Muore a Milano Carlo Ulrico Hoepli. Giusto poche settimane dopo la chiusura della storica libreria col suo nome

Bisnipote del fondatore entrò nell'azienda negli Anni Sessanta dopo la laurea in giurisprudenza. Per oltre mezzo secolo ne ha guidato le sorti come presidente, attraversando le profonde trasformazioni del mercato editoriale

Sembra coincidere con la fine di un’epoca la morte di Carlo Ulrico Hoepli, avvenuta a Milano il 9 giugno 2026 a 91 anni, a causa di una polmonite. La storica libreria di Via Hoepli (a due passi dal Duomo), infatti, ha chiuso le sue porte dopo 156 anni di attività, con il gruppo editoriale in liquidazione e il marchio passato ad altri proprietari.

La libreria e casa editrice Hoepli a Milano

Per comprenderne la portata storica è necessario tornare al 1870, quando il libraio svizzero Ulrico Hoepli arrivò a Milano rilevando una piccola libreria nei pressi della Galleria Vittorio Emanuele. In pochi decenni quel negozio divenne un punto di riferimento per la città in piena trasformazione industriale. Alla vendita di libri si affiancò presto l’attività editoriale, orientata verso un settore allora poco presidiato: la divulgazione tecnica e scientifica. Così, la storia della casa editrice si intrecciò profondamente con quella di Milano, anche grazie alle iniziative filantropiche del fondatore, che lasciò alla città la Biblioteca Hoepli e contribuì alla realizzazione del Planetario che ancora oggi porta il suo nome.

Muore a Milano l’editore Carlo Ulrico Hoepli

E arriviamo a Carlo Ulrico Hoepli, bisnipote del fondatore, che entrò nell’azienda negli Anni Sessanta dopo la laurea in giurisprudenza. Per oltre mezzo secolo ne ha guidato le sorti come presidente, attraversando le profonde trasformazioni del mercato editoriale. Sotto la sua direzione, tra le altre cose, la produzione si è ampliata dall’ambito tecnico-scientifico all’editoria scolastica, economica e informatica. Parallelamente all’attività imprenditoriale, Hoepli ha ricoperto ruoli di primo piano nelle istituzioni del settore editoriale, come consigliere della Siae, tesoriere dell’Associazione Italiana Editori e vicepresidente della Federazione degli Editori Europei.

Le sorti della casa editrice Hoepli e le questioni giudiziarie

Negli ultimi anni, tuttavia, la solidità che aveva caratterizzato la storia della famiglia ha iniziato a incrinarsi. Sullo sfondo della crisi strutturale che investe il mercato librario si sono progressivamente intensificate le tensioni societarie tra i figli di Carlo Ulrico Hoepli (Giovanni, Matteo e Barbara) e il cugino Giovanni Nava, titolare di una quota di minoranza ma protagonista di una lunga e complessa battaglia giudiziaria sulla governance della società. Nel dicembre 2025, infatti, il Tribunale di Milano ha disposto il sequestro cautelare della quota di maggioranza detenuta dagli eredi Hoepli, affidandone la gestione a un custode giudiziario. Pochi mesi più tardi, il 10 marzo 2026, l’assemblea dei soci ha deliberato lo scioglimento e la liquidazione volontaria della società, motivando la scelta con i risultati economici negativi e con prospettive di mercato considerate insufficienti per garantire la continuità aziendale. Da quel momento il processo di smantellamento è diventato progressivamente irreversibile. Il ramo scolastico è stato ceduto al Gruppo Mondadori insieme allo storico marchio Hoepli, mentre l’immobile che ospitava la libreria è stato venduto a un fondo statunitense. La mancata proroga del contratto di locazione ha portato alla chiusura definitiva della libreria il 25 maggio scorso, tra lunghe file di clienti accorsi per gli ultimi acquisti.

Un futuro per la casa editrice Hoepli?

Nel frattempo non sono mancate le ipotesi di salvataggio. Una proposta da oltre venti milioni di euro avanzata dalla società DaB, con l’obiettivo di mantenere unito il gruppo e trasformare la sede in un polo dedicato alla cultura e alla formazione, non è stata accolta. Nei prossimi giorni è attesa anche l’offerta di una cordata di imprenditori guidata dal libraio Vittorio Graziani, che punta a preservare almeno la funzione culturale dello spazio di Via Hoepli. Ma il tempo a disposizione è ormai ridottissimo e l’assenza dello storico marchio rende ogni progetto ancora più complesso.

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Redazione

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