Biennale d’Arte 2019. Gli artisti che rappresenteranno Bosnia-Erzegovina e Polonia a Venezia

Affondano le loro radici nell’attualità e affrontano temi sociopolitici contemporanei i lavori che la Bosnia-Erzegovina e la Polonia presenteranno alla prossima Biennale di Venezia. Eccoli nel dettaglio

Padiglione Centrale Giardini_Photo by Andrea Avezzu_Courtesy of La Biennale di Venezia
Padiglione Centrale Giardini_Photo by Andrea Avezzu_Courtesy of La Biennale di Venezia

Mancano poco meno di tre mesi all’inaugurazione della 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019, e ancora continua a definirsi il quadro dei curatori e degli artisti che con i loro progetti animeranno i Padiglioni nazionali tra i Giardini, l’Arsenale e l’intera Laguna. Giusto per riassumere le ultime novità, di recente vi abbiamo parlato di Anna K.E. e Shu Lea Cheang, artiste che rappresenteranno, rispettivamente, Georgia e Taiwan; della sound performance che Carsten Nicolai, insieme all’artista mongolo E. Jantsankhorol, ha in serbo per il Padiglione della Mongolia; delle caverne psichedeliche che Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter porterà all’interno del Padiglione dell’Islanda; del progetto che Bárbara Wagner e Benjamin de Burca porteranno in Laguna in rappresentanza del Brasile; e poi della cineasta e poetessa Nujoom Alghanem per il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti. Adesso invece vi parleremo degli artisti Danica Dakić e Roman Stańczak, che alla prossima Biennale di Venezia rappresenteranno rispettivamente la Bosnia-Erzegovina e la Polonia.

UTOPIA E DISTOPIA IN BOSNIA-ERZEGOVINA

Zenica Trilogy è il titolo dell’installazione che Danica Dakić esporrà al Padiglione della Bosnia-Erzegovina, a Palazzo Ca’ Bernardo e che ha realizzato in collaborazione con il fotografo Egbert Trogemann, il produttore Amra Bakšić Čamo e il compositore Bojan Vuletić. Nella sua pratica artistica,  Dakić riflette sulla poetica dell’esistenza umana, servendosi dei media della fotografia, del video e dell’installazione. Il lavoro dell’artista si basa su processi performativi e collaborativi che esplorano i concetti di memoria culturale, lingua e identità, i loro cambiamenti in atto e le loro potenzialità utopiche. “Zenica Trilogy affronta la responsabilità sociale e individuale nel contesto della Bosnia-Erzegovina contemporanea”, spiega l’artista. “Un tempo sito di una delle più grandi fabbriche d’acciaio in Europa e simbolo del progresso modernista jugoslavo, il periodo successivo alla guerra bosniaca ha lasciato la città di Zenica con alti tassi di disoccupazione, inquinamento atmosferico e un generale sentimento di rassegnazione tra la popolazione. Nella mia lingua madre, la parola ‘Zenica’ evoca l’immagine della pupilla dell’occhio, una metafora di qualcosa di prezioso oltre che di un punto focale. Ho deciso di indagare le possibilità e le impossibilità di una transizione tra utopia e distopia, tra passato e futuro”. Il Padiglione della Bosnia-Erzegovina è curato da Anja Bogojević, Amila Puzić e dall’italiana Claudia Zini.

IL PADIGLIONE DELLA POLONIA

Si intitola Flight l’opera che l’artista di base a Varsavia Roman Stańczak esporrà al Padiglione della Polonia, commissionato da Hanna Wróblewska, direttore della Zachęta National Gallery of Art di Varsavia, e curato da Łukasz Mojsak e Łukasz Ronduda. Flight è una scultura che rappresenta un aeroplano rovesciato, come simbolo dell’“inversione del mondo”.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.