Un database online su tutta la street art. La città di Chicago lancia Mural Registry

Il Dipartimento culturale della città statunitense ha lanciato un archivio in cui è possibile raccogliere le opere di street art presenti in città, per valorizzarle ma soprattutto tutelarle da rimozioni o tinteggiature

Graffiti along the Bloomingdale trail, Chicago 2015 foto di Victor Grigas Fonte Wikipedia
Graffiti along the Bloomingdale trail, Chicago 2015 foto di Victor Grigas Fonte Wikipedia

“La Città di Chicago celebra la lunga e ricca tradizione di murali e street art, e riconosce l’enorme contributo che queste opere apportano alla vitalità artistica e alla vivacità culturale della città. Il ‘Mural Registry’ è stato istituito per proteggere, preservare e celebrare i murali come importanti risorse pubbliche. Il ‘Mural Registry’ è gestito dal Dipartimento per gli Affari Culturali e gli Eventi Speciali”. Si legge così nell’incipit del documento intitolato Mural Registry Requirements pubblicato sul sito web del Municipio di Chicago e dedicato alle opere di street art presenti in città. Il Department of Cultural Affairs and Special Events nei giorni scorsi ha lanciato infatti l’iniziativa Mural Registry, un registro/database/archivio consultabile online che ha come scopo quello di raccogliere e documentare murali e graffiti realizzati sulle pareti pubbliche e private di Chicago, purché queste opere rispondano a determinati requisiti.

LA TUTELA DELLA STREET ART. IL CASO DI BLEK LE RAT A CHICAGO

Scopo del progetto non è solo quello di fare una mappatura delle opere di street art presenti a Chicago, ma anche e soprattutto di preservarle da rimozioni più o meno accidentali. Lo scorso anno, in vista di una possibile apertura di un secondo quartier generale di Amazon proprio a Chicago, la città aveva provveduto a rimuovere molti murali e graffiti situati nelle vicinanze di siti da proporre al colosso del web, distruggendo, tra tutti, anche un murale realizzato dallo street artist francese Blek le Rat, commissionato da Cards Against Humanity per l’edificio della propria compagnia. Episodio, questo, che ha evidentemente sollevato non poche riflessioni circa le metodologie di tutela e salvaguardia della street art da parte delle pubbliche amministrazioni, portando così la Città di Chicago a istituire il Mural Registry.

IL MURAL REGISTRY DELLA CITTÀ DI CHICAGO

“Il Mural Registry cataloga e riconosce la crescente collezione di murali della città, e includerà un elenco di murali realizzati su proprietà pubbliche e private. Titolari di proprietà, artisti e membri della comunità possono registrare murali esistenti in modo che possano essere catalogati nel Mural Registry”, si continua a leggere nel documento pubblicato dal Department of Cultural Affairs and Special Events. Quindi non solo gli autori e i committenti delle opere, ma chiunque può contribuire alla crescita di questo speciale database, compilando l’application scaricabile a questo link. Una volta presentata la richiesta, il Dipartimento provvederà attraverso una commissione all’approvazione o meno della domanda. Per entrare a fare parte del Mural Registry, l’opera di street art deve rispondere ad alcuni requisiti: deve trattarsi di un’opera commissionata o autorizzata dal proprietario dell’immobile su cui è stata realizzata. Una volta approvata, l’opera riceverà inoltre l’emblema della città. Sulla pagina dedicata al Mural Registry, si trova inoltre una mappa di Chicago in cui sono già contrassegnate le prime opere segnalate, finora 150.

– Desirée Maida

www.chicago.gov/city/en/depts/dca/supp_info/mural_registry.html

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.