7 libri su arte, architettura e femminismo

Nei giorni in cui le discriminazioni razziali sono purtroppo di nuovo esplose negli Stati Uniti, dopo il ferimento di Jason Blake da parte della polizia e gli spari sulla folla da parte di un 17enne bianco armato di fucile semi-automatico, rivolgiamo l’attenzione a un’altra piaga sociale, economica, culturale: la discriminazione di genere.

1. ARCHITETTE

Jane Hall – Breaking Ground. Architecture by Women (Phaidon, Londra 2019)

Conosciamo Eileen Gray “grazie” a Charles Eames; conosciamo Charlotte Perriand “grazie” a Le Corbusier; conosciamo Anne Tyng “grazie” a Louis Kahn. In altre parole, “le storie che ascoltiamo riguardano principalmente chi in qualche modo è stato associato con i ‘giganti’ maschi dell’architettura moderna del XX secolo – vale a dire che erano situate confortevolmente nel quadro consentito del discorso culturale occidentale”, scrive Jane Hall nell’introduzione generale al volume. Detta ancora più semplicemente: i nomi delle architette summenzionate e di poche altre emergono solo in funzione di mogli, compagne, muse delle loro controparti maschili, la cui notorietà è ben maggiore. Un’unica controprova: la scarsissima conoscenza che il grande pubblico aveva (e in parte ha) di Lina Bo Bardi, professionista di livello altissimo con il “difetto” di essere donna. La soluzione del problema è naturalmente tutt’altro che semplice: è una questione culturale, sociale, economica. E d’altro canto non è affatto immediato il percorso emancipativo (ed è un discorso che riguarda tutte le “minoranze”): basti guardare al termine ‘architetta’, fortemente sostenuto dal alcune professioniste in ottica identitaria, osteggiato da altre in quanto ritenuto ghettizzante.
Questioni estremamente complesse che necessitano di tempi adatti alla riflessione. Nel frattempo, il libro di Jane Hall si rivela uno strumento utilissimo sia nelle pagine introduttive, dove brevemente si affronta l’argomento in generale, sia e soprattutto nella amplissima catalogazione delle donne architetto che hanno operato e operano in ogni parte del globo. In un elenco alfabetico che parte da Amale Andraos e termina con Di Zhang, passando per una nutrita rappresentanza italiana composta da Cini Boeri, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Doriana Mandrelli Fuksas, Benedetta Tagliabue e Paola Viganò.

Jane Hall – Breaking Ground. Architecture by Women
Phaidon, Londra 2019
Pagg. 223, € 39,95
ISBN 978071487927
www.phaidon.com

2. L’ARTE AL FEMMINILE IN UNA MOSTRA STORICA

Angela Maderna – L’altra metà dell’avanguardia quarant’anni dopo (Postmedia Books, Milano 2020)

Si tratta probabilmente dell’opera più nota di Lea Vergine: la curatela della mostra L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940 al Palazzo Reale di Milano nel 1980. Rassegna che vantava l’allestimento di Achille Castiglioni e che riportava sulla ribalta cento artiste che, nel periodo indicato, avevano preso parte ai movimenti d’avanguardia ma che poi (o in quegli stessi anni) erano state dimenticate, espulse dalla storiografia. Una mostra che ha una indubitabile rilevanza per l’appunto storiografica, andando a colmare una colpevole lacuna, ma altresì una forte connotazione militante, che peraltro non risparmiò aspre critiche mosse anche da alcuni ambienti femministi.
Il libro di Angela Maderna parte in media res, raccontando innanzitutto la mostra e il catalogo, per poi fare un passo indietro in maniera da tratteggiare il contesto storico-critico; con un movimento a pendolo, l’autrice si riavvicina così all’oggetto principale della sua ricerca, approfondendo “la genesi del progetto e la ricerca di opere e artiste” e le critiche che vennero mosse a Lea Vergine; infine, con un nuovo ampliamento della prospettiva, questa volta in chiave temporale, Maderna esamina l’efficacia della mostra milanese, ovvero se e come le artiste sono presenti nelle rassegne successive e quei casi di “artiste ritrovate e riabbandonate”.

Angela Maderna – L’altra metà dell’avanguardia quarant’anni dopo
Postmedia Books, Milano 2020
Pagg. 120, € 14
ISBN 9788874902712
www.postmediabooks.it

3. LA PERFORMANCE È DONNA

Lori Adragna – Il corpo delle donne #1 (InsideArt, Roma 2018)

Copre un arco temporale che va dal 2009 al 2017 questo libro, che pesca letteralmente dai materiali conservati da Lori Adragna nella sua instancabile attività di curatrice focalizzata sulla Performance Art proposta dalle artiste. Una “raccolta eterogenea di scritti, immagini, proposte progettuali, e-mail, testi critici e poetici”, scrive l’autrice, “documenti residuali della mia esperienza sul campo”, un’esperienza che l’ha vista al fianco di Tiziana Cera Rosco, Laura Cionci, Francesca Fini, Eva Gerd, Silvia Giambrone, Tamar Hayduke, Chiara Mu, Ginevra Napoleoni, Francesca Romana Pinzari, Paola Romoli Venturi, Alice Schivardi e Silvia Stucky.
A fare da collante, la consapevolezza che la “questione femminile […] non si esaurisce nella sfera artistica ma riguarda in modo molto più esteso la storia sociale delle donne”.

Lori Adragna – Il corpo delle donne #1
InsideArt, Roma 2018
Pagg. 127, € 18
ISBN 9788899893057
www.womensbody.it/libro/

4. DONNE, ARTISTE, LAVORATRICI, MADRI

R-set – Who’s Art for? Art Workers against Exploitation (Postmedia Books, Milano 2019)

Viene da chiedersi se sia sbagliato fare figli per il sistema dell’arte”. Leggere una frase del genere, scritta dall’artista e madre Eva Frapiccini, rende immediatamente l’idea di come il “nostro” sistema dell’arte sia incredibilmente distante, nella sua realtà, dai proclami che spesso diffonde, a suon di democrazia, parità, rispetto, inclusione e via dicendo.
Suona dunque la carica dei fatti questa raccolta di saggi, orientati a descrivere la situazione vissuta dalle lavoratrici dell’arte, intese in tutte le sue declinazioni. Una raccolta che comprende, fra gli altri, anche l’inchiesta che la caporedattrice di Artribune, Santa Nastro, ha condotto nel 2019.

R-set – Who’s Art for? Art Workers against Exploitation
Postmedia Books, Milano 2019
Pagg. 140, € 16
ISBN 9788874902538
www.postmediabooks.it

5. DONNE E ARTE: UN CONNUBIO ESSENZIALE

Flavia Frigeri – Le donne dell’arte (24 Ore Cultura, Milano 2020)

Plauso a 24 Ore Cultura che, fra i due volumi che aprono la nuova collana Art Essentials, sceglie di tradurre in italiano Le donne dell’arte di Flavia Frigeri, “cervello in fuga” italiano con un curriculum solidissimo, passata negli ultimi anni dal ruolo di curatrice alla Tate Modern a quello di docente alla University College di Londra.
Il libro, uscito dapprima per Thames & Hudson, è una pragmatica e colta cavalcata che parte con Lavinia Fontana e Artemisia Gentileschi e attraversa i secoli senza preclusioni disciplinari, chiamando ad esempio in causa la fotografa ottocentesca Julia Margaret Cameron, insistendo sul ruolo delle donne artiste nel periodo delle avanguardie storiche (la lezione di Lea Vergine resta valida) e arrivando fino alle più giovani Lynette Yiadom-Boakye, Amalia Pica e Guerrilla Girls – collettivo, quest’ultimo, che si guadagna anche la copertina.

Flavia Frigeri – Le donne dell’arte
24 Ore Cultura, Milano 2020
Pagg. 176, € 14,90
ISBN 9788866484394
www.24orecultura.com

6. ASPRE CRITICHE A HIGH LINE E SIMONE LEIGH

Eszter Salgó – Spiritualità e femminismo nero nell’arte pubblica di Simone Leigh (Postmedia Books, Milano 2020)

Credo che l’arte pubblica debba poter parlare a un pubblico vasto”, raccontava Cecilia Alemani – direttrice artistica della High Line – ad Artribune a settembre 2019, “offrendo un incontro sorprendente e stimolante. Penso che le opere di arte pubblica più di successo siano quelle che propongono diverse interpretazioni e diversi punti di entrata. Lo spettatore, con il proprio bagaglio culturale, può di conseguenza leggerle in modi diversi e non normativi”. L’argomento di discussione era in particolare l’opera che inaugurava il Plinth della High Line newyorchese, ispirato al celeberrimo Fourth Plinth situato in Trafalgar Square a Londra, ovvero Brick House (2009) della giamaicana Simone Leigh.
Eszter Salgó ragiona coraggiosamente su opere e contesto in questa monografia. Coraggiosamente perché non mostra alcun timore reverenziale né nei confronti dell’operazione complessiva né in quelli dell’artista e della sua opera. A proposito della prima: “Sull’High Line le persone sono private dei loro diritti di rivendicazione, di cambiamento e di appropriazione che permetterebbero loro di esercitare una qualche forma di controllo sullo spazio, di sentirsi direttamente coinvolte nella costruzione e nella proprietà del luogo”; a proposito della Brick House: “Un tentativo abbastanza riuscito di contrastare gli oracoli del mondo occidentale ma […] un fallimento quale ‘atto di cittadinanza’, per non aver contrastato, anzi, peggio ancora per aver rafforzato gli oracoli dell’High Line, non contribuendo a sufficienza alla costruzione di una ‘democrazia parresiastica’ e al passaggio ad un ‘pluralismo agonistico’”.

Eszter Salgó – Spiritualità e femminismo nero nell’arte pubblica di Simone Leigh
Postmedia Books, Milano 2020
Pagg. 144, € 16,90
ISBN 9788874902514
www.postmediabooks.it

7. CARLA LONZI COME FARO

Fuoriregistro #1. Feminisssmmm Vai pure (Boîte Editions, Lissone 2019)

Questo primo numero della rivista Fuoriregistro. Quaderno di pedagogia e arte contemporanea è tutto dedicato al femminismo, con il pensiero pratico di Carla Lonzi a fare da trait d’union (il Vai pure del titolo al numero cita l’omonimo volume con il quale Lonzi sancisce la rottura con Pietro Consagra). Coordinato da Maria Rosa Sossai, il progetto ha in questa fase coinvolto, fra gli altri, docenti e discenti di accademie e licei artistici, nonché le voci di una decana del femminismo come Lea Melandri.
Al di là dell’interesse suscitato da questo primo numero, ci auguriamo che la rivista nel suo complesso prosegua la propria strada, lavorando con continuità su un tema – quello del rapporto fra pedagogia e arte contemporanea – che necessita con urgenza di essere affrontato.

Fuoriregistro #1. Feminisssmmm Vai pure
a cura di Maria Rosa Sossai
Boîte Editions, Lissone 2019
Pagg. 84, € 15
ISBN 9788894385144
boiteonline.org

‒ Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.