Biennale d’Arte di Venezia 2019: il Kazakistan annulla il Padiglione all’ultimo momento

Il motivo della mancata partecipazione del Kazakistan alla prossima Mostra Internazionale d’arte di Venezia sembrerebbe essere di natura economica. I curatori però hanno lamentato anche altro…

Padiglione Centrale Giardini Photo by Andrea Avezzu_Courtesy of La Biennale di Venezia
Padiglione Centrale Giardini Photo by Andrea Avezzu_Courtesy of La Biennale di Venezia

Nonostante negli ultimi mesi non si faccia altro che parlare della 58. Mostra Internazionale di Venezia (in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019), a partire da May You Live in Interesting Times, la mostra curata da Ralph Rugoff, fino agli artisti che rappresenteranno i propri Paesi all’interno dei Padiglioni nazionali – di cui vi abbiamo dato le prime anticipazioni in numerosi articoli –, arrivano anche le prime defezioni, a poco più di un mese dall’inizio della Biennale. Il Padiglione del Kazakistan infatti è stato annullato, e la sua partecipazione è stata cancellata dalla lista dei Paesi partecipanti pubblicato sul sito della Biennale di Venezia. Il motivo? Stando a quanto dichiarato dagli organizzatori, sarebbe di natura economica.

IL PADIGLIONE DEL KAZAKISTAN ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2019

A riportare la notizia della mancata partecipazione del Kazakistan alla prossima Biennale di Venezia è The Art Newspaper: la testata riporta che la cancellazione arriva dopo che i curatori del Padiglione Kazako sono stati informati tramite una nota stampa condivisa su Facebook. L’ente committente ha dichiarato che i “servizi non erano più necessari” a causa di tagli di budget dell’ultimo momento. Uno dei curatori del Padiglione, Nadim Samman, nel 2012 organizzatore della Biennale di Marrakech, ha dichiarato di attendere ancora il pagamento per il lavoro svolto finora da parte dei commissari del Padiglione, ovvero i funzionari del Museo Nazionale del Kazakistan ad Astana. Il Museo recentemente è stato ribattezzato Nursultan in onore del Presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev, dimessosi da pochi giorni dalla sua carica trentennale. Oltre a Samman, la curatela del Padiglione era stata affidata anche al direttore del Museo Nazionale del Kazakistan Roza Abenova che, per seguire il nuovo incarico, si è dimesso dal proprio ruolo presso l’istituzione.

LA CANCELLAZIONE DEL PADIGLIONE DEL KAZAKISTAN

Nonostante i due curatori stessero già lavorando al Padiglione – Samman inoltre dichiara di avere firmato “una versione provvisoria del contratto di lavoro” con il Museo Nazionale –, lo scorso febbraio è emerso che altri personaggi, sconosciuti a Samman, hanno affermato di essere gli organizzatori del Padiglione Kazako a Venezia, creando quindi non poca confusione sui ruoli e le responsabilità. A quel punto Samman, stando sempre alla sua versione dei fatti, avrebbe chiesto delucidazioni al nuovo direttore del Museo Nazionale, Almaz Nurazkhan, non ricevendo però alcuna risposta. “Il progetto è stato censurato? Perché il nuovo direttore del museo ha deciso che artisti, curatori e partner non meritassero la cortesia professionale di sapere se il progetto fosse attivo o meno?”, ha dichiarato Samman. Dal canto suo, Nurazkhan ha risposto che “non è stato firmato alcun accordo vincolante tra il National Museum e Nadim Samman”, e che “la mancanza di finanziamenti e l’inosservanza delle questioni procedurali sono state la causa della mancata partecipazione del Kazakistan alla Biennale”.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.