Meglio spendere in musei e cultura che in beni di lusso. La fotografia degli italiani nell’ultima ricerca del Censis
“Musei di vetro” è il nuovo rapporto del Censis che fotografa ciò che gli italiani pensano dei luoghi delle cultura, come ne fruiscono e cosa chiedono per migliorare l’esperienza. Il prezzo del biglietto è la prima barriera di accesso
Si fa un gran parlare di come i luoghi della cultura dovrebbero essere, innanzitutto, presidio sociale. Spazio di partecipazione, benessere collettivo e individuale (e ora l’Arte come cura è ufficialmente riconosciuta dallo Stato italiano), terreno di confronto e dialogo tra persone e con i territori. E in questa direzione si orienta la disciplina museologica moderna.
Musei di Vetro: la fotografia del Censis sul rapporto degli italiani con i luoghi della cultura
Ma gli italiani che rapporto hanno con i luoghi della cultura? Il nuovo rapporto del Censis, Musei di Vetro, aiuta a fare il punto della situazione, fotografando la fase di transizione del sistema museale nazionale per affiancare alla missione consolidata di conservazione e trasmissione del patrimonio la funzione sociale più ampia che gli è richiesta.
La cultura come valore per crescere e trovare lavoro
A incoraggiare questo impegno arriva un dato indubbiamente positivo: per l’89% degli italiani spendere per esperienze culturali è più importante che acquistare beni di lusso. Questo perché per l’86,7% di loro, accrescere il proprio livello culturale può aumentare le opportunità di lavoro. E l’83,5% lo reputa determinante per costruire la propria identità: vivere esperienze culturali definisce lo status sociale almeno quanto i parametri reddituali.
Quale dev’essere il ruolo di musei e luoghi della cultura?
Rispetto alla domanda sul ruolo dei luoghi della cultura, però, la maggioranza degli intervistati è ancorata al modello storicamente consolidato: il 43% degli italiani indica come missione principale dei musei la conservazione del patrimonio artistico e la sua tutela. Quasi il 35% ne riconoscono, invece, soprattutto il ruolo educativo e di trasmissione della conoscenza. Segue chi indica l’esigenza di trovarvi un’esperienza piacevole da fruire nel tempo libero (15,3%). Soltanto il 5,2% ritiene che i musei debbano favorire inclusione, benessere e socialità all’interno delle comunità.
Il prezzo del biglietto troppo elevato è un ostacolo alla fruizione dei musei
Il prezzo resta il discrimine principale nell’influenzare la frequenza di visita, confermandosi la prima barriera d’accesso. Tra il 2004 e il 2024, mentre la spesa complessiva delle famiglie per la cultura è diminuita del 33,9%, la spesa per le esperienze culturali (andare al cinema, a teatro, ai concerti, visitare mostre e musei) è aumentata del 36,0%, superando 1,3 miliardi di euro. Ma il 47% degli italiani si fa scoraggiare dai prezzi dei biglietti troppo elevati, mentre il 28,6% di chi non frequenta musei attribuisce la colpa alla mancanza di tempo. Tra i motivi di distacco anche la scarsa comprensione dei contenuti delle esposizioni (per il 17,8% degli intervistati). Non a caso, le visite guidate si confermano tre le alternative opzionali più apprezzate, mentre è ancora timido l’apprezzamento per gli strumenti esperienziali immersivi.
A mettere tutti d’accordo è la richiesta di prezzi calmierati, se non addirittura della gratuità: il 44% degli italiani indica l’ingresso libero tra le condizioni che migliorerebbero sensibilmente l’offerta dei luoghi della cultura.
In conclusione, il rapporto dedica un focus ai musei d’impresa, riscontrando un apprezzamento crescente. Il 32% degli italiani ne ha già visitato uno e il 50% non lo ha mai fatto ma è interessato a farlo (i più curiosi sono gli adulti tra i 35 e i 64 anni. L’87,4% identifica nei musei d’impresa uno strumento al servizio della salvaguardia della memoria e dell’identità di un territorio. L’85% ritiene che possano valorizzare efficacemente il made in Italy e il saper fare italiano.
Livia Montagnoli
Consulta il rapporto Musei di Vetro
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