Swinguerra: danza e denuncia sociale al Padiglione del Brasile alla Biennale di Venezia 2019

Bárbara Wagner e Benjamin de Burca portano in Laguna una videoinstallazione che racconta i fenomeni sociali e culturali che interessano la città di Recife in Brasile

Facade Central Pavilion - Photo by Italo Rondinella - Courtesy of La Biennale di Venezia
Facade Central Pavilion - Photo by Italo Rondinella - Courtesy of La Biennale di Venezia

Si intitola Swinguerra il progetto che gli artisti Bárbara Wagner e Benjamin de Burca presenteranno all’interno del Padiglione del Brasile in occasione della 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, in programma dall’11 maggio fino al 24 novembre 2019. In linea con la mostra principale curata da Ralph Rugoff, May You Live in Interesting Times, che allude alla condizione di incertezza, crisi e disordini che contraddistinguono il mondo contemporaneo, il lavoro di Wagner e de Burca si collega al tema generale della Biennale in termini di impegno con la realtà complessa e talvolta conflittuale del Brasile.

IL PADIGLIONE DEL BRASILE ALLA BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA 2019

Bárbara Wagner e Benjamin de Burca vivono a Recife, dove lavorano come duo artistico dal 2011. La loro ricerca si concentra sugli aspetti della cultura popolare brasiliana, in particolare quelli dello stato di Pernambuco. Nelle loro opere, infatti, i due artisti spaziano dai temi legati alla religione evangelica alla musica rap e brega, viste come manifestazioni che rappresentano la diversità culturale del paese. Mantenendo uno sguardo lucido sulla realtà, Wagner e de Burca evitano scontate dicotomie e relativizzano i confini tra cultura erudita e popolare e linguaggi artistici e giornalistici. Swinguerra consisterà in una installazione video a due canali che proietterà il film che i due artisti hanno realizzato appositamente per la Biennale, oltre a una serie di ritratti dei partecipanti al video. Il titolo del progetto allude alla Swingueira, un tipo di ballo che è diventato un fenomeno culturale nella città di Recife. “Swinguerra presenta un panorama profondo ed empatico della cultura brasiliana contemporanea, in un momento di forte tensione politica e sociale”, dichiara il curatore del Padiglione del Brasile Gabriel Pérez-Barreiro, “i corpi prevalentemente neri sullo schermo (molti dei quali di genere non-binario) sono in molti modi al centro delle dispute contemporanee sulla visibilità, i diritti legali e l’autorappresentazione”. Come negli altri film del duo, le questioni di genere, razza, potere e classe vengono affrontate in modo complesso, dando vita a un documentario musicale che affronta temi sociali e fenomeni.

GLI ALTRI PADIGLIONI ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2019

Il quadro delle partecipazioni nazionali alla prossima Biennale di Venezia si può considerare ormai quasi delineato, e addirittura abbiamo assistito anche alla defezione del Kazakistan, che ha deciso di annullare la propria partecipazione a causa di tagli di budget (ne abbiamo parlato qui). Poco tempo fa vi abbiamo inoltre parlato della mostra che il curatore Milovan Farronato ha ideato per il Padiglione Italiano, con gli artisti Liliana Moro, Chiara Fumai ed Enrico David. Giusto per fare una veloce panoramica, di recente vi abbiamo svelato le prime anticipazioni sulla cineasta e poetessa Nujoom Alghanem al Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, su Danica Dakić e Roman Stańczak che rappresenteranno rispettivamente la Bosnia-Erzegovina e la Polonia, İnci Eviner la Turchia, Naiza Khan il Pakistan, Itziar Okariz e Sergio Prego la Spagna, Kudzanai Violet Hwami, Neville Starling, Georgina Maxim e Cosmas Shiridzinomwa lo Zimbabwe, Dineo Seshee Bopape, Mawande Ka Zenzile e Tracey Rose il Sudafrica, Leonor Antunes il Portogallo, Nandalal Bose, Atul Dodiya, GR Iranna, Rummana Hussain, Jitish Kallat, Shakuntala Kulkarni e Ashim Purkayastha l’India e Belu-Simion Făinaru, Dan Mihălțianu e Miklós Onucsán la Romania.

– Desirée Maida

Venezia // dall’11 maggio al 24 novembre 2019
58. Mostra Internazionale d’Arte
Padiglione Brasile
Giardini
www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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