Torino Art Week. 18 mostre da vedere

La settimana torinese all’insegna di Artissima sta alzando il sipario. Ecco una guida alle mostre da non perdere in città, tra musei e fondazioni.

Dopo la panoramica sulle fiere che affiancano Artissima – la manifestazione che aprirà i battenti all’Oval domani pomeriggio – vi offriamo una guida alle mostre da vedere durante la concitata Torino Art Week (qui potete scaricare anche la nostra Agendissima).

1. PAOLO ICARO E GINO DE DOMINICIS – GAM

Gino De Dominicis, Tentativo di volo, 1970, still da video

Doppietta di monografiche di tutto rispetto alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea. Lo sguardo è rivolto alla poetica di Paolo Icaro e di Gino De Dominicis, rispettivamente protagonisti di un’antologica e di un focus che trova nel linguaggio video la sua chiave di volta.
L’antologica intitolata a Paolo Icaro ripercorre cinquantacinque anni della sua carriera, dal 1964 al 2019, riunendo opere storiche e interventi realizzati ad hoc, nel solco dell’eterno dialogo con lo spazio. La mostra dedicata a Gino De Dominicis rientra invece nelle celebrazioni per il ventennale della collezione di video d’artista della sede torinese, magistralmente curata da Elena Volpato. Sei approfondimenti che descrivono la storia del video d’artista italiano, in collaborazione con l’Archivio Storico della Biennale di Venezia. Nel caso di De Dominicis, a farla da padrone è il “faccia a faccia” tra Videotape, proveniente dall’archivio lagunare, e Tentativo di volo, incluso nella raccolta della GAM: un’indagine puntuale sulla portata del tempo e sul valore dell’eternità.

 

2. BERLINDE DE BRUYCKERE – FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO

Berlinde de Bruyckere. Aletheia. Exhibition view at Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino 2019

Irene Calderoli firma la curatela della mostra autunnale targata Sandretto. Quest’anno ad accogliere il pubblico dell’art week sono gli interventi fortemente materici di Berlinde De Bruyckere, impegnata in una ricerca dal denso impatto visivo sulle dinamiche del corpo intrecciate a quelle emotive. Sofferenza, dolore e necessità di trasformazione sono le linee guida di un fare artistico che, nella mostra Aletheia – termine greco vicino all’idea di verità come rivelazione – trova una acuta testimonianza.

 

3. MICHAEL RAKOWITZ ED ELISA SIGHICELLI – CASTELLO DI RIVOLI

Michael Rakowitz, The invisible enemy should not exist (Lamassu) (Il nemico invisibile non dovrebbe esistere – Lamassu), 2018, veduta dell’installazione, Trafalgar Square, London, 2018. Photo Gautier DeBlonde. Courtesy l’artista, l’Ufficio del Sindaco di Londra e Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

Autore del progetto per il Fourth Plinth visibile a Trafalgar Sqaure, nel cuore di Londra, fino a marzo 2020, Michael Rakowitz porta nella Manica Lunga del Castello di Rivoli gli esiti della sua indagine sulle contraddizioni dell’epoca “globale”, fra guerre, traumi sociali e profondi cambiamenti. Sempre a Rivoli, in omaggio alla Collezione Cerruti, inaugura proprio ora l’omaggio commissionato a Elisa Sighicelli e allestito in due sale della collezione permanente.

 

4. EMILIO PRINI – FONDAZIONE MERZ

Mario Merz ed Emilio Prini. Dettaglio della mostra alla Fondazione Merz, Torino 2019

Beatrice Merz e Timotea Prini hanno unito le forze, componendo la trama espositiva di una mostra che da settimane tiene alta l’attenzione di addetti ai lavori e non. Per la prima volta un corpus di quaranta opere di Emilio Prini, scomparso nel 2016, anima una rassegna incentrata sulla sua storia creativa dal 1966 all’anno della morte, rendendo omaggio anche al legame di amicizia che lo univa a Mario Merz. Mostra epocale, senza tanti giri di parole.

 

5. MONICA BONVICINI E MAURO RESTIFFE – OGR

Monica Bonvicini, Scale of Things (to come), 2010. Installation view, Europa Endlos, Kunsthal Charlottenborg, 2019. Courtesy Monica Bonvicini. Photo Anders Sune Berg

È costruita attorno al sentimento, e alla necessità, dell’abitare la mostra di Monica Bonvicini allestita al Binario 1 delle Officine Grandi Riparazioni, a riprova dell’interesse dell’artista nei confronti dell’architettura ma anche di una memoria condivisa che riguarda il genere umano. Cuore pulsante della personale è la serie fotografica Italian Homes, ispirata alle case bifamiliari edificate negli Anni Sessanta e Settanta e poi modificate, spesso in maniere bizzarre. Una parte di esse è stata ricostruita all’interno dello spazio espositivo, invitando il pubblico a interagire e a riflettere sulla valenza sociale dei cambiamenti architettonici intercorsi. Parlano di architettura e di Italia anche gli scatti di Mauro Restiffe, che porta a Torino le immagini dedicate alle opere di progettisti nostrani del calibro di Piero Portaluppi, Carlo Mollino, Franco Albini e Carlo Scarpa.

 

6. MAN RAY E TOMMASO BONAVENTURA – CAMERA

Man Ray, The Fifty Faces of Juliet, 1941 54 (2009). Collezione privata. Courtesy Fondazione Marconi, Milano © Man Ray Trust by SIAE 2019

Il rapporto tra Man Ray e le donne – artiste, muse e fotografe – che hanno affollato la sua esistenza è il nodo focale della mostra allestita negli spazi di Camera – Centro Italiano per la Fotografia. WO | MAN RAY. Le seduzioni della fotografia mette in fila oltre duecento scatti datati tra gli Anni Venti e il 1976 – anno della scomparsa di Man Ray. Lee MillerMeret Oppenheim, Berenice Abbott, Dora Maar e Juliet, compagna di una vita, sono le co-protagoniste di una esposizione che unisce biografia e storia artistica, all’insegna della femminilità. Da segnalare anche la mostra Tommaso Bonaventura. 100 marchi – Berlino 2019, una riflessione per immagini sugli effetti della caduta del Muro di Berlino, usando come bussola la sfera privata e familiare.

 

7. NAVJOT ALTAF – PAV

Navjot Altaf, Soul Breath Wind, 2014 18. Courtesy l’artista

Prima personale italiana di Navjot Altaf al PAV – Parco Arte Vivente, con la curatela di Marco Scotini, nel solco della riflessione sul tema ecologista in rapporto al continente asiatico, segnato dalle precedenti personali di Zheng Bo e Ravi Agarwal. Stavolta la cornice è l’intreccio fra le battaglie per la tutela ambientale e il femminismo, sullo sfondo dell’area indiana.

 

8. HOKUSAI, HIROSHIGE, HASUI – PINACOTECA AGNELLI

Katsushika Hokusai, Kanagawa oki nami ura, dalla serie Fugaku sanjūrokkei. Museum of Fine Arts, Boston. Image © Museum of Fine Arts, Boston

Come dicevamo qualche giorno fa, negli ultimi tempi il Giappone impazza nel calendario espositivo nostrano. La mostra allestita fra le sale della Pinacoteca Agnelli chiama in causa due “mostri sacri” del “Mondo Fluttuante” ottocentesco – Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige ‒, accostando le loro opere alle stampe moderne di Kawase Hasui. Un centinaio di silografie segnano il passaggio dal “mondo fluttuante”, appunto, a una società che guarda con interesse ai canoni europei.

 

9. GUERRIERE DAL SOL LEVANTE – MAO

Una delle opere esposte al MAO di Torino per la mostra “Guerriere dal Sol Levante”

Di Giappone si parla anche al Museo d’Arte Orientale, che ospita un focus sulla donna guerriera in territorio nipponico lungo un arco temporale di otto secoli. Un excursus su una figura centrale per la cultura e la società del Sol Levante, raccontata da dipinti, drammi teatrali e rimandi cinematografici.

 

10. COLLEZIONE ERNESTO ESPOSITO – MEF

Cildo Meireles, Fontes, 1992. Collezione Ernesto Esposito

La raccolta dello stilista Ernesto Esposito si mette in mostra al Museo Ettore Fico. Nome di riferimento nel panorama della haute couture internazionale, Esposito ha saputo trasformare il suo amore per l’arte contemporanea in una passione collezionistica. A finire sotto i riflettori nell’ambito della mostra Some People è il prezioso corpus di scatti firmati da Von Gloeden, Mapplethorpe, Weber, Newton, Ruff, Tillmans e Struth, solo per citarne alcuni. Personalità che non hanno avuto paura di mettere in discussione le convenzioni sociali, frantumando gli stereotipi di genere. Mentre una seconda sezione, intitolata Brasil!, indaga l’arte contemporanea brasiliana degli ultimi vent’anni.

 

11. ARTHUR JAFA – PALAZZO MADAMA

Arthur Jafa, Love is the Message, the Message is Death, 2016. Courtesy Arthur Jafa and Gavin Brown’s enterprise, New York Roma

Love is the Message, the Message is Death è il titolo del video realizzato nel 2016 da Arthur Jafa, montando una serie di filmati, d’archivio e privati, che puntano lo sguardo sulla storia della comunità afroamericana. Vincitore della 47esima edizione del PIAC – Prix International d’Art Contemporain, il video sbarca a Palazzo Madama, offrendo al pubblico una lucida riflessione sul concetto di blackness.

 

12. MARCELLO MALOBERTI – HOTEL PRINCIPI DI PIEMONTE

Marcello Maloberti, … ma l’amor mio non muore. Installation view at Hotel Principi di Piemonte, Torino 2019

Il Salone delle Feste dell’hotel Principi di Piemonte | UNA Esperienze si anima, fino al 3 novembre, con l’installazione site specific di Marcello Maloberti. Performance e linguaggio scultoreo si tendono la mano in … ma l’amor mio non muore, opera costruita attorno alle logiche del potere.

 

13. ABSTRACT SEX – JANA BOUTIQUE

Iván Argote, Altruism, 2011, still da video. Courtesy the artist

Si basa sui prestiti delle gallerie che popolano i booth di Artissima la mostra Abstract Sex: We don’t have any clothes, only equipment, in arrivo da Jana Boutique. Curata da Lucrezia Calabrò Visconti e Guido Costa, la mostra ospite della storica boutique di moda torinese affronta lo sfaccettato tema del desiderio, calandolo in ambito contemporaneo.

 

14. PAOLO GRASSINO – PALAZZO SALUZZO PAESANA

Paolo Grassino, Analgesia, 2003-04. Photo Anna Fornaciari

Curata da Lóránd Hegyi, che segue da sempre il lavoro dell’artista, l’antologica di Paolo Grassino nella corte e nelle sale storiche di Palazzo Saluzzo Paesana – quello in cui, fino all’anno scorso, si svolgeva la fiera Dama – condensa in dieci opere spettacolari il percorso degli ultimi tredici anni. Un segno forte e coraggioso, anche e soprattutto per i temi trattati, che prelude in un certo modo alla personale che nei prossimi mesi porterà Grassino nella capitale cinese.

 

15. A_COLLECTION – PALAZZO BAROLO

A_Collection. Exhibition view at Palazzo Barolo, Torino 2019. Photo Daniela Bottallo

Direttrice efficacissima dei Musei Civici di Bassano del Grappa, Chiara Casarin non lesina però progetti “folli” extra moenia. Come questo, che porta in un palazzo storico del centro dieci arazzi realizzati con filati che a loro volta sono costituiti da plastica riciclata. Il tessitore è una figura mitica come Giovanni Bonotto, i disegni sono invece firmati da Giuseppe Abate, Thomas Braida, Nebojša Despotović, Manuel Felisi, Alberto La Tassa, Elena Mazzi, Ruben Montini, Giovanni Ozzola, Fabio Roncato e Giuseppe Stampone.

 

Arianna Testino