I cavalli hanno una qualità umana, una sensibilità umana”. Berlinde De Bruyckere (Ghent, 1964) commenta così la scelta di uno dei soggetti più ricorrenti nelle sue sculture a partire dalla fine degli Anni Novanta. L’artista belga, intervistata dalla web tv del Lousiana Museum of Modern Art di Copenhagen, sintetizza in questa conversazione molti aspetti nodali del suo percorso, a partire dalle tematiche affrontate e dalle immagini simboliche che le incarnano.
L’incontro con l’immagine del cavallo senza vita, che diventa il simbolo della crudeltà umana e della solitudine della morte, avviene nel 1999 quando all’artista viene commissionata un’opera da esporre in museo della Prima Guerra Mondiale: “rimasi così toccata dalle immagini dei cavalli morti nelle città”, racconta, “erano dappertutto, totalmente abbandonati. Durante la guerra non si parla della fine di una singola persona o cosa, è un lutto gigante, enorme. Per me questo lutto poteva essere rappresentato solo dal corpo di un cavallo, che è così grande e forte, ma indifeso di fronte alla morte.”

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AutoreBerlinde De Bruyckere
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.