Quest’anno per Art Basel la piazza di fronte alla fiera di Basilea diventerà una foresta
In occasione dell’edizione 2026, dal 15 al 21 giugno, la fiera di Basilea accoglierà l’installazione paesaggistica “The Living Fragment” nell’area del Rundhof. Uno spazio di ristoro, tra gli alberi salvati dall’abbattimento, per raccontare la missione pluridecennale di Enzo Enea
Ormai da sette edizioni, l’architetto paesaggista svizzero Enzo Enea – ideatore di un ambizioso parco-museo degli alberi alle porte di Zurigo, fondato nel 2010 – collabora con Art Basel per allestire l’area lounge della fiera nella città dove tutto ha avuto origine, a Basilea, in occasione dell’annuale appuntamento di fine primavera.
Il Museo degli Alberi di Enzo Enea ad Art Basel 2026
Quest’anno, per l’edizione in programma dal 15 al 21 giugno, Enea trasformerà il Rundhof di Art Basel in un ambiente naturale immersivo, con un’installazione che si ispira proprio all’Enea Baummuseum di Zurigo. The Living Fragment, come si chiama il progetto, porterà a Basilea un frammento del museo a cielo aperto nato in località Rapperswil-Jona dalla convinzione che la natura meriti la stessa contemplazione che riserviamo all’arte, in cui alberi salvati coesistono con opere di artisti come John Giorno, Sylvie Fleury, Jaume Plensa e altri.
Lo spazio di ristoro ad Art Basel tra gli alberi salvati dall’abbattimento
A Basilea, l’installazione sarà accessibile dal 18 al 21 giugno (e già il 16 e 17, per gli accreditati alla vip preview). L’obiettivo è quello di offrire un’oasi verde per il relax e la quiete nei giorni frenetici di Art Basel, con sedute in legno per trovare ristoro in un paesaggio “architettato” a partire da una visione curatoriale.
Provenienti da Europa, Nord America, Caucaso e Asia orientale, gli alberi selezionati per l’installazione rappresentano un atlante vivente del mondo naturale, incarnando la biodiversità al centro della pratica di Enea. Questi elementi interagiscono per formare un paesaggio composto, che nel caso dell’installazione non vede la presenza di opere d’arte, ma solo di sedute in legno intagliate a mano e trattate con la tradizionale tecnica giapponese Yakisugi.
La missione di Enzo Enea, architetto paesaggista della biodiversità
Enzo Enea – che nel 1993 ha fondato lo studio Enea Landscape Architecture, impegnato nella progettazione di paesaggi sostenibili che influenzino positivamente i microclimi locali, mitigando gli effetti del cambiamento climatico – ripropone così a Basilea la missione che è all’origine del suo museo naturale. Da oltre 25 anni, l’architetto svizzero salva alberi da cantieri edili e aree urbanizzate, permettendogli di continuare a vivere nel parco affacciato sul Lago di Zurigo, come opere d’arte naturali, poste sullo stesso piano delle sculture in un paesaggio contemplativo. “Gli alberi sono sculture viventi plasmate dal tempo, dal clima e dalla cura umana. Collocarli accanto all’arte mi sembra del tutto naturale“, sostiene Enea.
La sinergia con Art Basel si approfondisce, dunque, di una nuova esperienza, dopo i progetti sviluppati negli scorsi anni, dal giardino climatico Climate Nomads del 2024 al Rinascimento vegetale del 2025, quando Enea puntò a evocare l’abbondanza di meleti che fino alla prima metà del Novecento aveva plasmato il paesaggio dell’Altipiano svizzero, prima della distruzione sistematica di 11 milioni di alberi da frutto da parte del governo per cercare di arginare il consumo di alcol a livello nazionale. In precedenza era stata la volta dell’Isola degli alberi (2022) e della Treetopia (2023), per immaginare la foresta del futuro.
Livia Montagnoli
The Living Fragments: Enea Tree Museum at Art Basel // dal 18 al 21 giugno 2026
Messe Basel
Messeplatz 10, Basilea
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