La residenza papale di Castel Gandolfo era stata aperta a visite museali da Papa Francesco, ora Papa Leone la chiude di nuovo
Da una parte la scelta di Francesco, che nel 2016 rese gli appartamenti privati dei papi in un museo accessibile a tutti, dall’altra il ritorno a una pratica secolare che aveva fatto di Castel Gandolfo il rifugio estivo dei pontefici fin dal Seicento
A partire da luglio 2026 il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo non sarà più visitabile. I biglietti disponibili online si fermano infatti al 30 giugno, mentre nei mesi successivi, proprio nel pieno della stagione turistica, il calendario delle prenotazioni risulta vuoto. Pare dunque che dopo quasi dieci anni da museo aperto al pubblico per volontà di Papa Francesco, Castel Gandolfo si prepara a tornare alla sua esclusiva funzione originaria di residenza estiva del pontefice. E a riabitarlo sarà Papa Leone XIV. Il cambiamento, anticipato da diverse fonti vicine alla Santa Sede, racconta anche il passaggio fra due modi molto diversi di intendere il papato. Da una parte la scelta di Francesco, che nel 2016 rese gli appartamenti privati dei papi in un museo accessibile a tutti, dall’altra il ritorno a una pratica secolare che aveva fatto di Castel Gandolfo il rifugio estivo dei pontefici fin dal Seicento.
La storia di Castel Gandolfo
A circa 25 chilometri da Roma, arroccato sul bordo del Lago di Albano, Castel Gandolfo è da secoli uno dei luoghi più identitari del potere pontificio. Il complesso delle Ville Pontificie è una piccola cittadella extraterritoriale vaticana: comprende il Palazzo Apostolico, Villa Barberini, Villa Cybo, giardini monumentali, serre, vigneti, una fattoria e persino l’Osservatorio Astronomico Vaticano. Prima ancora del papato, il sito era stato acropoli latina e poi parte della grandiosa villa dell’imperatore Domiziano. Fu però nel Seicento che Urbano VIII Barberini affidò a Carlo Maderno il restauro del palazzo, trasformandolo nella residenza estiva ufficiale dei papi. Da allora Castel Gandolfo divenne il luogo della sospensione estiva, il posto dove i pontefici si ritiravano per sfuggire alla calura romana e recuperare una dimensione più privata. Giovanni Paolo II lo chiamava affettuosamente “Vaticano II” e vi fece costruire anche una piscina. Benedetto XVI vi si trasferì il 28 febbraio 2013, poche ore dopo la rinuncia al pontificato. Tra quelle mura morirono Pio XII nel 1958 e Paolo VI nel 1978. Durante la Seconda guerra mondiale, invece, Pio XII aprì il palazzo ai profughi: la camera papale venne trasformata in una sala parto e decine di bambini nati lì furono soprannominati “i figli del Papa”.
La rivoluzione di Papa Francesco: aprire al pubblico Castel Gandolfo
Ma quando Jorge Mario Bergoglio venne eletto nel 2013, la storia di Castel Gandolfo cambiò. Francesco non trascorse mai qui le sue vacanze estive e coerente con lo stile sobrio che aveva già manifestato scegliendo di vivere a Santa Marta anziché nell’Appartamento Apostolico, il pontefice argentino considerava sproporzionato mantenere una residenza di oltre 55 ettari utilizzata solo per poche settimane all’anno. Nel 2016 arrivò così una decisione mai presa prima: aprire al pubblico il Palazzo Apostolico e trasformarlo in museo. Ma non solo. Dal 2021 anche i giardini delle Ville Pontificie divennero accessibili attraverso percorsi ecologici che attraversavano rovine romane, uliveti, serre storiche e vigneti.
Leone XIV e il ritorno del Papa a Castel Gandolfo
Ora però la situazione è già pronta a cambiare. Secondo le informazioni circolate nelle ultime settimane, i lavori di adeguamento degli spazi sono già iniziati da maggio. Non si tratterà di grandi interventi architettonici: il palazzo, dopo anni di utilizzo museale, è considerato in ottime condizioni. Sarà piuttosto una riconversione funzionale, necessaria per restituire abitabilità agli appartamenti pontifici. La scelta sarebbe legata anche a motivi di sicurezza. Finora Leone XIV ha soggiornato a Villa Barberini durante le sue permanenze ai Castelli Romani, ma la struttura – affacciata direttamente sulla strada – presenta limiti logistici e problemi di controllo degli accessi. Il Palazzo Apostolico garantirebbe invece un assetto molto più protetto. Ma il trasferimento racconta anche altro. Castel Gandolfo, per Leone XIV, sembra rappresentare uno spazio di pausa personale e spirituale. Secondo fonti vaticane, il pontefice vi trascorre abitualmente alcuni giorni alla settimana dedicandosi al riposo, allo sport e alla preghiera.
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