Reciproco: diario vivo di 5 artisti: Laura Cionci racconta il progetto in Australia

La città di Melbourne ospita un progetto diffuso che mette a confronto una decina di artisti italiani con cinque luoghi iconici della città. Gli artisti scelgono Artribune per pubblicare “il diario di bordo” di questa esperienza site-specific.

Laura Cionci, Twinlights, 2017, still da video
Laura Cionci, Twinlights, 2017, still da video

Esattamente due anni fa, nel marzo del 2017, nasce l’idea del progetto ReciprocoUn incontro decisivo, al tavolino di un bar tra me, Lella Cariddi (italo-australiana impegnata nei progetti del MAV, Multicultural Arts Victoria) e Domenico De Clario (triestino di nascita e australiano d’adozione, artista visionario, poliedrico, illuminato) fa scoppiare la scintilla di questo nuovo percorso intenso che finalmente si concretizzerà dall’11 al 13 Aprile 2019 nella città di Melbourne.
Reciproco nasce da un iniziale pensiero “artistico” e di “archiviazione” che incontra lo spazio della memoria personale e collettiva. Una memoria che attraversa gli oceani, le terre orientali e le culture, lunghi periodi vissuti in mare trasportando ricordi ed affetti, dialetti e ricette, paesaggi ed oggetti, una memoria che vuole rimanere contemporanea nonostante sembri vecchia e stanca, vuole trasformarsi in gesto quotidiano, modo di vivere e, grazie al dispositivo dell’arte, trovare per ogni fruitore che si presenti, una dimensione cangiante.

Luana Perilli, 2014
Luana Perilli, 2014

IL PROGETTO RECIPROCO IN AUSTRALIA

Parte sì, da un approccio artistico e da una tematica così tanto attuale e affrontata, ma già è altro, attraversando gli spazi di un’intera nuovissima città, la sua gente e la vita, in questo caso, degli italiani radicati in Australia. Un’esperienza live, comunitaria, attende il pubblico, ma anche gli artisti italiani coinvolti, che sono chiamati a vivere in prima persona l’esperienza della migrazione, il confronto con altri artisti australiani migrati alla nascita o nati da migranti, spazi e culture ancora sconosciuti.
Quasi tutto è ignoto. Quasi tutto nascerà dall’esperienza diretta, breve ed intensa dei protagonisti di questa avvincente avventura, che affrontano un lungo viaggio per respirare un’aria completamente nuova. Ad aspettarli all’arrivo, ognuno di loro avrà un compagno: ogni artista italiano vivrà la sua esperienza con un artista australiano. La comunicazione duale è iniziata qualche mese fa via skype e via email, avendo così un primo delicato incontro e scambio. Si lavorerà in completa libertà: ci saranno progetti che vedranno la fusione degli artisti in un’unica opera, come   opere dei singoli in stretto dialogo, fino ad arrivare ad un’unica visione/azione corale, ma tutti gli interventi si intrecceranno nel tessuto degli spazi e di chi li vive quotidianamente. Gli artisti coinvolti sono: Laura Cionci e Domenico De Clario (artisti e co-curatori del progetto), Angelo Bellobono e Wilma Tabacco, Alessandro Cannistrà e Eugene Carchesio, Rocco Dubbini e Damiano Bertoli, Luana Perilli e Angela Cavalieri.

Angelo Bellobono. Monte appennino, terre di vetta su tela, 200x200cm, 2018
Angelo Bellobono. Monte appennino, terre di vetta su tela, 200x200cm, 2018

LOCATION E ARTISTI

Per sviluppare e presentare il lavoro io e Domenico De Clario, curatori ed ideatori del progetto, non ci siamo accontentati di uno spazio unico. Lo stimolo doveva essere completo anche riguardo ai luoghi, sulla città e soprattutto sui siti storici del quartiere italiano di Melbourne, quartiere centrale, turistico, in pieno fermento culturale, una prima radice che ci racconta un passato. Dunque per ogni duo la spinta creativa è anche un’immersione totale nella storia del territorio ed i suoi protagonisti: CoAsIt/Museo Italiano (Cavalieri/Perilli); La Mama Theatre (Bertoli/Dubbini); Brunetti’s Café (Carchesio/Cannistra’); Readings Bookshop (Tabacco/Bellobono) e the Melbourne General Cemetery (De Clario/Cionci). Reciproco a differenza dei progetti di questo genere non viene strutturato interamente dall’inizio: diviene una piattaforma in movimento sulla città e su questi luoghi scelti dove gli artisti lavorando dalla struttura dell’idea iniziale possono poi sconvolgere i piani e capovolgere gli eventi tra uno spazio e l’altro, dentro al teatro, come nel museo, per le strade, coinvolgendo il pubblico o creando uno spazio intimo, in ogni caso immergendosi ed integrandosi in un’atmosfera dinamica, fresca e giovane, agendo in movimento con il quartiere e chi lo attraversa.
Nella scelta degli artisti italiani per me, è stato fondamentale l’approccio non solo professionale ma anche umano: gli artisti coinvolti si immergono continuamente in una dimensione collettiva, di condivisione e comprensione del contesto che li circonda. Sono in continua evoluzione e trasformazione facendosi mezzo tra l’esperienza ed il pubblico, portando in prima linea sempre, la loro estrema sensibilità alle situazioni sociali in cui vivono. Credo fermamente anche in una condizione caratteriale elastica, fluida, che permette di far drenare nell’artista cosi come nel lavoro dello stesso, la complessa traduzione di concetti profondi e in continua mutazione che il progetto vuole affrontare, partendo da una tematica ma allargandosi a macchia d’olio sul vissuto e le interazioni.

IL DIARIO DI BORDO SU ARTRIBUNE

Partiamo dalle tracce esperienziali che lasceremo nell’altro. Questo è il fulcro etico su cui gira Reciproco, più che su una produzione materiale di fruizione passiva. Un racconto di incontri, una delicatezza nell’inserimento, tentando di non rientrare in un movimento colonizzatore che contraddistingue gli europei, gli italiani, che sia storico, sociale e/o culturale.  Con questa prima parte apriamo questo diario su Artribune, parte viva ed integrante del progetto, per rendere partecipe il pubblico che da lontano ci segue, racconteremo poco a poco attraverso gli occhi di ogni artista italiano l’esperienza Reciproco.

Laura Cionci

Melbourne// dal 12 al 13 aprile
Reciproco
Sedi Varie
www.coasit.com.au

Dati correlati
AutoriLaura Cionci, Angelo Bellobono, Luana Perilli, Alessandro Cannistrà, Rocco Dubbini
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Laura Cionci
Laura Cionci nasce a Roma. Attualmente vive e lavora tra Roma e Milano. Frequenta l'Accademia di Belle Arti di Roma con il Prof. Gino Marotta. Inizia il suo percorso artistico nel 2009. La sua ricerca comincia a svilupparsi intorno a fenomeni sociali,  approfondendo gli aspetti antropologici che rendono leggibili i diversi codici culturali,  sociali e politici, arrivando oggi ad una ricerca più specifica sulla  sensibilità energetica degli spazi, la biodiversità, il territorio in relazione all’essere umano, utilizzando pratiche relazionali per la realizzazione dei processi creativi. Il suo lavoro la porta dal 2012 ad oggi a realizzare vari progetti e residenze tra l’Italia ed il Sudamerica e da qualche anno, in Australia. Fa parte dal 2015 della piattaforma “Waiting Posthuman”  con Leonardo Caffo ed Azzurra Muzzonigro. Ha collaborato come fotografa per Stefano Boeri Architetti.