Biennale d’Arte di Venezia 2019: l’India dedica il Padiglione al Mahatma Gandhi

In occasione del 150esimo anniversario dalla nascita di Gandhi, il Padiglione dell’India celebra il suo Mahatma con una mostra che riflette sull’influenza che la sua filosofia ha ancora nel mondo odierno

Mahatma Gandhi fonte wikipedia
Mahatma Gandhi fonte wikipedia

Si inserisce nell’ambito delle celebrazioni del 150esimo anniversario dalla nascita del Mahatma Gandhi (Porbandar, 1869 – Nuova Delhi, 1948) il progetto espositivo che l’India presenterà nel proprio Padiglione alla prossima Biennale d’Arte di Venezia, in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Nandalal Bose, Atul Dodiya, GR Iranna, Rummana Hussain, Jitish Kallat, Shakuntala Kulkarni e Ashim Purkayastha sono gli artisti che rappresenteranno il Paese indiano, protagonisti della mostra intitolata Our Time for a Future Caring, incentrata sulla filosofia del Mahatma Gandhi e sulla sua influenza nel mondo di oggi.

IL PADIGLIONE DELL’INDIA ALL’INSEGNA DI GANDHI

“L’arte non è altro che un’espressione della cultura di una nazione. È quindi opportuno che nell’anno in cui celebriamo i 150 anni di Mahatma Gandhi, esprimiamo i suoi principi morali attraverso l’arte”, ha spiegato Nirupama Kotru, segretaria congiunta del Ministero della Cultura dell’India. “Le installazioni e le opere d’arte al Padiglione India della Biennale di Venezia sono un’espressione dei valori universali gandhiani di verità, non violenza, compassione verso i propri simili e natura, autosufficienza, semplicità e sostenibilità”. Tra le opere esposte in Our Time for a Future Caring, spiccano gli Haripura Panels di Nandalal Bose, commissionati dallo stesso Gandhi per il Congresso del Partito Nazionale Indiano del 1938, e Covering Letter di Jitish Kallat, che comprende una lettera che il Mahatma ha inviato a Hitler. Le opere di GR Iranna, Rummana Hussain e Shakuntala Kulkarni riflettono sui temi della nonviolenza, la verità e la tolleranza.

VERSO LA 58. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE DI VENEZIA

A meno di due mesi dall’inizio della prossima Biennale d’Arte di Venezia, sta per definirsi il quadro dei curatori e degli artisti che con i loro progetti animeranno i Padiglioni nazionali tra i Giardini, l’Arsenale e l’intera Laguna. Giusto per riassumere le ultime novità, di recente vi abbiamo parlato di Anna K.E. e Shu Lea Cheang, artiste che rappresenteranno, rispettivamente, Georgia e Taiwan; della sound performance che Carsten Nicolai, insieme all’artista mongolo E. Jantsankhorol, ha in serbo per il Padiglione della Mongolia; delle caverne psichedeliche che Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter porterà all’interno del Padiglione dell’Islanda; del progetto che Bárbara Wagner e Benjamin de Burca porteranno in Laguna in rappresentanza del Brasile; e poi della cineasta e poetessa Nujoom Alghanem per il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti. Danica Dakić e Roman Stańczak rappresenteranno rispettivamente la Bosnia-Erzegovina e la Polonia, İnci Eviner la Turchia, Naiza Khan il Pakistan, Itziar Okariz e Sergio Prego la Spagna, Kudzanai Violet Hwami, Neville Starling, Georgina Maxim e Cosmas Shiridzinomwa lo Zimbabwe e Dineo Seshee Bopape, Mawande Ka Zenzile e Tracey Rose il Sudafrica.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.