Biennale d’Arte di Venezia 2019, l’artista Marco Godinho rappresenterà il Lussemburgo

In occasione della prossima Biennale, il Granducato lascia Ca’ del Duca per fare il suo ingresso all’Arsenale, al primo piano della Sala d’Armi. A rappresentare il Lussemburgo è Marco Godinho, con una mostra che riflette sul fenomeno delle migrazioni nel Mediterraneo

Biennale di Venezia. ph. Desirée Maida
Biennale di Venezia. ph. Desirée Maida

Si intitola Written by Water il progetto che l’artista Marco Godinho presenterà al Padiglione del Lussemburgo in occasione della 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, in programma dall’11 maggio al 14 novembre 2019. L’esposizione segnerà inoltre un momento importante nella storia delle partecipazioni del Granducato alla Biennale: per la prima volta, il Padiglione del Lussemburgo occuperà uno spazio espositivo all’Arsenale, per la precisione al primo piano della Sala d’Armi. Il Lussemburgo lascia dunque Ca’ del Duca, dimora privata nel cuore di Venezia che dal 1999 ha ospitato le mostre lussemburghesi.

IL PROGETTO DI MARCO GODINHO PER IL PADIGLIONE DEL LUSSEMBURGO

Lussemburghese di origine portoghese, Marco Godinho ha scelto di raccontare, per rappresentare il proprio Paese a Venezia, il rapporto che l’essere umano ha con il mare, quest’ultimo inteso non solo come fonte di ispirazione artistica e letteraria, ma anche come “territorio” dalla sempre più crescente importanza geopolitica (soprattutto in area mediterranea per il fenomeno delle migrazioni). “Written by Water vuole essere un’odissea al contrario delle recenti migrazioni, da Nord verso Sud”, si legge nella nota stampa ufficiale del Padiglione del Lussemburgo. “Marco Godinho ritorna verso il Mediterraneo, culla della nostra società contemporanea e degli antichi racconti per i quali questo mare è stato uno scenario e che, ancora oggi, appartengono alla nostra memoria collettiva. Con la sua installazione per il Padiglione del Lussemburgo, Marco Godinho dipinge un paesaggio organico che obbedisce a una sua temporalità. Il mare diventa quel mondo in movimento perpetuo nel quale l’immaginario e i pensieri ad esso collegati sono altrettante variabili nomadi – prive di riferimenti – che permettono a ognuno di proiettarvi la propria storia, partendo da elementi che l’artista mette in relazione”.

LA BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA 2019

Mancano meno di due mesi alla prossima Biennale d’Arte di Venezia, e il quadro delle partecipazioni nazionali è ormai quasi delineato. Negli ultimi giorni vi abbiamo parlato della mostra che il curatore Milovan Farronato ha ideato per il Padiglione Italiano, con gli artisti Liliana Moro, Chiara Fumai ed Enrico David; mentre il Kazakistan ha deciso di annullare la propria partecipazione a causa di tagli di budget (ne abbiamo parlato qui). Giusto per fare una veloce panoramica, di recente vi abbiamo svelato le prime anticipazioni su  Anna K.E. e Shu Lea Cheang, artiste che rappresenteranno, rispettivamente, Georgia e Taiwan; su Carsten Nicolai, che insieme all’artista mongolo E. Jantsankhorol, animerà il Padiglione della Mongolia; sulle caverne psichedeliche che Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter porterà all’interno del Padiglione dell’Islanda; sul progetto che Bárbara Wagner e Benjamin de Burca porteranno in Laguna in rappresentanza del Brasile. E poi vi abbiamo raccontato della cineasta e poetessa Nujoom Alghanem al Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, di Danica Dakić e Roman Stańczak che rappresenteranno rispettivamente la Bosnia-Erzegovina e la Polonia, İnci Eviner la Turchia, Naiza Khan il Pakistan, Itziar Okariz e Sergio Prego la Spagna, Kudzanai Violet Hwami, Neville Starling, Georgina Maxim e Cosmas Shiridzinomwa lo Zimbabwe, Dineo Seshee Bopape, Mawande Ka Zenzile e Tracey Rose il Sudafrica, Leonor Antunes il Portogallo e Nandalal Bose, Atul Dodiya, GR Iranna, Rummana Hussain, Jitish Kallat, Shakuntala Kulkarni e Ashim Purkayastha l’India.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.