La Romania alla Biennale di Venezia 2019 con gli artisti Făinaru, Mihălțianu e Onucsán

La Romania allestirà una doppia mostra tra il proprio Padiglione ai Giardini e a Palazzo Correr, in cui saranno protagoniste le installazioni realizzate dai tre artisti negli ultimi decenni

Biennale di Venezia. ph. Desirée Maida
Biennale di Venezia. ph. Desirée Maida

Si intitola Unfinished Conversations on the Weight of Absence la mostra che gli artisti Belu-Simion Făinaru, Dan Mihălțianu e Miklós Onucsán presenteranno al Padiglione della Romania in occasione della 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019. L’esposizione, curata da Cristian Nae e prodotto da Plan B Foundation and Gallery, sarà allestita in due spazi complementari: il Padiglione della Romania ai Giardini e a Palazzo Correr.

PADIGLIONE ROMANIA ALLA BIENNALE 2019

Unfinished Conversations on the Weight of Absence presenta versioni contemporanee di progetti storici realizzati da Belu-Simion Făinaru, Dan Mihălțianu e Miklós Onucsán negli ultimi 40 anni, rivisitando il concetto di geografia dell’arte costruito secondo categorie nazionali. Includendo il tema della diaspora rumena, la mostra presenta la “mobilità” culturale di queste opere attraverso lo spazio e il tempo: le installazioni proposte, originariamente concepite negli anni ’80 e ’90, nelle loro storie espositive sono state sottoposte a trasformazioni materiali o concettuali, e anche a Venezia acquisteranno un significato diverso o cambieranno la loro struttura formale, diventando così opere d’arte nuove e attuali. Alla Biennale, queste installazioni d’arte contro-monumentali saranno adattate alla scala del Padiglione della Romania, e saranno quindi criticamente ricalibrate come una risposta poetica al crescente appeal politico del nazionalismo e del populismo, provando a mobilitare un’estetica del sublime contro l’abuso dei simboli del potere nella cultura visiva contemporanea.

GLI ALTRI PADIGLIONI NAZIONALI ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2019

Il quadro delle partecipazioni nazionali alla prossima Biennale di Venezia si può considerare ormai quasi delineato, e addirittura abbiamo assistito anche alla defezione del Kazakistan, che ha deciso di annullare la propria partecipazione a causa di tagli di budget (ne abbiamo parlato qui). Negli ultimi giorni vi abbiamo inoltre parlato della mostra che il curatore Milovan Farronato ha ideato per il Padiglione Italiano, con gli artisti Liliana Moro, Chiara Fumai ed Enrico David. Giusto per fare una veloce panoramica, di recente vi abbiamo svelato le prime anticipazioni su  Anna K.E. e Shu Lea Cheang, artiste che rappresenteranno, rispettivamente, Georgia e Taiwan; su Carsten Nicolai, che insieme all’artista mongolo E. Jantsankhorol, animerà il Padiglione della Mongolia; sulle caverne psichedeliche che Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter porterà all’interno del Padiglione dell’Islanda; sul progetto che Bárbara Wagner e Benjamin de Burca porteranno in Laguna in rappresentanza del Brasile. E poi vi abbiamo raccontato della cineasta e poetessa Nujoom Alghanem al Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, di Danica Dakić e Roman Stańczak che rappresenteranno rispettivamente la Bosnia-Erzegovina e la Polonia, İnci Eviner la Turchia, Naiza Khan il Pakistan, Itziar Okariz e Sergio Prego la Spagna, Kudzanai Violet Hwami, Neville Starling, Georgina Maxim e Cosmas Shiridzinomwa lo Zimbabwe, Dineo Seshee Bopape, Mawande Ka Zenzile e Tracey Rose il Sudafrica, Leonor Antunes il Portogallo e Nandalal Bose, Atul Dodiya, GR Iranna, Rummana Hussain, Jitish Kallat, Shakuntala Kulkarni e Ashim Purkayastha l’India.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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