Il museo nascosto. Villa Brandi a Siena

Porta il nome del suo ex padrone di casa Villa Brandi, attuale museo di Siena dove visse Cesare Brandi negli ultimi anni della propria vita.

Casa Museo Villa Brandi a Siena
Casa Museo Villa Brandi a Siena

Entrare a Villa Brandi, appena fuori Siena, è un’immersione totale in un confronto costante tra epoche, stili, predilezioni, amori. Gli stessi che hanno caratterizzato gli interessi culturali ed esistenziali del padrone di casa, lo storico e critico d’arte Cesare Brandi, che qui ha vissuto gli ultimi anni della sua vita per poi donarla allo Stato italiano, con la consapevolezza che questo patrimonio dovesse diventare patrimonio comune.

ARTE E VITA

Nel peregrinare tra le residenze speciali del paese, tra studi d’artista e case di collezionisti innamorati dell’arte, una tappa in questa villa – l’impianto originario è del XVI, attribuito a Baldassarre Peruzzi –, che dal XVIII secolo è stata proprietà della famiglia Brandi, è inevitabile, poiché qui si percepiscono altre sfumature di un discorso che coniuga arte e vita, quelle che riguardano l’esistenza di uno studioso d’eccezione, amante della bellezza. Ma anche di mille, sfaccettati interessi intellettuali – e professionali – che hanno visto Cesare Brandi impegnato, sin dal 1938 – anno in cui lo fonda insieme a Giulio Carlo Argan –, nell’Istituto Centrale del Restauro prima (fino al 1959) e poi nell’insegnamento, nell’ateneo di Palermo e poi a Roma, dov’è stato anche Accademico di San Luca (ma è impossibile sintetizzare la carriera di questo uomo iperattivo e dai più variegati interessi).
Qui c’era però il suo mondo, tra memorabilia dei suoi viaggi – a pensarci bene, Brandi è soprattutto un viaggiatore e questa è la definizione che più caratterizza la pluralità del suo intenso percorso nell’arte –, la ricca biblioteca e le opere d’arte di Filippo de Pisis, Giorgio Morandi, Giacomo Manzù, Toti Scialoja, Alberto Burri e altri suoi compagni di strada, tra cui lo straordinario scultore del vento (e del cielo) Eliseo Mattiacci, autore della cancellata da cui si accede al parco e quindi alla villa.

CASA E TRADIZIONE

I saloni con i soffitti cassettonati, la mobilia settecentesca, la cucina con il grande lavabo realizzato con il marmo giallo di Siena e il girarrosto meccanico azionato da un peso, il cotto al pavimento, i letti in ferro e le carte da parati, un vecchio pianoforte, oggetto di culto di Casa Brandi (la madre di Cesare era musicista), sono tutte tappe di un percorso in cui la vita domestica si coniuga con la tradizione toscana del vivere in campagna secondo i dettami della borghesia.
E poi un consiglio: affacciatevi dalla piccola veranda del secondo piano, vi aspetta una veduta mozzafiato di Siena. E, nella vicina Tinaia, settanta fotografie scelte fra le 13mila della fototeca raccontano la vita di Brandi, tra amici, studi, viaggi e, naturalmente, lunghe permanenze in questo suo luogo del cuore. Il luogo del costante approdo.

Lorenzo Madaro

Siena
VILLA BRANDI
Strada di Busseto 42
0577 221127

Articolo pubblicato su Grandi Mostre #20

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Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro (1986) è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte e Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e collabora con Robinson e Artribune. Tra le mostre recenti curate, "Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro" (Galleria Fabbri, Milano, 2019); "‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana" (Castello di Otranto, 2018); "To Keep At Bay" (Galleria Bianconi, Milano 2018); "Spazi igroscopici" (Galleria Bianconi, Milano 2017); "Mario Schifano e la Pop Art italiana" (Castello Carlo V, Lecce, 2017); "Edoardo De Candia Amo Odio Oro" (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); "Natalino Tondo Spazio N Dimensionale" (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); "Andy Warhol e Maria Mulas" (Castello Carlo V, Lecce 2016). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce.