Il National Museum of Qatar e gli altri: i musei del 2019

Con l’imminente inaugurazione del museo progettato da Atelier Jean Nouvel a Doha, sta per prendere il via una stagione di interessanti aperture in ambito museale. Un itinerario in 6 tappe – e in 6 video – per conoscere alcuni degli edifici più attesi dei prossimi mesi

1. NATIONAL MUSEUM OF QATAR, DOHA

Paragonato da Jean Nouvel a “un caravanserraglio moderno”, il National Museum of Qatar traduce in spazio espositivo le misteriose e affascinanti concrezioni di una rosa del deserto. Sorvolandolo dall’alto, così come osservandolo a distanza ravvicinata, non si fatica ad accorgersi di quanto la “trasposizione” compiuta dal progettista francese, già autore del Louvre Abu Dhabi, sia stata fedele. Per questo, più che di fronte a un’interpretazione in scala architettonica delle complesse formazioni tipiche delle aree desertiche, le stesse che in tempi remoti erano ricercate e vendute dai nomadi che finirono per stabilirsi nell’attuale Qatar, non sembra azzardato affermare di trovare di fronte a una mimesi di quel riferimento, in parte mitigata dall’ “abbraccio” con lo storico palazzo dello sceicco Abdullah bin Jassim Al Thani. Passato dall’essere patria di pescatori e di cercatori di perle a detentore di enormi giacimenti di gas naturali e petrolio, il piccolo stato della Penisola Arabica si appresta a replicare il processo già compiuto nel 2008, con l’apertura del MIA – Museum of Islamic Art progettato dall’architetto cinese-statunitense Ieoh Ming Pei. Questa volta però l’atteggiamento appare quasi introspettivo, poiché sotto ai petali che sembrano in grado di librarsi nell’aria della nuova struttura museale le grandi protagoniste saranno la storia e l’identità del Paese, sede della FIFA World Cup 2022. Nei 40.000 metri quadrati dell’edificio, tre capitoli tematici verranno analizzati in una narrazione che attraversa undici gallerie, tra esperienze sensoriali, anche a carattere immersivo, ed esposizioni canoniche di opere d’arte, manufatti, documenti e lavori su commissione. Seconda opera di Nouvel a Doha, dopo il Burj Doha – una delle torri situate lungo la scenografica Al Corniche – il National Museum of Qatar si candida a nuovo attrattore architettonico-culturale della città, assetata di futuro e ancora dedita alla falconeria. In attesa dei lavori per il prossimo museo, opera di Alejandro Aravena – Elemental, oltre al nascente National Museum of Qatar nella capitale qatarina si possono visitare la Qatar National Library di OMA e il Qatar National Convention Center, progettato dal giapponese Arata Isozaki, neo vincitore dei Pritzker Prize.

www.qm.org.qa

2. ACADEMY MUSEUM OF MOTION PICTURES, LOS ANGELES

Con l’apertura dell’Academy Museum of Motion Pictures, progettato dallo studio Renzo Piano Workshop Building, Los Angeles si doterà di una sede museale in grado di celebrare una delle sue più caratteristiche realtà produttive. Dopo lo slittamento di due anni, quello che è stato definito “il museo del cinema più grande del mondo” si prepara al debutto; accoglierà spazi per mostre temporanee, un’esposizione permanente, laboratori, sale proiezioni. Sarà un luogo “immersivo, sperimentale, educativo e divertente”, una destinazione votata all’intrattenimento e all’apprendimento, il cui programma culturale comprenderà anteprime cinematografiche, incontri con registi e attori, performance dal vivo, lectures ed eventi. Doppio il “contributo”, per così dire, del Giappone in vista dell’apertura, attesa entro l’anno: il collettivo multidisciplinare teamLab, che un anno fa ha aperto il suo museo a Tokyo, riproporrà l’installazione Transcending Boundaries. Hayao Miyazaki, cofondatore del mitico Studio Ghibli, sarà omaggiato con una retrospettiva senza precedenti nella storia degli Stati Uniti.

www.academymuseum.org

3. THE SHED, NEW YORK

The Shed, il rendering del progetto

A partire dal 5 aprile, sul lato ovest di Manhattan, dove la High Line incontra Hudson Yards, entrerà in attività The Shed. L’attesissima struttura mobile, progettata da Diller Scofidio + Renfro, Lead Architect e Rockwell Group, è stata concepita come un polo aperto a tutte le discipline e in grado di sollecitare, con un’offerta pressoché sterminata, l’interesse di ogni segmento di pubblico. La capacità dell’edificio di espandere il suo volume, in coerenza con gli appuntamenti ospitati, traduce la volontà della committenza di accogliere, al di sotto di un “tetto comune”, ogni forma di manifestazione ed espressione artistica, senza preclusioni. Una “rivoluzione” per New York, che si accompagna all’apertura di The Vessel, l’indecifrabile scultura-architettura del britannico Thomas Heatherwick, e all’imminente chiusura del Museum of Modern Art, sul cui ampliamento sta lavorando sempre lo studio Diller Scofidio + Renfro. Al termine dei lavori, l’incremento degli spazi sarà pari al 30%.

4. BAUHAUS MUSEUM, WEIMAR + DESSAU

A cento anni dalla fondazione del Bauhaus, Weimar, Dessau e Berlino stanno intervenendo sui rispettivi patrimoni edilizi con una serie di iniziative in linea con il mood delle celebrazioni. Nella capitale – dove è attesa per settembre l’apertura dell’Humboldt Forum su progetto dell’architetto italiano Franco Stella -, il Bauhaus-Archiv Museum für Gestaltung verrà rinnovato, con l’aggiunta di un elegante volume. Tra meno di un mese, ovvero a partire dal 6 aprile, sarà possibile visitare il nuovo Bauhaus Museum Weimar, progettato dall’architetta Heike Hanada. All’interno della compatta mole di questo “cubo di cemento” sono inclusi 2000 metri quadrati di spazi espositivi, il cui allestimento è stato affidato allo studio Holzer Kobler Architekture. Costato 28 milioni di euro, ovvero 5.4 in più dell’omologo di Weimar, il Bauhaus Museum Dessau aprirà invece l’8 settembre. Lo studio spagnolo, con sede a Barcellona, ddenda architects – Gonzalez Hinz Zabala, aggiudicatario del concorso indetto nel 2015, ha adottato la formula del “museo nel museo”, prevedendo un’ermetica “scatola nera” all’interno di struttura in vetro e acciaio collocata nel parco pubblico al centro della città.

www.bauhausmuseumweimar.de

5. MUSEUM OF IMAGE AND SOUND, RIO DE JANEIRO

Museum of Image and Sound Animation from Diller Scofidio + Renfro on Vimeo.

Insieme allo studio Indio da Costa Architects, gli statunitensi Diller Scofidio + Renfro si apprestano a ultimare nel 2019 anche il Museum of Image & Sound. Promosso dallo State Government of Rio de Janeiro e dalla Foundation Roberto Marinho, il museo sta prendendo forma lungo una delle più iconiche passeggiate vista oceano del mondo, a Copacabana Beach. Il legame con la strada non è secondario, poiché il museo è stato concepito come un’estensione verticale di Avenida Atlântica, l’arteria che corre parallelamente alla spiaggia. L’intreccio tra musica, cinema, costume e cultura pop nella società brasiliana costituisce il fulcro tematico del museo, il cui edificio, attraverso il posizionamento in facciata dei collegamenti tra i diversi livelli, intende anche aprire nuove prospettive e visuali sulla città brasiliana, sede olimpica appena tre anni fa.

6. M+, HONG KONG

Non sarà possibile visitarlo in occasione dell’imminente Art Basel Hong Kong 2019, ma probabilmente, durante un soggiorno nella tentacolare metropoli asiatica potreste finire per imbattervi nel cantiere di quello di diverrà “uno dei più grandi musei della cultura visiva moderna e contemporanea nel mondo”. M+, il nuovo polo dedicato alla cultura visiva e all’arte del XX e del XXI secolo di Hong Kong, è ancora in costruzione e potrebbe essere pronto entro l’anno in corso. Per lo studio svizzero Herzog & de Meuron, che lo sta realizzando con TFP Farrells e Ove Arup & Partners HK, si tratta della seconda opera in città, dopo il recentissimo Tai Kwun – Centre for Heritage & Arts Hong Kong, complesso cui va il merito di aver preservato e rivitalizzato la dismessa Stazione Centrale di Polizia, senza aver sottratto spazio pubblico all’aperto, così limitato e prezioso a HK. M+, al centro dell’interesse mediatico globale da anni, sto sorgendo nel distretto culturale West Kowloon. Due i volumi che lo costituiscono, uno perpendicolare all’altro; all’interno sono previsti 17.000 metri quadrati di spazi espositivi, tre cinema, un teatro, un centro didattico, un negozio di musei, aree destinate alla ristorazione, una mediateca, un centro studi, una biblioteca e altri servizi ancora. La facciata a LED doterà la struttura di un “filtro comunicativo”, utile alla presentazione delle attività culturali e delle opere esposte; dalla terrazza, accessibile a tutti, sarà possibile osservare il Victoria Harbour e lo skyline di Hong Kong.

www.westkowloon.hk/en/mplus

– Valentina Silvestrini

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​

LEAVE A REPLY