L’architettura di Mario Botta tra Sacro e Profano al MAXXI di Roma

Il ciclo di monografiche “Nature” del MAXXI prosegue con l’architetto svizzero: invitato a progettare un’installazione site specific che sintetizzi la propria ricerca progettuale, Botta indaga le dimensioni del sacro e del profano, puntando su una selezione dei suoi lavori

LEOPOLI, Mario Botta, cantiere Chiesa Divina Provvidenza, Leopoli, ottobre 2020
LEOPOLI, Mario Botta, cantiere Chiesa Divina Provvidenza, Leopoli, ottobre 2020

Esiste un dialogo tra Spazio, Materia e Mistero. Su questo si fonda la mostra Sacro e Profano del grande architetto Mario Botta, esposta al MAXXI di Roma dall’8 aprile al 4 settembre 2022. “L’architettura di per sé è sacra perché trasforma una condizione di natura in una condizione di cultura”, ha spiegato. “Da duemila anni si erigono luoghi di culto o di cura per il corpo, come le terme, ma cosa è cambiato? La scommessa più grande e perturbante per un architetto oggi è capire, ad esempio, come si costruisce una chiesa dopo le avanguardie artistiche del XX secolo. Ogni volta bisogna mettersi in discussione”. Micro e macro mondo convergono alla Galleria Gian Ferrari del MAXXI, uno spazio “conclusus” a detta di Giovanna Melandri, ma affollato di testimonianze dei lavori di Botta. Prototipi di vasi in legno di pero, un arazzo; schizzi originali, fotografie e modelli di musei, cattedrali, sinagoghe, padiglioni.

L’ARCHITETTURA DI MARIO BOTTA IN MOSTRA A ROMA

Troviamo il profano nel sacro e del sacro nel profano, le due dimensioni s’intrecciano”, ha spiegato Botta ricordando il suo incontro con Dürrenmatt, l’agnostico che disegnava angeli e apocalissi. L’architetto traccia linee di separazione, ma nella luce, generatrice dello spazio sensibile, tutto si mescola. “Sono amico di Mario da tanti anni, un giorno mi ha portato in elicottero a vedere le sue chiese. Tanti architetti le costruiscono come scatole da scarpe; in lui, invece, ho sempre trovato il senso del sacro, perfino negli edifici civili. Mario ha conservato il sentimento del luogo. È un grande architetto e, nel sacro, unico” ha raccontato Vittorio Sgarbi ad Artribune, dopo che Botta ha condiviso una vicenda straordinaria. A Leopoli c’è il cantiere di una sua chiesa greco-ortodossa, progettata per la compagnia di don Orione, della quale ha parlato in una recente intervista: “Pensavo che si fossero fermati, invece mi hanno mandato i video del cantiere in attività, con i bombardamenti in sottofondo. Non l’ho portata in mostra perché non è finita. I fedeli hanno donato quello che avevano, collane, denti d’oro. Il tesoretto, portato in Italia, è stato fuso e ora è pronto per dorare il lanternino sulla cupola. Una storia incredibile di resistenza e di speranza. Noi abbiamo perso l’umiltà di credere in un’operazione, questa gente invece è andata fino in fondo e di fronte a questo io mi inchino”.

-Francesca de Paolis

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Nome eventoMario Botta - Sacro e profano
Vernissage07/04/2022 ore 18 su invito
Duratadal 07/04/2022 al 04/09/2022
AutoreMario Botta
CuratoriPippo Ciorra, Margherita Guccione
Generearchitettura
Spazio espositivoMAXXI - MUSEO DELLE ARTI DEL XXI SECOLO
IndirizzoVia Guido Reni 4a - Roma - Lazio
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Francesca de Paolis
Francesca de Paolis si è laureata in Filologia Moderna con indirizzo artistico all'Università La Sapienza di Roma, completando il proprio percorso con un CFA all'Istituto Europeo di Design. Collabora da alcuni anni con artisti e gallerie d'arte per la stesura di recensioni, comunicati stampa e fogli di sala. Amante della scrittura, dell'arte e della Neoavanguardia letteraria, sta scrivendo un saggio sui trovatori provenzali con un filologo della Sapienza.