Il nostro messaggio principale è questo: mettete sempre in discussione ciò che vedete. Non accettate acriticamente quello che le istituzioni vi propongono. Bisogna pensare anche a quello che non viene mostrato e al perché viene mostrata una cosa piuttosto che un’altra”. A parlare, come sempre dietro alle maschere da gorilla, sono due componenti del collettivo femminista Guerrilla Girls, attivo da oltre trent’anni sulla scena artistica internazionale con una vitale e necessaria critica alla predominanza maschile e bianca in musei e gallerie. A distanza di qualche decennio, il gruppo, in cui hanno militato più di 55 donne diverse dal 1985 a oggi, fa un bilancio dei cambiamenti culturali nel settore culturale in questa intervista a cura della Tate Modern di Londra.

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AutoreGuerrilla Girls
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.