Biennale d’Arte di Venezia 2019, Marko Peljhan al Padiglione Slovenia

L’artista sloveno, già protagonista della decima edizione di documenta a Kassel, rappresenterà il proprio paese a Venezia con un lavoro che riflette sui sistemi di potere politico, economico e militare nel mondo contemporaneo

Biennale di Venezia. ph. Desirée Maida
Biennale di Venezia. ph. Desirée Maida

Sarà Marko Peljhan l’artista che rappresenterà la Slovenia alla 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Il Padiglione Sloveno, curato da Igor Španjol, ospiterà la mostra Here we go again… SYSTEM 317, una riflessione sui problemi della società contemporanea, a partire dall’urgenza ambientale fino al controllo dell’informazione.

IL PADIGLIONE DELLA SLOVENIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2019

Il lavoro di Peljhan ruota da sempre attorno ad arte, tecnologia e scienza. I suoi progetti abbracciano diversi aspetti del mondo di oggi, dai complessi sistemi di potere politico, economico e militare al controllo della comunicazione e alla sorveglianza. Nel 1994, Peljhan ha fondato l’istituto d’arte non profit Projekt Atol, e l’anno successivo è stato co-fondatore a Lubiana del laboratorio di new-media Ljudmila. Uno dei suoi progetti più noti, Makrolab, è stato presentato nel 1997 a Kassel in occasione di documenta 10. Alla Biennale di Venezia, Peljhan presenterà un lavoro della serie Resolution, che ha trovato sviluppo nell’arco di 20 anni e con cui l’artista propone alcune soluzioni per risolvere determinati problemi nella società. È la risposta di Peljhan allo stato in cui il mondo si trova oggi, chiedendo una riscoperta dello spazio e una risposta ai rapidi cambiamenti ambientali. In Here we go again… SYSTEM 317, Peljhan mette insieme la sua visione, producendo una sorta di nave pirata e apocalittica attraverso cui esprime la sua visione e la condizione di deterioramento cui è soggetto il mondo odierno.

GLI ALTRI PADIGLIONI DELLA BIENNALE DI VENEZIA 2019

Il quadro delle partecipazioni nazionali alla prossima Biennale di Venezia si può considerare ormai quasi delineato, e addirittura abbiamo assistito anche alla defezione del Kazakistan, che ha deciso di annullare la propria partecipazione a causa di tagli di budget (ne abbiamo parlato qui). Poco tempo fa vi abbiamo inoltre parlato della mostra che il curatore Milovan Farronato ha ideato per il Padiglione Italiano, con gli artisti Liliana Moro, Chiara Fumai ed Enrico David. Giusto per fare una veloce panoramica, di recente vi abbiamo svelato le prime anticipazioni su  Anna K.E. e Shu Lea Cheang, artiste che rappresenteranno, rispettivamente, Georgia e Taiwan; su Carsten Nicolai, che insieme all’artista mongolo E. Jantsankhorol, animerà il Padiglione della Mongolia; sulle caverne psichedeliche che Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter porterà all’interno del Padiglione dell’Islanda; sul progetto che Bárbara Wagner e Benjamin de Burca porteranno in Laguna in rappresentanza del Brasile. E poi vi abbiamo raccontato della cineasta e poetessa Nujoom Alghanem al Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, di Danica Dakić e Roman Stańczak che rappresenteranno rispettivamente la Bosnia-Erzegovina e la Polonia, İnci Eviner la Turchia, Naiza Khan il Pakistan, Itziar Okariz e Sergio Prego la Spagna, Kudzanai Violet Hwami, Neville Starling, Georgina Maxim e Cosmas Shiridzinomwa lo Zimbabwe, Dineo Seshee Bopape, Mawande Ka Zenzile e Tracey Rose il Sudafrica, Leonor Antunes il Portogallo, Nandalal Bose, Atul Dodiya, GR Iranna, Rummana Hussain, Jitish Kallat, Shakuntala Kulkarni e Ashim Purkayastha l’India e Belu-Simion Făinaru, Dan Mihălțianu e Miklós Onucsán la Romania.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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