La nuova Ferrari Luce fa discutere mezzo mondo per la sua estetica. Chi sono i designer che l’hanno concepita?

Dietro il progetto che ha disegnato la prima vettura elettrica del Cavallino c’è LoveFrom il collettivo creativo fondato da Jony Ive e Marc Newson (che già lavora con brand come Moncler, Christie’s, OpenAI), due figure che negli ultimi trent’anni hanno ridefinito il rapporto tra tecnologia e lusso

È appena stata presentata la nuova Ferrari Luce, il primo modello completamente elettrico del Cavallino Rampante. Tuttavia l’evento sta dividendo appassionati, investitori e addetti ai lavori. A infiammare il dibattito, infatti, è il linguaggio visivo della vettura. Per molti, la Luce sembra “troppo Apple”. Per altri “sembra una BYD”, o addirittura “sarebbe perfetta se fosse un mouse”. Un’accusa che, in realtà, ha le sue ragioni. Dietro il progetto c’è infatti LoveFrom il collettivo creativo fondato da Jony Ive e Marc Newson (che già lavora con brand come Moncler, Christie’s e OpenAI), due figure che negli ultimi trent’anni hanno ridefinito il rapporto tra tecnologia e lusso. Designer britannico nato a Londra nel 1967, Sir Jonathan Paul Ive è stato il principale interprete formale della rivoluzione Apple: dall’iMac colorato degli Anni Novanta fino all’iPhone, passando per iPod, iPad e Apple Watch. Steve Jobs lo considerava il proprio alter ego creativo, l’uomo capace di dare corpo alle intuizioni dell’azienda di Cupertino. E oggi, è stato voluto fortemente da John Elkann.

Chi sono i designer dietro la nuova Ferrari Luce

La Ferrari Luce (“la prima Ferrari brutta della storia”, a detta di alcuni detrattori che imperversano sui social) nasce così dall’incontro tra il Ferrari Design Studio diretto da Flavio Manzoni e l’approccio interdisciplinare del gruppo LoveFrom. Il risultato è un’auto che abbandona parte dell’aggressività scultorea tipica del marchio per avvicinarsi a un’estetica decisamente più domestica. Linee pulite, superfici continue, materiali trasparenti, integrazione invisibile delle interfacce: tutto sembra voler ridurre il rumore visivo per lasciare spazio a un’esperienza silenziosa. Ma i clienti Ferrari vogliono davvero questo in cambio di 550mila euro a esemplare? Vedremo.

Com’è la nuova Ferrari Luce

Il riferimento culturale più evidente è quello a Dieter Rams, storico designer Braun e teorico del “less but better”. Come Rams, Ive lavora sottraendo, in levare. Ogni elemento della Ferrari Luce sembra progettato per eliminare il superfluo, ma senza rinunciare al carattere simbolico dell’oggetto. Gli interni, dominati da vetro, acciaio e superfici aptiche, evocano immediatamente il lessico Apple: il display centrale diventa una lastra continua mentre i comandi fisici si dissolvono in feedback tattili e vibrazioni impercettibili.

La posizione di Luca Cordero di Montezemolo e il calo in borsa di Ferrari

L’idea di Ive è che il digitale non sostituisca l’analogico ma lo inglobi. Le lancette tradizionali convivono con sovrapposizioni virtuali, i materiali industriali acquisiscono una qualità quasi sensoriale e l’abitacolo assume il tono di uno spazio immersivo. Non sorprende, allora, che le reazioni siano state polarizzate. Luca Cordero di Montezemolo, storico presidente Ferrari dal 1991 al 2014, ha commentato con durezza il progetto, arrivando a evocare il rischio di “distruggere un mito”. Un’affermazione pesante, soprattutto perché pronunciata da chi ha guidato il marchio durante una delle sue stagioni più gloriose. Dietro le sue parole si legge però qualcosa di più profondo di una semplice critica estetica: la paura che Ferrari, nel passaggio all’elettrico, perda quella componente viscerale e meccanica che ne ha costruito la leggenda. E anche il mercato sembra aver accusato. Dopo la presentazione della Luce, il titolo Ferrari ha registrato un forte calo in borsa (ben cinque miliardi, il valore di novemila Ferrari Luce), segnale di quanto il cambiamento venga percepito come rischioso. Per molti appassionati, la nuova vettura appare troppo distante dall’immaginario tradizionale del Cavallino più per colpa del design della carrozzeria che per colpa del motore elettrico.

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Redazione

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