Tutta l’opera di Jan van Eyck online. Un sito permette di osservare i quadri da vicino

Si intitola “Closer to van Eyck” il sito Internet su cui è possibile fruire gratuitamente di dipinti e miniature del maestro fiammingo. Con una particolarità: uno zoom ad altissima risoluzione permette di osservare ogni singolo dettaglio delle opere

Closer to van Eyck
Closer to van Eyck

Sempre più spesso, negli ultimi anni, assistiamo a progetti che coniugano beni culturali, arte contemporanea e Internet, nati con lo scopo di documentare, archiviare e promuovere online collezioni, musei, mostre e patrimoni altrimenti difficilmente fruibile da appassionati e studiosi di ogni angolo del pianeta. Tra i progetti più noti, sono senza dubbio quelli nati in collaborazione con Google Arts & Culture, una sorta di museo virtuale in cui sono archiviate milioni di opere d’arte di ogni epoca, con relative schede tecniche, contenuti multimediali e link. Tra i progetti di Arts & Culture rientrano, tanto per fare qualche esempio, la retrospettiva virtuale che Google ha dedicato a Frida Kahlo, Faces of Frida, e Open Heritage, piattaforma che mappa e crea modelli 3D di aree archeologiche difficilmente visitabili a causa di guerre o rischi ambientali; l’API del Met di New York, l’application program interface che rende fruibili e scaricabili gratuitamente le immagini delle opere della collezione del museo; Meet Vermeer, la prima retrospettiva online dei dipinti di Vermeer organizzata in collaborazione con il Mauritshuis Museum all’Aia; o ancora la mostra virtuale sulla collezione della Civiltà Maya conservata al British Museum di Londra. Un progetto che coniuga storia dell’arte, restauro, tecnologia e divulgazione online è anche quello promosso dal Royal Institute for Cultural Heritage (KIK-IRPA) di Brussels: un sito in cui è possibile studiare, osservare e scrutare ogni singolo dettaglio dei dipinti e delle miniature di Jan van Eyck.

Closer to van Eyck
Closer to van Eyck

IL SITO CLOSER TO VAN EYCK

VERONA (Van Eyck Research in OpeN Access) è il titolo del progetto del Royal Institute for Cultural Heritage che permette gratuitamente a tutti gli utenti di Internet di osservare i capolavori del maestro fiammingo ad altissima risoluzione. Il progetto VERONA ha lanciato così un nuovo capitolo nella ricerca di dipinti di van Eyck e del suo atelier, grazie all’osservazione ravvicinata delle opere che ne hanno permesso nuovi spunti di studio e di ricerca. I dipinti sono stati fotografati usando la macrofotografia (con luce normale, luce radente, luce infrarossa e fluorescenza UV) e, in alcuni casi, anche la fotografia a raggi X e la scansione macro-XRF. Tra i capolavori adesso fruibili online su Closer to Van Eyck è il celeberrimo Libro d’ore di Torino – Milano miniato da van Eyck: i fogli della Biblioteca dell’Università Nazionale di Torino, che furono parzialmente bruciati nel 1904, possono ora essere visualizzati a colori per la prima volta. Tutte le opere digitalizzate sul sito, inoltre, saranno protagoniste il prossimo autunno di Facing Van Eyck. The Miracle of the Detail, mostra interattiva al BOZAR – Center for Fine Arts a Brussels.

I CAPOLAVORI DI VAN EYCK ONLINE 

Di quanti e quali opere è possibile fruire su Closer to van Eyck?  Si parte del celebre Ritratto dei coniugi Arnolfini fino al presunto Autoritratto di Londra (National Gallery), il San Francesco di Torino, la Crocifissione di Venezia, due pannelli d’altare di New York e una serie di opere meno conosciute che emulano van Eyck. In tutto le opere sono una trentina, e per ognuna di esse è possibile fruire dello zoom, mettendo così a confronto anche opere di dimensioni diverse.

– Desirée Maida 

www.closertovaneyck.kikirpa.be

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.