan Patterson con l’idea di omaggiare il folk blues americano, dopo le sonorità punk-hardcore delle precedenti band. Il debutto con la label losangelina Sargent House segna la nascita di una vera band, che nel 2017 pubblica uno split EP tra dark americano e post-rock con la songwriter statunitense Emma Ruth Rundle. Nel 2018 l’album prodotto da Dean Hurley, sound designer del regista David Lynch, nel 2020 l’album prodotto da Ben Chisholm (White Horse, Revelator, Chelsea Wolfe). Le esplorazioni sonore del paesaggio americano si fondono al lirismo legato a Nick Cave, Scott Walker, Ian Curtis e Alan Vega. L’attuale formazione include Evan Patterson (voce, chitarra, synth), che è anche il portavoce di questa intervista, e un talentuoso disegnatore, Todd Cook (basso/voce), Neal Argabright (batteria) e Corey Smith (polistrumentista /voce).

La tua definizione di arte.     
L’arte è concettuale oltre ogni definizione. Alcuni creano arte senza sapere che stanno creando arte. Non perché abbiano più talento, ma perché prima o poi ogni singola azione si trasforma in arte. Quando uno si perde, si devono prendere decisioni artistiche per trovare la destinazione desiderata. L’arte può essere semplice, complessa o (una delle mie preferite) accidentale. Dare regole a come dovrebbe essere fatta l’arte non è artistico. L’arte è ribellione e conformità, può essere istintiva ed essere appresa, è inferno ed è libertà. L’arte è la mia vita.

La tua definizione di musica. 
La musica è in ogni cosa, è più che arte. Non esiste un concetto di base su come si possa ascoltare o creare musica. In questo momento sono seduto nel mio cortile ad ascoltare il fragore degli aerei che volano, il canto degli uccelli, lo schizzo di pioggia che gocciola da una grondaia e il suono di un clacson. Ogni suono può essere ascoltato come musica se lo si desidera.

Ti definisci un “artista”?  
Per uno sconosciuto mi definirei un artista esterno. Non mi considero un artista forse perché ho sempre creato arte. Definirmi come qualcosa non mi sembra molto artistico. Sembra limitativo definire cosa sono o non sono. Sono un essere semplice a cui piace creare arte. Mi piace mantenere le cose progressivamente semplici.

L’opera di arte visiva che più ami. 
Proprio ieri discutevo l’impatto che ha avuto su di me Night on Bald Mountain dal film d’animazione Fantasia (1940) della Walt Disney. L’ho amato da bambino e ancora da adulto. Un uguale amore per il film horror Psycho (1960) di Alfred Hitchcock. Non so se c’è un’opera che amo di più. Il mio amore per le cose dipende dal mio umore e da dove mi trovo fisicamente ed emotivamente. Ad esempio, oggi ho visto uno strano insetto volante che non avevo mai visto. Oggi quell’insetto è l’arte visiva che amo di più.

https://www.facebook.com/jayejayle/

PAROLA A MESSA

MESSA. Photo Nicola De Cecchi
MESSA. Photo Nicola De Cecchi

Messa è una band veneta nata nel 2014, considerata la punta di diamante del panorama doom italiano. Con influenze ed esperienze eterogenee dei singoli membri, dalla psichedelia al blues, dal black metal, al gothic rock e al jazz, e sfruttando la suggestive potenzialità vocali della cantante, la band si è esibita in tour tra Europa e America, aprendo per gruppi come Church of Misery, considerati i Black Sabbath giapponesi, e partecipando a festival internazionali (Into the Abyss fest in Polonia, Hammer of Doom Festival in Germania Desertfest, London,  Hellfest in Francia e Roadburn in Olanda). Il gruppo è composto da Marco Messa (basso/chitarra), Sara Montenegro (voce), che è la portavoce di questo ritratto, Alberto Piccolo (chitarra) e Mistyr (batteria).

La tua definizione di arte.

Definire l’arte è un’operazione spinosa da sempre, da un certo punto di vista l’etichettamento equivale all’annullamento. Sporcandomi le mani, potrei dire così: il modo più primitivo e viscerale per esaminare i fatti dell’esistenza, porsi domande ‒ e rispondere a esse ‒ fare a pezzi la propria persona e restituirla all’universo.
L’arte è prima di tutto un bisogno, una necessità nascosta, ed è spesso il frutto di emozioni e non-emozioni. Esse vengono interpretate ed esternate, rese tangibili, sperimentabili e fruibili dall’essere umano.

La tua definizione di musica.
Un udibile incrocio e gioco di opposti.

Ti definisci un “artista”?
Mi considero soltanto una persona che crea qualcosa. Penso l’arte sia totalmente soggettiva quindi va da sé che il giudizio non spetta a me, tanto più alle persone che ci possono ascoltare.

L’opera di arte visiva che più ami.
Considerando l’impronta dell’immaginario del gruppo ‒ abbiamo sempre utilizzato la fotografia come mezzo di comunicazione prescelto ‒, opterei per le fotografie di Joel Peter Witkin.

https://www.facebook.com/MESSAproject/

Samantha Stella

LE PUNTATE PRECEDENTI

Walk of Muses #1: Hugo Race e New Candys
Walk of Muses #2: Jozef Van Wissem e The Underground Youth
Walk of Muses #3: The Winstons e Tess Parks
Walk of Muses #4: Scott Gibbons e freddie Murphy
Walk of Muses #5: Marissa Nadler e The Third Sound
Walk of Muses #6: Andrea Liberovici e Squadra Omega
Walk of Muses #7: Jarboe e Kill Your Boyfriend
Walk of Muses #8: Alessandro Cadario e Mauro Martinuz
Walk of Muses #9: James Johnston e The Three Blind Mice
Walk of Muses #10: Simone Marie Butler e The Vacant Lots
Walk of Muses #11: Giovanni Sollima e Julia Kent
Walk of Muses #12: Einstürzende Neubauten e Bologna Violenta
Walk of Muses #13: Cristiano Godano e Be Forest
Walk of Muses #14: James Williamson e Starcrawler
Walk of Muses #15: Joe Cardamone e Holy Motors

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Samantha Stella
Samantha Stella, nata a Genova, vive a Milano. Artista visiva, performer, set & costume designer, regista, musicista, cantante. Sviluppa principalmente progetti focalizzati sul corpo e pratiche di discipline live utilizzando differenti linguaggi, installazioni con elementi strutturali e corporei, fotografia, video, musica, voce. Dal 2005 al 2015 è attiva con il duo di artisti visivi Corpicrudi da lei fondato con Sergio Frazzingaro, per poi avviare una carriera solista e la collaborazione con il songwriter Nero Kane. Il suo lavoro è stato presentato con debutti internazionali in gallerie di arte contemporanea, musei, teatri, chiese e castelli, inclusi Joyce Theater New York; Amaturo Theatre Brodward Center for the Performing Arts, Miami; Pavillon Noir, Aix-en-Provence; Castello Aragonese in Taranto, sede della Marina Militare Italiana; Auditorium Parco della Musica, Roma; Musei Strada Nuova, Genova; Duomo di Molfetta; Basilica S. Maria Maggiore, Bergamo; Ace Museum, Los Angeles; Italian Cultural Institute Los Angeles; Museo Marca, Catanzaro; Museo Macro Asilo, Roma; Museo Madre, Napoli; Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna.