Quasi completato l’Humboldt Forum: cultura e scienza nel cuore di Berlino

Con un investimento complessivo di 690 milioni di euro, i lavori di ricostruzione, affidati all’italiano Franco Stella, stanno per terminare: il nuovo hub culturale sarà pronto entro la fine del 2019

South and West facade, January 2019. © SHF
South and West facade, January 2019. © SHF

Attualmente, al centro dell’Isola dei Musei di Berlino, c’è un cantiere speciale. È quello dell’Humboldt Forum, le cui impalcature verranno rimosse entro la fine dell’anno svelando l’esito dei lavori di costruzione iniziati nel 2013, seguendo il progetto di Franco Stella (architetto italiano, già premiato per i progetti del Teatro dell’Opera de la Bastille a Parigi e per la ricostruzione di una casa palladiana a Potsdam). Con un investimento totale di 690 milioni di euro, la struttura mira a diventare un distretto culturale all’avanguardia posto nel cuore di Berlino, già stato chiamato da qualcuno “l’equivalente tedesco del British Museum”.

UN NUOVO POLO CULTURALE

Cosa ospiteranno gli spazi del nuovo palazzo? Prima di tutto due musei differenti tra loro che si ritroveranno sotto lo stesso tetto: l’Ethnologisches Museum (il Museo Etnologico) e il Museum für Asiatische Kunst (Museo di Arte Asiatica). Enti che sfrutteranno la vicinanza con le molteplici istituzioni facenti parte dell’Isola dei Musei per avviare prestiti e collaborazioni interdisciplinari. Oltre alle mostre però saranno avviati anche programmi di discussione e approfondimento su temi di scienza, arte, religione, attualità, politica e mercato, per un luogo che si preannuncia essere un grande hub aperto a tutti, un polo culturale a 360 gradi. Una concezione che ribalta totalmente l’idea ottocentesca di museo statico e autoritario, a partire dal suo aspetto: “c’è una notevole incongruenza tra l’esterno dell’edificio e il suo contenuto: mentre i pregiudizi dominanti del passato una volta incoraggiavano i musei a concentrarsi esclusivamente sul potere militare, oggi la cultura e la ricerca hanno la massima priorità”, si legge sul sito ufficiale di Humboldt Forum, “dove l’architettura autocratica influenzata dai romani regnava una volta, le culture non europee hanno trovato una nuova casa. Questi reperti fanno cenno all’ex Wunderkammer del Palazzo, o gabinetto di curiosità”.

Installation of the tympanum at Portal 4, May 2018. © SHF Stephan Falk
Installation of the tympanum at Portal 4, May 2018.
© SHF Stephan Falk

LA STORIA

Tra le mura del Palazzo di Berlino sono passati oltre 500 anni di storia, che ne hanno mutato ogni volta l’utilizzo e l’aspetto. L’edificio infatti fu costruito originariamente a metà del Quattrocento e ha ospitato, durante i secoli, principi, re di Prussia e imperatori di Germania, fino a giungere alle porte del Novecento. Venne danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e fatto saltare definitivamente in aria negli anni ’50, sotto la DDR. Delle sue ceneri rimase un’area spoglia fino al 1976, quando si decise di costruirvi il Palazzo della Repubblica, a sua volta demolito circa trent’anni dopo. Una vicenda tumultuosa che pare trovare un punto di svolta agli inizi del Duemila, quando, discutendo in merito all’avvenire di questo edificio, si decide di far tornare in auge la struttura del castello. Vengono quindi ricostruite tre delle antiche facciate barocche, mentre la quarta viene affidata all’architetto italiano Franco Stella e al suo progetto oggi noto, la cui piena realizzazione è attesa entro la fine dell’anno. Come spiegano ancora gli organizzatori: “l’Humboldt Forum nel Palazzo di Berlino sarà inaugurato alla fine del 2019. La data di completamento si sta avvicinando e ogni giorno diventa più chiaro come l’architetto stia ricreando lo splendore architettonico e urbano del vecchio palazzo trasponendolo nel ventunesimo secolo”.

-Giulia Ronchi

HUMBOLDT FORUM IM BERLINER SCHLOSS
Unter den Linden 3 (Entrance via Niederlagstraße)
10117 Berlin Germany
www.humboldtforum.com

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.

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