6 nuovi libri d’arte. Dal restauro di Cesare Brandi al romanzo di Julia Kissina

Per la prima settimana di aprile la consueta mezza dozzina di libri spazia dalla “Teoria del restauro” di Cesare Brandi in una nuova, fiammante edizione, a un romanzo concettuale russo firmato dalla rifugiata politica Julia Kissina

La rassegna settimanale dei volumi usciti da poco in libreria inizia con la riedizione della mitica Teoria del restauro (1963) di Cesare Brandi e prosegue con il saggio fotografico di Francesco Faraci curato dalla “nostra” Desirée Maida; c’è la biografia romanzata di Bernardino Drovetti, a cui si deve il Museo Egizio di Torino, e la Via crucis di Maria Lai in un ottimo catalogo; c’è il romanzo della rifugiata politica Julia Kissina, nome da approfondire dell’avanguardia russa, e un resoconto affascinante di una residenza artistica tenutasi nel 2019 a Sulaymaniyah, nel Kurdistan iracheno, dove la medesima città è chiamata Slemani.

Marco Enrico Giacomelli

1. CESARE BRANDI, IL RESTAURO E L’ERMENEUTICA

Cesare Brandi – Teoria del restauro (La nave di Teseo, Milano 2022)

Scrive Vittorio Sgarbi nella Prefazione a questa nuovissima riedizione di un classico come Teoria del restauro (1963) di Cesare Brandi: “Prima di Brandi l’opera d’arte era un’idea dipinta o scolpita, dopo Brandi una identità fisica, come il corpo di un uomo cui il tempo e le malattie abbiano determinato alterazioni e mutamenti. Da qui bisogna partire perché le cure la ristabiliscano, senza arrestare il tempo che alle opere dà più di quanto tolga, rispetto a quanto accade al corpo umano“. Inutile riassumere qui le tesi fondamentali elaborate da Brandi. Basti ricordare come questo sia, pur a distanza di sessant’anni dalla pubblicazione, una pietra miliare nel campo internazionale del restauro. Per chi non l’abbia ancora fatto, il consiglio doveroso è di leggerlo finalmente, specie se si appartiene a quella sciagurata parrocchia del “dov’era, com’era“. Per chi invece già conoscesse lo scritto di Brandi, merita senz’altro la lettura del lungo saggio introduttivo firmato da Massimo Carboni, Il ritorno di un classico, che mette proficuamente in dialogo le tesi brandiane con l’ermeneutica concettualizzata da Hans Georg Gadamer.

Cesare Brandi – Teoria del restauro
La nave di Teseo, Milano 2022
Pagg. 304, € 18
ISBN 9788834608937
http://www.lanavediteseo.eu/

2. FRANCESCO FARACI: PER UNA FOTOGRAFIA NOMADE E POVERA

Francesco Faraci – Anima nomade (Mimesis, Milano 2022)

Scrive e fotografa, Francesco Faraci, palermitano classe 1983. Ha al suo attivo collaborazioni davvero a 360 gradi nel mondo della cultura, da Alessandro Cattelan ad Achille Lauro, dal Guardian a Libération. In questo libro (che troverete in libreria a partire dal 5 maggio) però non perde la bussola, anzi la perde ma scientemente, e fra parole e immagini si delinea un percorso eloquentemente nomade, una guida alla comprensione del mondo secondo i propri occhi. “La fotografia di Faraci“, scrive la curatrice del volume Desirée Maida, “ha un’anima povera perché è attraverso l’essenziale che l’essere umano riesce ad avere percezione dell’universale; è nomade perché è un nòstos che è già ripartenza. È un promemoria che ci ricorda come la vita, nelle sue dolcezze e asperità, sia miracolo e anche rivoluzione“.

Francesco Faraci – Anima nomade
Mimesis, Milano 2022
Pagg. 112, € 12
ISBN 9788857588995
https://www.mimesisedizioni.it/

3. L’EGITTO DI BERNARDINO DROVETTI

Giorgio Caponetti – Drovetti l’Egizio (Utet, Torino 2022)

La base del Museo Egizio di Torino, ma anche le sale egizie del Louvre di Parigi, si devono a un’unica persona: Bernardino Drovetti. Canavese figlio di un notaio, la sua carriera fu quella diplomatica: inizialmente inquadrato nell’esercito napoleonico durante la Campagna d’Egitto, fu console generale per quasi trent’anni, con una breve interruzione. L’attività a cui si dedicò più alacremente fu quella di esploratore e collezionista, conducendo scavi importanti e prolungati nella zona di Tebe. Migliaia di oggetti, dai più monumentali a quelli più minuti, lasciarono così l’Egitto – e va da sé che il tema attualissimo delle restituzioni andrà prima o poi affrontato. L’avventurosa vita del Drovetti, nel frattempo, viene raccontata e romanzata in questo libro di Giorgio Caponetti. Godibile e ricco di informazioni, da moderare con una giusta dose di antidoto alle agiografie.

Giorgio Caponetti – Drovetti l’Egizio
Utet, Torino 2022
Pagg. 278, € 18
ISBN 9788851199890
http://www.utet.it/

4. LA VIA CRUCIS DI MARIA LAI

Micol Forti – Maria Lai. Ricucire il dolore, tessere la speranza (5 Continents, Milano 2022)

Catalogo della mostra che si è tenuta l’estate scorsa alla Cantina Antichi Poderi di Jerzu – in collaborazione con Fondazione e Archivio Maria Lai –, il volume arricchisce il pacchetto di pubblicazioni che 5 Continents Editions sta dedicando a Maria Lai (1919-2013): un percorso iniziato nel 2019 con Tenendo per mano il sole (uscito in occasione della retrospettiva al Maxxi di Roma) e proseguito nel 2021 con Legarsi alla montagna (arricchito dalle magnifiche fotografie di Piero Berengo Gardin) e con I luoghi dell’arte (quattro mazzi di carte ideati dalla stessa artista sarda nel XXI secolo). La mostra e il catalogo in oggetto ruotano intorno alla Via crucis che Maria Lai realizzò nel 1981 per la Chiesa di Sant’Antioco di Ulassai e permette di approfondire il particolare legame dell’artista con la religiosità, improntata a una laicizzazione che tuttavia non punta in una direzione illuministica, bensì all’estensione del mistero religioso alla vita nel suo complesso. “Attraverso tutta la sua opera“, scrive Micol Forti nel suo ampio e profondo saggio, “Maria Lai ha dimostrato che l’arte, quella che nasce dal confronto con la tradizione sacra e quella che germoglia dall’osservazione del reale, ha tra i suoi compiti più alti e ambiti rivelare il senso dell’esistere, svelare i misteri del nascere e del morire, diventare orizzonte del nostro ‘errare’ e accogliere il cammino verso una meta che possiamo solo intuire“.

Micol Forti – Maria Lai. Ricucire il dolore, tessere la speranza
5 Continents, Milano 2022
Pagg. 96, € 25
ISBN 9791254600016
https://www.fivecontinentseditions.com/

5. JULIA KISSINA: UN ROMANZO DA KIEV A MOSCA A MONACO

Julia Kissina – Madame la Dostoevskaja (Scritturapura, Asti 2020)

Inutile negarlo: spesso scegliamo i libri in base a dati paratestuali. Può essere il nome dell’autore (che è tutt’altro che morto, con buona pace di Roland Barthes e Michel Foucault), la grafica della copertina, il titolo, l’editore. Prendiamo questo libro: l’autrice non è un nome noto, la copertina non è delle più riuscite, il titolo non accattivante, l’editore noto agli appassionati soltanto e distribuito con parsimonia. Esistono per questo i recensori, quelli almeno che vanno a spulciare cataloghi e comunicati stampa, provando a estrarre gemme dove non si dà per scontato che ce ne siano. Partendo dalla fine: Scritturapura sarà pure un piccolo editore astigiano, ma il libro qui tradotto è uscito nel 2016 in edizioni contemporanee ucraina, russa e tedesca; e l’editore tedesco che l’ha pubblicato è Suhrkamp – potremmo dire, il nostro Einaudi. E l’autrice? Julia Kissina è nata nel 1966 a Kiev, di famiglia ebraica, ha studiato fra Mosca e Monaco di Baviera – e in Germania è rimasta, con frequenti puntate a New York, visto che è una rifugiata politica. Fotografa, artista, performer, ma soprattutto letterata afferente al mitico concettualismo russo. Andate a cercarvelo, questo Madame la Dostoevskaja.

Julia Kissina – Madame la Dostoevskaja
Scritturapura, Asti 2020
Pagg. 180, € 18
ISBN 9788897924371
https://www.scritturapura.it/

6. UNA RESIDENZA D’ARTISTA IN KURDISTAN

Carlo Gabriele Tribbioli (a cura di) – A Season in Slemani (Humboldt Books, Milano 2021)

La Fondazione Baruchello ha sede a Roma. È intitolata a Gianfranco Baruchello, artista classe 1924 nato a Livorno, dall’opera inclassificabile più di tanti altri a cui è stato affidato questo aggettivo (se in questi giorni siete stati a miart, avrete visto un suo lavoro magnifico degli Anni Ottanta nel booth di Erica Ravenna). La Fondazione di un artista tanto atipico non poteva, per coerenza, avere la classica programmazione espositiva delle sue omologhe. Per fare un esempio: da poco è iniziato un ciclo di lezioni, che si svolgono in presenza e su Zoom, sul Seminario XVII di Jacques Lacan, dedicato al Rovescio della psicoanalisi e tenuto in coppia da Felice Cimatti e Alex Pagliardini. Il libro in oggetto non è da meno: racconta infatti di una residenza d’artista curata da Carlo Gabriele Tribbioli (artista pure lui, e pure lui assai atipico, e che nel libro firma la maggior parte delle fotografie) e che si è tenuta da marzo a giugno 2019 in quel di Sulaymaniyah, nel Kurdistan iracheno, dove la medesima città è chiamata Slemani. Non esattamente in un loft di Brooklyn. A raggiungere Tribbioli nella città curda sono stati, in ordine di arrivo e partenza, Gabriele Silli, Giacomo Sponzilli, Giulio Squillacciotti e Manuel Scano Larrazábal. A chiudere il cerchio, lo Slemani Chapter dell’Earth Exchange Project dello stesso Baruchello, con cinque chilogrammi di terra che dal Kurdistan sono atterrati a Roma e viceversa.

Carlo Gabriele Tribbioli (a cura di) – A Season in Slemani
Humboldt Books, Milano 2021
Pagg. 190, € 20
ISBN 9791280336040
https://www.humboldtbooks.com/

Dati correlati
AutoriMaria Lai, Carlo Gabriele Tribbioli, Gianfranco Baruchello
Spazio espositivoMUSEO EGIZIO
IndirizzoVia Dell'accademia Delle Scienze 6 - Torino - Piemonte
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Marco Enrico Giacomelli
Giornalista professionista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.