May You Live in Interesting Times. Presentata a Venezia la Biennale Arte 2019

Il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta e il curatore Ralph Rugoff hanno dato ufficialmente il via al countdown verso la kermesse lagunare. Annunciando il tema e gli obiettivi della 58esima Esposizione Internazionale d’Arte.

Ralph Rugoff e Paolo Baratta. Photo by Andrea Avezzù. Courtesy La Biennale di Venezia
Ralph Rugoff e Paolo Baratta. Photo by Andrea Avezzù. Courtesy La Biennale di Venezia

In un’epoca nella quale la diffusione digitale di fake news e di ‘fatti alternativi’ mina il dibattito politico e la fiducia su cui questo si fonda, vale la pena soffermarsi, se possibile, per rimettere in discussione i nostri punti di riferimento”. Con questa dichiarazione Ralph Rugoff ha accompagnato l’annuncio delle linee guida attorno a cui sarà costruita la sua Biennale, in programma a Venezia dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Sebbene tenga a precisare che la rassegna non avrà “un tema di per sé”, il curatore newyorkese guarda all’attualità e alla funzione sociale dell’arte in un clima, come quello contemporaneo, dominato dall’incertezza.

TEMPI INTERESSANTI

Sotto il titolo di May You Live in Interesting Times, la Biennale diretta da Rugoff prende le mosse da un antico detto cinese, invocato dal parlamentare britannico Sir Austen Chamberlain negli Anni Trenta del secolo scorso, e giocato sul sempre labile confine tra invenzione e realtà. Non è casuale, dunque, la scelta di racchiudere in quei “tempi interessanti” il fil rouge di una Biennale radicata nell’oggi, dove gli artisti hanno il compito di mettere in discussione “le categorie di pensiero esistenti”, combinando contraddizioni e aspetti in apparenza incompatibili al fine di generare nuovi punti di vista sul presente e scongiurando i limiti di convinzioni granitiche.

CONVERSAZIONE E APERTURA

Pur sottolineando che “l’arte non esercita le sue forze nell’ambito della politica”, Rugoff vede nella creatività un mezzo per interrogarci su “come definiamo i nostri confini culturali”, nell’ottica di un’apertura verso ciò di cui non si è a conoscenza, senza dimenticare una imprescindibile dimensione ludica, “perché è quando giochiamo che siamo più compiutamente ‘umani’”. In tal senso, la partecipazione del pubblico sarà una componente chiave della Biennale 2019, che baserà la sua struttura sull’idea di conversazione ‒ “prima fra l’artista e l’opera d’arte, poi fra l’opera d’arte e il pubblico, e poi fra pubblici diversi”. È dello stesso avviso anche il presidente Paolo Baratta che, ricordando l’idea di apertura suggerita da Szeemann nella Biennale del 1999, mette in luce la salutare necessità di un confronto tra lo spettatore e l’opera d’arte: “L’istituzione, i luoghi, le opere convocate dal curatore, la loro dislocazione nello spazio, il clima che l’istituzione sa creare, tutto deve concorrere a costruire condizioni favorevoli perché il visitatore si senta ingaggiato di fronte alla singola opera che incontra, quasi fosse su una pedana per un incontro di scherma”.

‒ Arianna Testino

www.labiennale.org

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AutoriRalph Rugoff, Paolo Baratta
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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.