Tutti a casa per il Coronavirus. 8 musei e collezioni d’arte internazionali da visitare sul web

Vi consigliamo 8 siti in cui scoprire collezioni e opere di artisti e musei di tutto il mondo. Con uno sguardo anche alla street art

Non pensiate che lo stare a casa in queste settimane possa precludervi la possibilità di fruire della bellezza dell’arte: per fortuna, la tecnologia ci viene incontro, permettendoci di girare e scoprire, anche se virtualmente, collezioni museali e cataloghi ragionati dei massimi artisti della storia. Qualche esempio? Louis Bourgeois, Leonardo da Vinci, Jan Van Eyck, Edgar Degas, Salvador Dalí e Sol LeWitt, di cui potrete spulciare ogni singola opera. Buona visita!

– Desirée Maida 

1. LE STAMPE DI LOUIS BOURGEOIS DEL MOMA

Louise Bourgeois at the printing press in the lower level of her home_studio on 20th Street, New York, 1995. © Mathias Johansson

Dopo otto anni di lavoro, nel 2019 è stato completato il sito web dedicato a Louis Bourgeois (1911–2010), catalogo ragionato online che comprende tutti i lavori a stampa dell’artista francese, scomparsa a New York nel 2010. Come raccontato da Valentina Tanni in questo articolo, il MoMA di New York, che ha firmato il progetto, aveva rilasciato negli anni precedenti alla conclusione del sito diverse versioni intermedie dello stesso, annunciandone il completamento lo scorso anno, con ben 5.410 fogli. Louise Bourgeois: The Complete Prints & Books è il titolo del catalogo online, un’occasione per scoprire anche il rapporto che lega l’artista al museo newyorchese: Alfred H. Barr, fondatore e primo direttore nel MoMA, nel 1947 acquistò il libro di incisioni He Disappeared into Complete Silence, e quattro anni dopo la scultura Sleeping Figure. Nel 1982 si è poi tenuta la prima retrospettiva di scultura di Bourgeois al MoMA, organizzata da Deborah Wye, la stessa curatrice che avrebbe poi guidato il progetto di digitalizzazione e catalogazione delle opere a stampa. Nel 1990 l’artista donò al museo una parte del suo archivio, con la promessa di ampliarlo negli anni successivi, e nel 1994 questi lavori furono mostrati al pubblico. 

www.moma.org/bourgeoisprints 

2. LA STREET ART DI CHICAGO

Graffiti along the Bloomingdale trail, Chicago 2015 foto di Victor Grigas Fonte Wikipedia

“La Città di Chicago celebra la lunga e ricca tradizione di murali e street art, e riconosce l’enorme contributo che queste opere apportano alla vitalità artistica e alla vivacità culturale della città. Il ‘Mural Registry’ è stato istituito per proteggere, preservare e celebrare i murali come importanti risorse pubbliche. Il ‘Mural Registry’ è gestito dal Dipartimento per gli Affari Culturali e gli Eventi Speciali”. Si legge così nell’incipit del documento intitolato Mural Registry Requirements pubblicato sul sito web del Municipio di Chicago e dedicato alle opere di street art presenti in città. Il Department of Cultural Affairs and Special Events lo scorso hanno ha lanciato l’iniziativa Mural Registry, un registro/database/archivio consultabile online che ha come scopo quello di raccogliere e documentare murali e graffiti realizzati sulle pareti pubbliche e private di Chicago, purché queste opere rispondano a determinati requisiti. Scopo del progetto infatti è fare una mappatura delle opere di street art presenti a Chicago, ma anche e soprattutto di preservarle da rimozioni più o meno accidentali. Lo scorso anno, in vista di una possibile apertura di un secondo quartier generale di Amazon proprio a Chicago, la città aveva provveduto a rimuovere molti murali e graffiti situati nelle vicinanze di siti da proporre al colosso del web, distruggendo, tra tutti, anche un murale realizzato dallo street artist francese Blek le Rat, commissionato da Cards Against Humanity per l’edificio della propria compagnia. Episodio, questo, che ha evidentemente sollevato non poche riflessioni circa le metodologie di tutela e salvaguardia della street art da parte delle pubbliche amministrazioni, portando così la Città di Chicago a istituire il Mural Registry.

www.chicago.gov/city/en/depts/dca/supp_info/mural_registry.html

3. I TACCUINI DI LEONARDO DA VINCI DEL VICTORIA & ALBERT MUSEUM

Leonardo da vinci, taccuino forster III, 1490 ca.

Sul sito web del Victoria & Albert Museum potrete deliziarvi con la sezione dedicata ai celebri taccuini di Leonardo da Vinci donati nel 1876 al museo londinese dal critico letterario John Forster. Come scrive Valentina Poli in questo articolo, esistono tre diversi volumi che raccolgono i pensieri e i progetti dell’artista, scritti e disegnati tra il 1480 fino al 1505 durante gli anni milanesi alla corte del Duca Ludovico Sforza. Le pagine presentano progetti di ingegneria idraulica con disegni di strumenti per scavare canali e studi di geometria dei solidi. Il museo ha avviato il progetto di digitalizzazione dei taccuini per preservarne le pagine dall’usura e per rendere i volumi accessibili a studiosi, curiosi e appassionati. 

www.vam.ac.uk/articles/explore-leonardo-da-vinci-codex-forster

4. I CAPOLAVORI DI JAN VAN EYCK VISTI DA VICINO

Closer to van Eyck

VERONA (Van Eyck Research in OpeN Access) è il titolo del progetto del Royal Institute for Cultural Heritage che permette gratuitamente a tutti gli utenti di Internet di osservare i capolavori del maestro fiammingo ad altissima risoluzione. Il progetto VERONA ha lanciato così un nuovo capitolo nella ricerca di dipinti di van Eyck e del suo atelier, grazie all’osservazione ravvicinata delle opere che ne hanno permesso nuovi spunti di studio e di ricerca. I dipinti sono stati fotografati usando la macrofotografia (con luce normale, luce radente, luce infrarossa e fluorescenza UV) e, in alcuni casi, anche la fotografia a raggi X e la scansione macro-XRF. Tra i capolavori adesso fruibili online su Closer to Van Eyck è il celeberrimo Libro d’ore di Torino – Milano miniato da van Eyck: i fogli della Biblioteca dell’Università Nazionale di Torino, che furono parzialmente bruciati nel 1904, possono ora essere visualizzati a colori per la prima volta. Tutte le opere digitalizzate sul sito, inoltre, saranno protagoniste il prossimo autunno di Facing Van Eyck. The Miracle of the Detail, mostra interattiva al BOZAR – Center for Fine Arts a Brussels.

http://closertovaneyck.kikirpa.be/ 

5. IL CATALOGO RAGIONATO DI EDGAR EDGAS

Edgar Degas, Absinthe, 1875-76 – Paris, Musée d’Orsay

Da marzo 2018 è online il catalogo ragionato di Edgar Degas, ad opera di Michel Schulman, cavaliere francese di Arte e Lettere di cui due anni è stata pubblicata la prima parte del catalogo, mentre entro la fine del 2020 è prevista la messa online dell’opera omnia del pittore e scultore francese. Prima di lui, si erano cimentati nell’impresa Paul-André Lemoisne, che nel 1946 aveva classificato 1450 opere dell’artista tra dipinti, pastelli e alcuni disegni a matita; nel 1984 è poi arrivato il supplemento di Théodore Reff con 150 opere. Le opere fruibili sul sito sono principalmente dipinti e pastelli accompagnati da una scheda tecnica che include titolo, data, dimensioni e localizzazione, insieme alle sezioni mostre e bibliografia.

www.degas-catalogue.com

6. L’OPERA OMNIA DI SALVADOR DALÍ

Salvador Dalì

La Fundació Gala-Salvador Dalí ha impiegato ben 17 anni per redigere il catalogo ragionato di Salvador Dalí, tra i massimi esponenti del Surrealismo. Il progetto ha avuto inizio nel 2004, frutto della collaborazione di équipe diverse – sotto la direzione di Montse Aguer, direttore del Dalí Museums e del Centre for Dalinian Studies (CED), con la consulenza di Antoni Pitxot, direttore del Dalí Museums fino al 2015 – che si sono divise il lavoro in base ai periodi della produzione del pittore. La prima sezione comprende le opere fino al 1929, la seconda dal 1930 al 1939, la terza dal 1940 al 1951, la quarta fino al 1964 e la quinta fino al 1983. La parte più corposa del catalogo è stata lanciata nel 2004, anno che corrisponde al centenario dalla nascita dell’artista di Figueres, per poi essere ampliata e completata nel 2017. Coinvolte, nel progetto, molte istituzioni culturali internazionali: il Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía (Madrid), il Centre Pompidou di Parigi, il Museum Boijmans van Beuningen a Rotterdam e le case d’asta Sotheby’s, Christie’s e Bonhams. 

7. TUTTE LE OPERE DI SOL LEWITT

Sol Lewitt fonte Wikipedia

Iniziato nel 2006 in collaborazione con l’artista, e proseguito poi con i suoi eredi, il catalogo ragionato di Sol LeWitt ha richiesto dodici anni di lavoro. Ad annunciare la pubblicazione dell’opera omnia dei celebri Wall Drawing realizzati dall’artista è stata, nel 2018, la casa editrice Artifex Press. “Un’impresa epocale”, dichiarava a The Art Newspaper l’editore del catalogo Lindsay Aveilhé, ci sono voluti tantissimi anni, ma siamo riusciti addirittura a scoprire 32 nuovi lavori che prima non erano stati inseriti. Questo genere di attività è sicuramente molto complicato perché in diversi casi sono state segnalate opere, ma, per mancanza di documentazione ufficiale su di esse, non siamo riusciti ad inserirle. La pubblicazione online è di sicuro agevole perché può essere facilmente integrata nel corso del tempo”. Online sono fruibili ben 1350 opere.

https://artifexpress.com 

8. OLTRE 200MILA OPERE DEL MET FRUIBILI ONLINE

Metropolitan Museum, New York

5mila anni di storia raccontati in oltre 200mila immagini fruibili online: è questo in sintesi il progetto che sta alla base dell’accordo stipulato tra il Metropolitan Museum of Art di New York e Google, con cui l’istituzione museale lancia la propria API, application program interface, per sviluppare il proprio programma Open Access e rendere quindi fruibili e scaricabili gratuitamente le immagini delle opere della propria collezione. L’API Met Collection consente agli utenti di accedere così a oltre 200mila immagini di opere della collezione del museo, disponibili con licenza Creative Commons Zero. Il lavoro di catalogazione digitale, solo nel 2017, ha portato all’aggiunta di 21mila immagini nella raccolta online, 18mila delle quali rappresentanti opere di pubblico dominio. Per facilitare la ricerca delle immagini sul sito web del museo, è stata aggiunta una funzionalità che consente agli utenti di filtrare le ricerche solo per le opere di pubblico dominio: tutte queste immagini “Open Access” sono contrassegnate con il logo CC0. 

www.metmuseum.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.