Prende forma il Museo M+ di Hong Kong che mira a diventare il MoMA dell’Asia

Con 700mila mq di superficie e 6mila opere Hong Kong avrà nel 2019 il museo che l’Asia non ha ancora. Ma le posizioni si dividono sull’edificio disegnato da Herzog & de Meuron: manca il fattore “wow”

Il progetto di Herzog & de Meuron per l’M+ Museum di Hong Kong (foto Herzog & de Meuron)
Il progetto di Herzog & de Meuron per l’M+ Museum di Hong Kong (foto Herzog & de Meuron)

Tra immani ritardi, il Museo M + di Hong Kong dedicato alla cultura visiva del ventesimo e ventunesimo secolo – vista in prospettiva asiatica – sta cominciando a prendere forma. Progettato dallo studio Herzog & de Meuron, fa parte dell’ambizioso distretto culturale di West Kowloon da 2 miliardi di dollari che sorge su un’area affacciata sul mare, sulla quale stanno nascendo musei, teatri, spazi espositivi, compreso un parco d’arte. Ma, mentre il grande edificio in calcestruzzo, con una base orizzontale e una torre verticale di 17 piani per un totale di 700mila mq di superficie con quasi 185mila mq riservati allo spazio espositivo (cifre che superano i 125mila mq del MoMA), è ancora in costruzione, la collezione si sta arricchendo a ritmi sostenuti.

IL MUSEO DELLA DISCORDIA

Questa comprende, attualmente, oltre 6mila oggetti provenienti dall’Asia, per la maggior parte provenienti da artisti della Cina e di Hong Kong, come conferma Lars Nittve, ex direttore esecutivo di M + che ha lasciato l’incarico all’inizio del 2016 a Suhanya Raffel, ma che è rimasto in veste di consulente. Le posizioni sono molto discordi nei confronti di questo museo finanziato dal Governo della ex colonia britannica che mira a diventare un’icona per l’Asia, al pari della Tate di Londra e del Centre Pompidou di Parigi: per alcuni, come riporta il New York Times, è sublime, per altri invece mediocre. “Architettonicamente non ha quel fattore ‘wow’” – ha detto Fred Scholle, proprietario della Galerie du Monde, galleria d’arte contemporanea più antica di Hong Kong, attiva dal 1974 – “Ma sicuramente trasmette il fatto che sia un grande museo che visivamente si sposa bene con la sua posizione invidiabile“. Ottimista, invece, il parere di Nittve: “Non ho dubbi che M + sarà un museo di classe mondiale assoluta. Ha già una squadra internazionale di prim’ordine e la collezione è già incredibile. Hong Kong avrà il museo che l’Asia non ha, che era l’obiettivo che mi è stato dato quasi sette anni fa “.

Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).