Biennale d’Arte 2019, la psichedelica Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter rappresenterà l’Islanda

Il Padiglione islandese sarà allestito presso un ex magazzino alla Giudecca, e ospiterà al suo interno una caverna di capelli, colori e musica metal. Ecco di che si tratta…

Hrafnhildur Arnardóttir Shoplifter. Photo Magnus Unnar. Courtesy of the artist
Hrafnhildur Arnardóttir Shoplifter. Photo Magnus Unnar. Courtesy of the artist

Chiome di capelli, colori e musica metal saranno i protagonisti del Padiglione Islandese alla 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, che si terrà dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter, artista che rappresenterà l’Islanda in Laguna, porterà all’interno di un ex magazzino alla Giudecca Chromo Sapiens, una grande installazione ambientale in cui lo spazio viene trasformato in una sorta di caverna dove colori, suoni e texture guideranno i visitatori in un viaggio che mira a stimolare e a intensificare i sensi.

NATURA VS CULTURA

Chromo Sapiens vuole evocare il desiderio di tornare alla natura in una cultura moderna che è sopraffatta dall’artificio. Accompagnata da un lavoro sonoro appositamente commissionato alla band metal islandese HAM, l’installazione allude a strutture organiche micro e macroscopiche, mentre il visitatore è avvolto in un’esperienza psichedelica e surreale. “Le grandi installazioni di Shoplifter sono state accolte molto bene dal pubblico e dalla critica per oltre un decennio”, spiega Birta Guðjónsdóttir, curatrice del Padiglione Islandese. “Ha sviluppato modi unici di lavorare con il medium tessile nello spazio, ed è esaltante collaborare con lei mentre intreccia i visitatori del Padiglione Islandese in un’esperienza sensoriale, emotiva ed intellettuale multilivello e multistrato”. L’opera di Shoplifter si colloca nell’ambito delle arti visive, della performance e del design, ed è ancorata al fascino della cultura pop e della produzione di massa, ma anche alla cultura nordica della sua terra, nella sua arte popolare, nell’artigianato e nei tessuti. L’artista esplora l’ossessione della società per la bellezza e il fascino per il grottesco, e il risultato sono installazioni a tratti seducenti ma anche inquietanti.

IL RESTO DELLA BIENNALE

Con l’Islanda continua così a delinearsi il quadro delle partecipazioni nazionali alla prossima Biennale d’Arte di Venezia. Molti paesi hanno già svelato i nomi degli artisti (e in alcuni casi hanno anche dato alcune anticipazioni sui progetti in mostra) che li rappresenteranno alla kermesse.  Il Miracle Workers Collective, crew formata da artisti, registi, scrittori, intellettuali, performer e attivisti, rappresenterà la Finlandia, mentre alla femminista Renate Bertlmann e Laure Prouvost sono stati rispettivamente affidati i Padiglioni dell’Austria e della Francia. Kris Lemsalu, invece, rappresenterà l’Estonia – il cui Padiglione il prossimo anno sarà ospitato in un edificio industriale alla Giudecca, isola che nel 2017 ha già accolto i Padiglioni del Portogallo, del Kenya e dell’Islanda – con Fountain, performance in cui saranno coinvolti musicisti e gli spettatori saranno invitati a partecipare a un “mondo fantasy reale e fiabesco”. Sun and Sea è il titolo del progetto presentato da Nida Art Colony per la Lituania, mentre Charlotte Prodger rappresenterà la Scozia, con un lavoro video che descriverà la sua esperienza di “queer wilderness”. Honk Kong, invece, affiderà il proprio Padiglione all’artista Shirley Tse con un progetto promosso da M+ Museum. La Nuova Zelanda sarà rappresentata a Venezia da Dane Mitchell, gli Stati Uniti dallo scultore Martin Puryear e i Paesi Nordici dal duo dei nabbteeri e da Ane Graff e Ingela Ihrman. Larissa Sansour porterà le sue visioni fantascientifiche all’interno del Padiglione Danese, mentre la Corea sarà rappresentata dal trio di artiste Hwayeon Nam, Siren Eun Young Jung e Jane Jin Kaisen. E, last but not least, Enrico David, Liliana Moro e Chiara Fumai sono gli artisti scelti dal curatore Milovan Farronato per il Padiglione Italiano, per il quale gli addetti ai lavori nostrani nutrono non poca curiosità…

– Desirée Maida

 

www.labiennale.org

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.