Quando l’architettura del Novecento accompagnava l’arte antica. Riapre l’Ala Scarpa alla Gypsotheca di Canova a Possagno
Tra le testimonianze italiane più significative del dialogo tra architettura e patrimonio artistico, l'Ala Scarpa del museo in provincia di Treviso esce da un grande intervento di restauro
Ala Scarpa, Museo Gypsotheca Antonio Canova, Possagno (TV). Ph credits: Lino Zanesco
La Gypsotheca di Possagno, che custodisce lʼeredità storica e artistica del grande scultore neoclassico Antonio Canova, è l’unico museo a cui abbia mai lavorato il grande architetto Carlo Scarpa (Venezia, 1906 – Sendai, 1978) e al contempo una delle sue opere più compiute. La celebre Ala che prende il suo nome, entrata nei manuali di architettura negli Anni Cinquanta e da allora più volte modificata, è tecnicamente complessa e piuttosto fragile, motivo per cui è diventata negli anni assi bisognosa di un restauro. Oggi una prima, importante parte di questo intervento – realizzato nel corso di un anno dalla Soprintendenza di Belluno, Padova e Treviso in collaborazione con il Comune di Possagno e l’università IUAV, grazie a un finanziamento di 460mila euro del MiC – è stata finalmente portata a termine.
Ala Scarpa, Danzatrice con cembali, Museo Gypsotheca Antonio Canova, Possagno (TV). Ph credits: Lino Zanesco
Un nuovo futuro per la Gypsotheca secondo Moira Mascotto
“La riapertura dell’Ala Scarpa rappresenta un passaggio fondamentale per il Museo Gypsotheca Antonio Canova”, dice ad Artribune la direttriceMoiraMascotto. “È la restituzione alla comunità di un’architettura tanto straordinaria quanto fragile, ma anche l’esito di un lavoro di studio, responsabilità e cura, frutto di un impegno corale e multidisciplinare. In questo spazio, la lezione di Carlo Scarpa continua a dialogare con la grandezza di Canova, rinnovando un rapporto potentissimo tra forma, materia e luce, che rende la Gypsotheca un luogo unico nel panorama museale italiano”.
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Costruita tra il 1955 e il 1957 su commissione della Soprintendenza e inaugurata in occasione del 200° anniversario della nascita di Canova, l’Ala Scarpa ampliò lo spazio espositivo a disposizione del patrimonio canoviano, permettendo quindi di esporre nella città natale dell’artista, in provincia di Treviso, un numero maggiore di modelli in gesso. Quella creata dall’architetto veneziano è una struttura in perfetta armonia con la basilica ottocentesca, cuore originario del museo, ma anche con il paesaggio circostante.
Scarpa progettò una sala quadrata, destinata in origine all’enorme modello per la scultura di Teseo che sconfigge il centauro, aggiungendo poi un corpo trapezoidale con una parete parallela al lato della basilica e quindi creando una sorta di “cannocchiale” che punta verso le Grazie, ai cui piedi pose uno specchio d’acqua. In quest’acqua si riflette la luce convogliata dall’alto e dalle grandi vetrate angolari, aperte sul verde, immergendo le opere ancora di più nell’ambiente naturale circostante. L’intervento di Scarpa cambiò non solo lo spazio ma anche la percezione del museo tutto: un contributo fondamentale, che spiega in parte la devozione del museo nei suoi confronti e l’anno di celebrazioni a lui dedicato inaugurato con una grande mostra (ancora aperta).
Ala Scarpa restaurata, Museo Gypsotheca Antonio Canova, Possagno (TV). Ph credits: Lino Zanesco
L’intervento di restauro dell’Ala Scarpa alla Gypsotheca
Oggetto dell’intervento non è stata l’intera Ala Scarpa della Gypsotheca ma il suo settore più compromesso, proprio quel cannocchiale che è il culmine del percorso e focus percettivo principale verso le Tre Grazie. Sono stati implementati, all’esterno, un’adeguata copertura contro la pioggia, con particolare attenzione al miglioramento dell’attuale sistema di raccolta e deflusso delle acque, e, all’interno, nuovi intonaci coerenti con quelli originari, una pellicola antinfortunistica sulle vetrate e trattamenti antiruggine. In parallelo, una teca delle nove presenti nell’allestimento scarpiano è stata sottoposta a uno smontaggio e rimontaggio controllato, così da elaborare un modello di riferimento per i futuri interventi di restauro dell’intero sistema di strutture espositive dell’ala a scopri di conservazione e messa in sicurezza delle opere. Ponendo le basi per l’estensione dell’intervento all’intero sistema dell’Ala Scarpa nei prossimi anni.
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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…