“Le città sono armi mentali”. A Rotterdam il festival sul futuro urbano

Architetti, urbanisti, ricercatori e amministratori si sono riuniti a Rotterdam per discutere di città, clima, rigenerazione e inclusione sociale. L’incontro celebra i dieci anni di Utopian Hours, il festival di city making e innovazione urbana che approda per la prima volta nella città olandese

Il rapporto tra città e acqua, la resilienza climatica e le emissioni di CO₂, la rigenerazione urbana intesa come processo continuo, lo spazio pubblico e i third places, fino all’inclusione sociale e agli spazi gender-inclusive, insieme al divario tra conoscenza e implementazione nelle politiche urbane: sono alcuni dei temi affrontati da Utopian Hours, il festival internazionale dedicato al city making e all’innovazione urbana ideato e organizzato da Luca Ballarini e Giacomo Biraghi di Stratosferica. Il 28 e 29 maggio 2026 l’evento è approdato a Rotterdam per la prima parte della sua Ten Years Edition. Nato a Torino nel 2016, Utopian Hours è diventato negli anni uno dei principali appuntamenti europei dedicati al futuro delle città, mettendo in dialogo architettura, urbanistica, ambiente, governance, cultura e trasformazioni sociali. Per due giorni il Groot Handelsgebouw, storico edificio simbolo della ricostruzione postbellica della città, ha ospitato conferenze, tavole rotonde e visite urbane aperte a professionisti, studenti, amministratori pubblici e cittadini interessati ai processi di trasformazione urbana.

Utopian Hours
Utopian Hours, Rotterdam

Utopian Hours a Rotterdam: perché la città olandese è stata scelta per il decennale

La scelta di Rotterdam non è stata casuale. Secondo gli organizzatori, è stata la stessa città olandese a intercettare Utopian Hours. Forte di una visione chiara sul proprio posizionamento rispetto ai temi della città e dell’innovazione urbana, Rotterdam ha individuato una serie di eventi di riferimento a livello globale con l’obiettivo di attrarli.
L’incontro tra le due realtà è apparso subito naturale. Rotterdam e Torino condividono infatti una storia di trasformazione post-industriale e una forte propensione alla sperimentazione urbana. “Se ci avessero chiesto in quale città europea avremmo voluto portare il festival, probabilmente avremmo risposto Rotterdam”, raccontano gli organizzatori. “È una città che accetta la sperimentazione come parte del processo: si prova, si sbaglia e si corregge”.
Il decennale è anche l’occasione per guardare al percorso compiuto: in dieci anni Utopian Hours ha ospitato oltre 500 speaker provenienti da tutto il mondo, costruendo una rete internazionale di professionisti, studiosi e innovatori urbani. “Siamo molto orgogliosi del percorso fatto. Oggi Utopian Hours è uno dei festival più autorevoli a livello internazionale nel suo ambito”.

Utopian Hours
Utopian Hours

Speaker internazionali a Utopian Hours: la line-up del best of a Rotterdam

Per questa edizione speciale gli organizzatori hanno scelto una formula che guarda al passato e al futuro insieme: una sorta di “best of” delle edizioni precedenti, come la raccolta dei brani migliori di un musicista. Tra gli ospiti della tappa olandese figurano l’architetto e filmmaker Liam Young, la stratega urbana Majora Carter, Matt Grunbaum di Field Operations, autore di progetti iconici come la High Line di New York, Baharash Bagherian di URB e Philipp Rode di LSE Cities. La selezione riflette la filosofia del festival, da sempre orientata al dialogo tra discipline diverse. “Cerchiamo di mantenere un equilibrio: pochi architetti e urbanisti, ma anche attivisti, imprenditori, developer, funzionari pubblici innovativi, registi, designer e placemaker. È proprio l’incontro tra queste prospettive a costruire la nostra line-up”.

Città, clima e resilienza: i temi centrali del festival a Rotterdam

Se esiste un filo rosso che attraversa questa edizione è quello della sostenibilità ambientale. Rotterdam, città da sempre esposta alle sfide legate all’acqua e all’innalzamento del livello del mare, ha orientato gran parte della riflessione verso la resilienza climatica.
Questa è probabilmente l’edizione in cui abbiamo dato maggiore attenzione alle questioni ambientali”, spiegano gli organizzatori. Verde urbano, gestione delle risorse idriche, adattamento climatico e qualità dello spazio pubblico sono stati alcuni dei temi centrali, insieme alla coesione sociale e all’inclusività dei quartieri. Particolare rilievo hanno avuto anche i tavoli di lavoro dedicati ai professionisti del settore, occasioni di confronto diretto sulle difficoltà concrete dei processi di trasformazione urbana. “Sul palco tutti tendono a raccontare la versione migliore delle cose. Nei tavoli di lavoro emergono invece ostacoli, errori e criticità operative”.

Utopian Hours
Utopian Hours, Rotterdam

Utopian Hours verso Torino: il futuro del festival tra innovazione e città

La tappa di Rotterdam rappresenta soltanto il primo capitolo della Ten Years Edition. Il festival tornerà infatti a Torino il 16 e 17 ottobre 2026 a La Centrale Lavazza per una seconda parte che completerà il percorso di questa edizione speciale e rafforzerà il dialogo internazionale costruito negli anni. “Utopian Hours continuerà a spingersi oltre, superando nuovi confini”, raccontano gli organizzatori. “Non ci fermeremo finché la costruzione e la trasformazione delle città non saranno al centro dell’agenda globale, generando cambiamenti positivi per l’umanità e per il pianeta. A ottobre, Torino ospiterà le idee più radicali del mondo perché, oggi più che mai, le città sono armi mentali”. La direzione appare sempre più chiara: integrare sostenibilità ambientale, inclusione sociale e qualità della vita nelle strategie di sviluppo urbano. Una sfida che il festival continuerà a raccontare, a partire da Torino, anche nei prossimi dieci anni.

Carolina Chiatto

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Carolina Chiatto

Carolina Chiatto

Cresciuta in provincia di Potenza, si laurea in Scienze dell’Architettura presso l’università di Roma Tre. Dopo aver vinto una borsa di studio con l’università di Cagliari per partecipare a un corso di formazione per giovani imprenditori, si appassiona al mondo…

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