Biennale d’Arte 2019. Per la prima volta a Venezia ci sarà il Pakistan

Per il suo debutto in Laguna, il paese asiatico sarà rappresentato da Naiza Khan, artista che con il proprio lavoro indaga come si stanno evolvendo alcune zone del Pakistan. Raccontandone la vita contemporanea

Padiglione Centrale Giardini Photo by Andrea Avezzu_Courtesy of La Biennale di Venezia
Padiglione Centrale Giardini Photo by Andrea Avezzu_Courtesy of La Biennale di Venezia

Sarà Naiza Khan l’artista che rappresenterà il Pakistan alla prossima Biennale d’Arte di Venezia, in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Per il Pakistan si tratterà della prima partecipazione alla manifestazione lagunare, e il proprio Padiglione sarà ospitato all’interno di Tanarte/Spazio Tana, vicino all’Arsenale.

DA MANORA A VENEZIA

Manora Field Notes è il titolo del progetto che Naiza Khan – artista che vive tra Londra e Karachi e che esamina, attraverso le sue opere pittoriche, come si stanno evolvendo alcune zone del Pakistan – presenterà a Venezia. Si tratta di un lavoro che esplorerà e racconterà al pubblico la vita contemporanea di Manora, località che si trova a sud della città portuale di Karachi. Una sorta di microcosmo attraverso cui riflettere su tematiche più ampie, e sulle problematiche che contraddistinguono tutti i luoghi che fanno parte del “Sud Globale”. “Sono onorata di rappresentare il Pakistan e di condividere questo nuovo corpus di lavoro”, ha dichiarato Naiza Khan, che in precedenza ha già partecipato alle Biennali di Kochi-Muziris, Shanghai e Il Cairo. In particolare, l’artista sottolinea che Manora Field Notes può essere intercalato “all’interno di un dibattito più ampio che colleghi Venezia alle penisole persiano-indiano-arabe attraverso le storie dell’impero e del commercio marittimo”. Il Padiglione del Pakistan, curato da Zahra Khan, è sostenuto dal Consiglio Nazionale delle Arti del Pakistan e dal Ministero dell’Informazione e della Radiodiffusione, ed è organizzato da Foundation Art Divvy.

LE PRIME VOLTE ALLA BIENNALE

Il Pakistan non è il solo paese che quest’anno debutterà a Venezia. Le farà compagnia infatti anche il Madagascar, il cui Padiglione sorgerà all’interno dell’Arsenale, tra i primi Padiglioni nazionali dopo la mostra internazionale curata da Ralph Rugoff. L’artista chiamato a rappresentare il paese africano è Joël Andrianomearisoa (Antananarivo, 1977), la cui pratica si caratterizza per l’utilizzo di differenti media e linguaggi: cucito, design, video, fotografia, scenografia, architettura, installazioni, arti visive. Formatosi in Madagascar, Andrianomearisoa a 20 anni si trasferisce a Parigi per frequentare la Scuola Speciale di Architettura. Appartiene a quella generazione di artisti malgasci contemporanei che, attraverso la loro ricerca, hanno portato l’attenzione internazionale sulla scena artistica del Madagascar; fattore, questo, che ha senza dubbio spinto il Ministero della Cultura del Paese a promuovere il progetto del Padiglione nazionale alla Biennale di Venezia.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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AutoreJoel Andrianomearisoa
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.